Ho aspettato qualche giorno dopo la morte di Fidel Castro e ho visto manifestazioni di gioia e di dolore.
In pochi ho trovato l’obiettivìtà dovuta .
Fidel ha attraversato diverse stagioni con i suoi 90 anni.
Nella mia gioventù ho amato questi personaggi che mi hanno fatto sognare ,da Fidel al Che a Cienfuegos,sono stati i miei eroi.
E in quel tempo lottando contro il regime di Batista eroi lo erano per davvero.
Hanno segnato un punto di svolta nell’intera america latina.
Cuba per un lungo periodo, rimase autonoma e libera, neppure comunista, semplicemente unica.
Cuba divenne uno dei luoghi più scolarizzati al mondo, nazionalizzò ciò che era stato svenduto a privati corruttori, organizzò un nuovo modello di sussistenza in cui istruzione, salute, sicurezza e dignità potessero essere garantite.
Tolse le masse dall’ignoranza.
E quando Kennedy organizzò lo sbarco nella Baia dei Porci io partecipai ai cortei di solidarietà con la sovranità di Cuba.
Sono stato a Cuba e ho visto la povertà indotta dall’embargo totale ordinato dagli Stati Uniti ,pagato con la sofferenza di un intero popolo, popolo che ha mantenuto la propria dignità.
Poi …..Le dimissioni dal governo di Ernesto Che Guevara che ci raccontano una presa di distanza del Comandante da Fidel.
Poi, il crollo dell’Urss .
Poi è arrivata la dittatura per la quale è inaccettabile ogni giustificazione, e come tutte le dittature ha mostrato la faccia che condanno senza appello.
Il dominio della burocrazia orligarchica, l’umiliazione dei diritti civili fondamentali,perpetrando un tragico e violento ostracismo verso dissidenza, diversità, libertà, opinione.
E così mi sono trovato a condannare e disprezzare ciò che avevo amato con tanta speranza e passione .
Quindi se non posso dimenticare la presa della Moncada,la gioia di quegli anni non posso non riconoscere e condannare quel Castro che non ha saputo o voluto o non ha potuto fare di Cuba l’isola delle libertà.
Graziano Cioni

Ingenuità, mancanza di conoscenza, o solo pura ambiguità???
Cuba vantava una lunghissima tradizione culturale, molto prima che si rivelasse Castro era già la zona più prospera dell’America Latina ed anche la più colta.
Castro non ha fatto niente di buono ha sterminato tutti gli avversari che non sono stati in grado di fuggire; poi, anche i suoi ex compagni di lotta sono stati gettati nelle sue carceri.
Castro è stato il peggiore tiranno dell’America Latina; se il regime di Pinochet ha sulla coscienza 3.000 morti; Castro ne ha fatti fuori 10.000 solo in primi giorni della sua inutile Rivoluzione.
Poi, alleandosi con l’Unione Sovietica ha usufruito di un’economia sovvenzionata; ma non ha risolto i problemi che esistevano durante il regime di Batista; anzi, la miseri si è generalizzata come la corruzione; e la prostituzione che prima era concentrata nei casinò della mafia, si è riversata sulle strade protetta dalla polizia ruffiana…
Per apprendere chi ersa Castro davvero basta leggere l’interessantissimo resoconto della sua principale guardia del corpo Juan Reynaldo Sánchez – LA VIE CACHEES DE FIDEL CASTRO – https://www.amazon.fr/vie-cachée-Fidel-Castro-révélations/dp/2749922135 lettura tradotta in diverse lingue e misteriosamente non in italiano…
Lì c’è gran parte di ciò che è utile conoscere di questo tiranno che ha fatto scappare un terzo della Popolazione cubana in Florida, ma che è anche responsabile delle migliaia di suoi concittadini morti in mare in parte divorati dagli squali…
Anch’io sono stato a Cuba e potrei scrivere un libro su ciò che ho visto, ma non sarebbe molto favorevole a questo deleterio personaggio che ha prodotto nient’altro che delitti e miseria e la storia sarà molto più onesta di chi tenta farne un eroe…
Personalmente invece, da non comunista (anzi, diciamo pure da affatto simpatizzante del comunismo), non ammirai in gioventù né Fidel né il Che.
Ero ad ogni modo intriso di propaganda del Partito Radicale.
Tempo dopo, crescendo, approfondii e vidi le dittature altrove. Non già nell’America Latina martoriata dal colonialismo prima e dal neocolonialismo poi, ma nelle sedicenti democrazie che non ammettono la gestione diretta del popolo nelle decisioni e nell’econimia.
A Cuba vi è un Parlamento eletto formato da persone comuni. Chiunque si può candidare e non esistono segreterie di partito di sorta che impongano la loro volontà. Non vi sono sperperi di danaro per la campagna elettorale. Vi è la possibilità di critica e autocritica.
Il Partito Comunista Cubano è semplicemente un simbolo. Il simbolo della Rivoluzione.
Non direi nemmeno che a Cuba vi sia mai stato il comunismo, bensì il socialismo autogestionario. Juan Domingo Peron, che certo non fu comunista, ebbe a dire che il Che e Fidel erano ammirabili ed erano comunisti quanto lui: ovvero giustizialisti, cioè per la giustizia sociale (anche se in occidente, come per la parola “populista” si è voluto manipolare questo termine in senso negativo e spregiativo).