Leggo oggi su “Il Sole 24 Ore”, che per la scelta dei “consiglieri/senatori”, saranno previsti una scheda e un collegio ad hoc. In pratica non saranno formalmente eletti dal cittadino perché l’elezione resta ai Consigli Regionali. Perché? Semplice, perché un’elezione diretta a livello nazionale, come quella dei deputati, sarebbe entrata in contrasto con la mancanza del rapporto fiduciario col Governo, che resta alla sola Camera! Infatti i futuri senatori, se passa la riforma, non potranno votare la fiducia al Governo. Nel quinto comma dell’art. 2 della riforma fu pertanto inserita la formula secondo cui i senatori non saranno “eletti” ma “scelti”! Questa formula fu votata anche da Bersani!! Tutto sarà regolamentato con legge ordinaria dopo il referendum, se passa il SI. Dunque per l’elezione dei senatori succederà che quando andremo a votare per il rinnovo dei Consigli Regionali, avremo due schede su una delle quali “sceglieremo” il senatore. Sulla base delle nostre scelte, sarà stilata una graduatoria regionale e si attribuiranno, col sistema proporzionale, i seggi spettanti a ogni lista regionale; successivamente si stilerà la graduatoria interna a ogni lista regionale sulla base dei risultati ottenuti nei collegi. Il Consiglio regionale quindi eleggerà i senatori sulla base della nostra scelta. Quindi non è vero che “non” sceglieremo i senatori perché si tratterà di una elezione di fatto sebbene non di diritto per le ragioni, connesse al monocameralismo, di cui sopra. Stavo pensando che sarà dura per Crozza, che dice che chi voterà SI non ha capito la riforma, fare dell’ironia su queste cose, meglio essere tranchant, mettere la dentiera e sfottere Renzi facendo le faccine. Divertente, lo seguo sempre volentieri, e mi fa ridere, ma forse sarebbe meglio evitare di prendere per il culo l’elettore e continuare a sfottere i potenti.
Pier Franco Schiavone

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