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Se lo sviluppo sostenibile diventa pratica quotidiana

di Fabrizio Binacchi | 9 Luglio 2012

L’Europa ha sposato da tempo la sostenibilità, non solo come idea ma come progetto. 

Sostenibilità, parola economica ed ecologica di moda  di questi tempi. Usata ed abusata. A stare ai giornali e ai talk è un po’ tutto deve diventare ecosostenibile dal trasporto alla vacanza, dalla produzione orticola a quella animale. Per non parlare delle costruzioni e della chimica. Rispetto per l’ambiente? Non solo. Stare nei parametri? Non solo. Sostenibilità più che filosofia deve trasformarsi in pratica quotidiana.  L’agricoltura e l’allevamento sono parti fondanti di questo processo sulla sostenibilità produttiva. Ma anche l’industria ha scoperto la sostenibilità come alleata nello sviluppo. L’Europa ha sposato da tempo la sostenibilità, non solo come idea ma come progetto. E’ uscita la prima indagine globale sulla propensione delle aziende alla sostenibilità e in quanto a sviluppo compatibile l’Italia non fa certo brutta figura. E’ il rapporto Cefic,  consiglio europeo delle industrie chimiche,  che ha monitorato e analizzato come si comportano le industrie del settore a rispetto dell’ambiente del territorio e del lavoro. I parametri sono  appunto planet, person, profit. Entro il 2050 si prevede che oltre nove miliardi di persone vivranno sul pianeta impiegando e sciupando risorse.  Un panorama in cui l’industria chimica europea intende giocare un ruolo fondamentale è quello dei nuovi fattori e nuove regole della crescita.  Ecco quindi il primo rapporto di sostenibilità per il settore, appena presentato al Parlamento Europeo, come passo sostanziale verso queste nuove regole.  Il documento rappresenta un quadro di come l’industria chimica dovrebbe e dovrà interpretare le sfide del futuro. 70 pagine di rapporto che vertono su i tre pilastri della sostenibilità: il pianeta, le persone e il profitto. I casi di studio trattati spaziano dalle compagnie chimiche alle associazioni nazionali e i comparti di Cefic che hanno affrontato la sfida della sostenibilità con i contributi più svariati, dai metodi per ottenere la depurazione dell’acqua all’impiego di materiali ultraleggeri nell’industria automobilistica fino alle tecniche per ottenere il miglior isolamento in edilizia. A tal proposito propone 17 “indicatori chiave di performance”come punto di riferimento sugli sforzi che il settore dovrebbe affrontare. E le industrie italiane sono nella fascia medio alta ad indicatori di innovazione e performance. Dice Giorgio Squinzi, presidente del Cefic e di Confindustria che “tutte le attività del settore saranno dirette a consentire un futuro in cui le persone avranno accesso alle necessità di prosperità economica e al progresso sociale ma soprattutto una  vita sana”.

Pubblicato in : CornerBlogTag: confindustria, futuro, giornali, industria automobilistica, lavoro, parlamento, persone, processo, sviluppo

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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