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Se la vacanza è bello sognarla

“In ferie da cosa?” si chiedeva Sergio Marchionne. E Bertrand Russell: “Se fossi un medico prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro”.

di Fabrizio Binacchi | 14 Agosto 2018

Pensi alla vacanza e scopri che è stato più bello immaginarla che farla. O ancor meglio ricordarla. Capita. Anche se non accade nulla di negativo, anche se non perdi la valigia o il volo, anche se ti riservano, come l’anno prima, il lettino in riva al mare. Accade che le vacanze sognate siano più belle prima e dopo. Più eccitante pianificarle e ricordarle che farle. Ci sta.

Non si sa chi l’abbia detto o scritto ma è bello e calza a pennello questo aforisma: “Una vacanza è come l’amore: attesa con piacere, vissuta con disagio, ricordata con nostalgia”. Anonimo con tanta ragione.

Per Eugenio Montale, poeta e scrittore del Novecento ermetico quanto basta, la vacanza poteva essere bella anche a sette chilometri da casa, l’importante era la predisposizione al cambiamento, alla vacanza interiore, appunto.

Mia zia Zelinda casalinga di campagna nata ai primi del Novecento senza essere scrittrice e poetessa mi raccontava di quanto bello fosse andare a trovare i parenti a San Nicolò Po, lei che abitava a San Prospero di Suzzara. Era vacanza attraversare il grande fiume.  Mondo piccolo alla Guareschi.

Mia bisnonna Margherita anno di nascita 1885 mi raccontava che lei non aveva mai fatto vacanze e che non sapeva cos’erano le ferie. Poi da vedova di un ferroviere con un libretto di 12 corse gratis all’anno ha scoperto i viaggi in treno e raggiungeva ottantenne i lieti borghi del lago Maggiore dove abitavano le sorelle.  Ah Arona, Angera, Belgirate e Stresa.

Anche Sergio Marchionne aveva un rapporto particolare con le ferie. Si capisce dal video che gira virale in queste settimane in rete. Durante quella lezione del 2013 in Bocconi ricordò quando nel 2004, a due mesi dalla nomina di capo azienda, arrivò ad agosto negli uffici di Torino e non c’era nessuno. Chiese dove fossero e gli risposero: Sono tutti in ferie, è agosto” E lui commentò:  in ferie da cosa? Il gruppo perdeva 5 milioni di euro al giorno.  Certo una grande azienda può e deve pianificare razionalmente le ferie di dirigenti e funzionari soprattutto quando i tempi non sono così rosei.

Poi però ci sono quelli che …”ah io faccio un lavoro troppo importante, posso fare poche ferie, anzi quest’anno non posso nemmeno andarci”. Mah.  Diceva Bertrand Russell : “Se fossi un medico prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro”. Tradotto: tutti siamo utili, nessuno è indispensabile.

Poi ci sono quelli che per scelta o necessità invece delle vacanze tradizionali, cioè i dieci o quindici giorni di fila,  fanno i cosiddetti week end lunghi e cioè si prendono il venerdì e il lunedì e fanno 4 giorni, al posto del ristretto sabato-domenica,  per 4 o 5 settimane. Alla fine dai 15 ai 20 giorni al netto delle code e degli intasamenti proprio nelle ore canoniche dell’esodo a cavallo del fine settimana.  Va a fortuna.

Ci sono infatti autostrade e tratti di statali che risultano intasati e proibitivi dal giovedì sera al lunedì notte, tipo l’Adriatica , la statale della val di Fiemme e Fassa, la statale Alemagna, il passante di Mestre, l’imbuto di Calenzano, l’incrocio di Imola le autostrade liguri tutte, con code e rallentamenti che hanno superato anche i 20 chilometri. In queste condizioni è davvero meglio sognarle che farle le vacanze.

L’”allenatrice mentale” Patricia Fripp trova “sorprendente come le persone trascorrano più tempo a pianificare la loro prossima vacanza al posto del loro futuro”.  Una soluzione ci sarebbe: pianificare il proprio futuro nuotando tra le onde o scalando un bella cima. A mente libera.

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: azienda, Calenzano, euro, fine settimana, futuro, lavoro, mare, persone, sergio marchionne, soluzione, treno

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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