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Se un beneficio per il paese e per alcuni paesani include il paesano Berlusconi: alt contrordine compagni

di Carla Ceretelli | 11 Gennaio 2015

E poi si scoprì che tutti abbiamo  lo stesso pensiero.. ma le etichette che ci siamo appiccicati addosso non ce lo fanno comprendere.

 

Il premier si difende: non ad personam ma nemmeno contra personam.

E’ questo che ci piace di lui. La sua positività, sempre e comunque. L’ebetino di Firenze di grullina memoria è cresciuto, sta dando sferzate a chi le deve avere e gli auguriamo di farcela. A tutti i costi.

Ma perchè così tanta gente vive in funzione di Berlusconi? Tanti nemici tanto onore?

E ci sovviene il gattopardo.. chissà perchè. Se qualcuno cerca di cambiare verso e di innovare, e ripetiamo, cerca tenta, fa piacere e dispiace, contemporaneamente. C’est la vie.. Il bianco e il nero, il bene e il male…

Qualcuno, vistosi sfuggire lo scoop,  ha pure ipotizzato che la presunta  norma  ad personam favorirebbe  non  il padre putativo ma il padre biologico  naturale nonchè legale. Si comincia con le traveggòle.. come si finirà, con la camicia di forza. Così come la norma a favore dei precari della scuola per favorire l’Agnese. Ora, uno fa un percorso di anni di lavoro e arriva al top  per assicurare alla consorte un lavoro sicuro che dovrebbe essere assicurato a tutti. Insomma non se ne può più di denigratori e di gufi. E lo diciamo in modo assolutamente neutro e neutrale. Evidentemente come dice il popolo, non glielo lasciano fare, non glielo lasceranno fare.. ma che cosa. Cambiare qualcosa che peggio di così non si può. Se questa norma servisse a ridare slancio all’economia dimenticando per un attimo azioni punitive e privilegiando  il perdono.. ben venga, scusate.. non vogliamo mica  fare come il marito che per far dispetto alla moglie…

Tempi duri per Manzione che avrebbe inoltrato di soppiatto  e forse ideato e scritto  la norma salvasilvio  all’insaputa del capo… no dai.. questo non credo..anche pecchè….infatti Matteo si affretta a smentire questa ipotesi. Si definirebbe autolesionista se in vista di colle e riforme urgenti, si fosse inventato tal  norma. Ma ammette che il governo ha bisogno di introiti e di far cassa… dunque tutto da vedere.

Corriere della Sera: “La soglia di rilevanza penale al 3% del reddito evaso resterà, ma sarà applicabile solo ai casi relativi alle dichiarazioni fiscali infedeli (dovute ad errori in buona fede o di interpretazione). Escludendo tutti quelli relativi alle dichiarazioni fraudolente, che comportano artifici come documenti falsi, che resteranno punibili penalmente.”

Un pasticcio perenne

No Matteo così non va e tutto per paura di favorire uno fra tanti.  Proprio per  quella ossessione antiberlusconiana che non sposi o dici di non sposare.

E d’altra parte la controprova sta  nel dibattito parlamentare sulla legge di stabilità  quando il forzista Palese ha attaccato il governo, definendo mini-condono fiscale mascherato le norme sul ravvedimento operoso lungo, destinate ad incastrarsi con quelle poi varate dal governo il 24 dicembre.

Dunque il salvasilvio non salverebbe affatto il medesimo.  Perchè una norma non si applica mai a sentenze passate in giudicato. A febbraio Berlusconi avrà terminato di scontare l’anno di affidamento ai servizi sociali. E quindi della norma se ne frega.

 

Tutto questo mentre i liberali doc stanno ancora a sognare la rivoluzione liberalliberista anti statalista. E si meritano una tiratina d’orecchie. Per il  loro/nostro snobbismo che non ha mai portato e pare non porterà da nessuna parte. Da bravi teorici intellettualoidi con idee sane, ma non tramutabili  in  alcuna sorta di attuazione realista,  rimangono dove sono anzi rinculano paurosamente. Perchè manca il coraggio di esporsi, di mettere se stessi in gioco,  al rischio e  alla possibilità di fallire. Chiediamo venia agli amici libarali ma così è.

Se in amore l’età non conta, in politica sì. Soprattutto  se si è capo del  governo italiano  a  39 anni, il più giovane in assoluto,  facendo del rinnovamento, anche anagrafico, il proprio brand. E così, prima dei  40  il premier  può dire di aver raggiunto tanti degli obiettivi che si era prefissato a fine anni ’90, all’epoca dei Comitati toscani pro Prodi.  A chi gli rinfaccia troppa ambizione, troppo cinismo e troppa fretta, a chi gli imputa  che ai successi personali non siano corrisposti altrettanti passi avanti per il Paese,  risponde come  al termine del suo primo mandato da presidente di provincia: “Un pezzo grosso del mio partito sentì la necessità di spiegarmelo in modo sbrigativo: Ciccio, a me hanno insegnato che a trentaquattro anni si rispetta la fila… Come al supermercato, quando tutti abbiamo da svuotare il carrello. Uno per volta, rispettando la fila. Solo che facendo così in politica non si svuota il carrello, si svuota l’entusiasmo. Decisi che non volevo, e ancora oggi non voglio, fare il pollo di batteria. Non volevo che gli altri, loro, decidessero i tempi. Non volevo stare alle loro regole, le regole di una generazione che ha già dato tutto quello che poteva dare”. E’ questo che ci piace di lui. La sua positività, sempre e comunque. L’ebetino di Firenze di grullina memoria è cresciuto, sta dando sferzate a chi le deve avere e gli auguriamo di farcela. A tutti i costi.

Ovvìa, o vediamo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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