A vederla dal satellite, in queste ultime giornate, la pianura Padana sembra una Sicilia di nebbia. Impressionante. Cosa ci sarà la sotto? Cremona, Verona, Castel Goffredo, e poi tante auto troppo veloci nella nebbia, e basta una frenata brusca ed è incidente, è paralisi. Come è successo l’altro giorno nel veneziano, sull’A4. Dall’alto il satellite fotografa un quasi triangolo di colore grigio scuro con vertici a Milano, Portogruaro, Ravenna. Vertici variabili a seconda delle giornate. Ma il triangolo delle Bermude Padane in quest’inverno ha dato molto da fare per le fitte nebbie, che negli ultimi anni sembravano diradate, qualcuno diceva sparite. A Milano i milanesi di lungo corso si lamentavano quasi: non ci sono più le nebbia di una volta. Ora, accontentàti. Son tornate. Solo nel mantovano nelle ultime settimane, molti incidenti, e purtroppo qualcuno pure mortale, si devono alla nebbia. Cambia il clima, nevicate più abbondanti e più concentrate ma anche nebbie più consistenti e prolungate. Niente è standard, sembra, anche nella climatologia. Beati quelli che stanno oltre l’Appennino, perché da Prato in giù le nebbie son più rare ma comunque conosciute, nelle valli. Una sera il bollettino di Isoradio sembrava una scaletta infernale: nebbie da Torino a Milano, da Piacenza a Rimini e poi giù giù sino alle porte della Puglia adriatica. Nebbia insidiosa, nebbia pericolosa, nebbia mortale. E poi c’è pure la nebbia sporca, quella che oltre a non farti vedere niente ti fa pure cercare il tuo naso, come dice papà Dario, c’è quella che contiene le polveri sottili, la nebbia che contiene lo smog. Insomma cornuti e mazziati, direbbero a Roma. In queste settimane oltre all’allarme nebbia c’è pure, intrecciato, l’allarme smog. Centraline delle varie città soprattutto, com’è intuitivo, della Pianura Padana, registrano picchi molto elevanti e quindi allarmanti di polveri sottili. A Milano e Brescia negli ultimi giorni le Pm10 hanno sfiorato le soglie del tetto imposto dall’Unione Europea dei 50 pg/m2. Nel capoluogo lombardo i livelli hanno sforato praticamente sempre dall’inizio dell’anno. Formigoni dice, molto comprensibilmente, che ci vuole un Piano Aria Nazionale. Vero, sacrosanto. Ci vorrebbe una coordinamento effettivo delle azioni antismog perché i blocchi del traffico qui e là, otto ore oggi e 10 ore fra una settimana non servono a molto, anzi qualcuno dice a niente. Si propone di andare a 70 all’ora in tangenziale per diminuire le polveri. Voglio vedere chi va a 70 all’ora sulla tangenziale di Milano? Qualcuno dice che bisognerebbe incentivare l’uso dei mezzi pubblici con promozioni gratis e sconti consistenti. Bello. Appena nei giorni scorsi molte amministrazioni hanno aumentato i biglietti dei bus e degli altri trasporti pubblici. Mettersi d’accordo, prima, anche con sé stessi, diventa un’ impresa forse titanica e sicuramente psichiatrica. Non si può un giorno aumentare i prezzi dei biglietti e la settimana dopo -allarmati da smog e relative possibili denunce- dire “bus gratis”. Urge mettere i cervelli in connessione. Ne va della nostra salute e della nostra vita. Cari amministratori quando programmate un piano traffico o cancellate dei servizi pensate a quei bambini di corso Buenos Aires a Milano che , senza colpa, respirano polveri ed altre schifezze. Com’è noto i bambini sono i più esposti perché il loro tratto respiratorio ha mucose più sottili e il loto sistema immunitario non è maturo. Infatti è nato il “Manifesto dei pediatri” a Milano per lanciare un vero serio allarme. Dobbiamo diradare la nebbia dei nostri cervelli adulti per combattere la nebbia sporca che finisce nei polmoni dei bambini e di tutti. Quando sarà quasi irrimediabile e avremo una corsa bus a 10 euro cosa diremo? Che è colpa di Chernobyl?
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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