• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Due parole su Fidel Castro

Il dominio della burocrazia orligarchica, l’umiliazione dei diritti civili fondamentali,perpetrando un tragico e violento ostracismo verso dissidenza, diversità, libertà, opinione.
E così mi sono trovato a condannare e disprezzare ciò che avevo amato con tanta speranza e passione .

di Graziano Cioni | 1 Dicembre 2016

Ho aspettato qualche giorno dopo la morte di Fidel Castro e ho visto manifestazioni di gioia e di dolore.

In pochi ho trovato l’obiettivìtà dovuta .

Fidel ha attraversato diverse stagioni con i suoi 90 anni.

Nella mia gioventù ho amato questi personaggi che mi hanno fatto sognare ,da Fidel al Che a Cienfuegos,sono stati i miei eroi.

E in quel tempo lottando contro il regime di Batista eroi lo erano per davvero.

Hanno segnato un punto di svolta nell’intera america latina.

Cuba per un lungo periodo, rimase autonoma e libera, neppure comunista, semplicemente unica.

Cuba divenne uno dei luoghi più scolarizzati al mondo, nazionalizzò ciò che era stato svenduto a privati corruttori, organizzò un nuovo modello di sussistenza in cui istruzione, salute, sicurezza e dignità potessero essere garantite.
Tolse le masse dall’ignoranza.

E quando Kennedy organizzò lo sbarco nella Baia dei Porci io partecipai ai cortei di solidarietà con la sovranità di Cuba.

Sono stato a Cuba e ho visto la povertà indotta dall’embargo totale ordinato dagli Stati Uniti ,pagato con la sofferenza di un intero popolo, popolo che ha mantenuto la propria dignità.

Poi …..Le dimissioni dal governo di Ernesto Che Guevara che ci raccontano una presa di distanza del Comandante da Fidel.

Poi, il crollo dell’Urss .

Poi è arrivata la dittatura per la quale è inaccettabile ogni giustificazione, e come tutte le dittature ha mostrato la faccia che condanno senza appello.
Il dominio della burocrazia orligarchica, l’umiliazione dei diritti civili fondamentali,perpetrando un tragico e violento ostracismo verso dissidenza, diversità, libertà, opinione.

E così mi sono trovato a condannare e disprezzare ciò che avevo amato con tanta speranza e passione .

Quindi se non posso dimenticare la presa della Moncada,la gioia di quegli anni non posso non riconoscere e condannare quel Castro che non ha saputo o voluto o non ha potuto fare di Cuba l’isola delle libertà.

Graziano Cioni

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, comandante, dimissioni, diversità, governo, mondo, personaggi, regime, speranza, stati uniti

Info Graziano Cioni

Graziano Cioni ha svolto una intensa attività politica nell’amministrazione cittadina di Firenze di cui è stato a lungo Vice Sindaco; soprannominato “lo Sceriffo” per la sua incessante attività a favore della legalità, è stato Deputato e Senatore. Uscito di scena nel 2009, in pieno avvento Renzi, oggi è osservatore privilegiato sul suo profilo Facebook. I suoi post sono riprodotti “ufficialmente” da Pensalibero con l’assenso del loro autore.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Tullio Pascoli

    3 Dicembre 2016 alle 14:03

    Ingenuità, mancanza di conoscenza, o solo pura ambiguità???

    Rispondi
  2. Tullio Pascoli

    3 Dicembre 2016 alle 13:12

    Cuba vantava una lunghissima tradizione culturale, molto prima che si rivelasse Castro era già la zona più prospera dell’America Latina ed anche la più colta.

    Castro non ha fatto niente di buono ha sterminato tutti gli avversari che non sono stati in grado di fuggire; poi, anche i suoi ex compagni di lotta sono stati gettati nelle sue carceri.

    Castro è stato il peggiore tiranno dell’America Latina; se il regime di Pinochet ha sulla coscienza 3.000 morti; Castro ne ha fatti fuori 10.000 solo in primi giorni della sua inutile Rivoluzione.

    Poi, alleandosi con l’Unione Sovietica ha usufruito di un’economia sovvenzionata; ma non ha risolto i problemi che esistevano durante il regime di Batista; anzi, la miseri si è generalizzata come la corruzione; e la prostituzione che prima era concentrata nei casinò della mafia, si è riversata sulle strade protetta dalla polizia ruffiana…

    Per apprendere chi ersa Castro davvero basta leggere l’interessantissimo resoconto della sua principale guardia del corpo Juan Reynaldo Sánchez – LA VIE CACHEES DE FIDEL CASTRO – https://www.amazon.fr/vie-cachée-Fidel-Castro-révélations/dp/2749922135 lettura tradotta in diverse lingue e misteriosamente non in italiano…

    Lì c’è gran parte di ciò che è utile conoscere di questo tiranno che ha fatto scappare un terzo della Popolazione cubana in Florida, ma che è anche responsabile delle migliaia di suoi concittadini morti in mare in parte divorati dagli squali…

    Anch’io sono stato a Cuba e potrei scrivere un libro su ciò che ho visto, ma non sarebbe molto favorevole a questo deleterio personaggio che ha prodotto nient’altro che delitti e miseria e la storia sarà molto più onesta di chi tenta farne un eroe…

    Rispondi
  3. Luca Bagatin

    1 Dicembre 2016 alle 18:15

    Personalmente invece, da non comunista (anzi, diciamo pure da affatto simpatizzante del comunismo), non ammirai in gioventù né Fidel né il Che.
    Ero ad ogni modo intriso di propaganda del Partito Radicale.
    Tempo dopo, crescendo, approfondii e vidi le dittature altrove. Non già nell’America Latina martoriata dal colonialismo prima e dal neocolonialismo poi, ma nelle sedicenti democrazie che non ammettono la gestione diretta del popolo nelle decisioni e nell’econimia.
    A Cuba vi è un Parlamento eletto formato da persone comuni. Chiunque si può candidare e non esistono segreterie di partito di sorta che impongano la loro volontà. Non vi sono sperperi di danaro per la campagna elettorale. Vi è la possibilità di critica e autocritica.
    Il Partito Comunista Cubano è semplicemente un simbolo. Il simbolo della Rivoluzione.
    Non direi nemmeno che a Cuba vi sia mai stato il comunismo, bensì il socialismo autogestionario. Juan Domingo Peron, che certo non fu comunista, ebbe a dire che il Che e Fidel erano ammirabili ed erano comunisti quanto lui: ovvero giustizialisti, cioè per la giustizia sociale (anche se in occidente, come per la parola “populista” si è voluto manipolare questo termine in senso negativo e spregiativo).

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti