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Se il russo è il nuovo ebreo

La Russia guarda in faccia l’Europa e le chiede Europeo, dimmi come stai, non restare muto, il russo per te è un nuovo ebreo. Bruciaci tutti nel forno, mettici un po’ di genocidio. di Giuseppe Mele

di Giuseppe Mele | 13 Marzo 2022

Uno sguardo dalle parti dei cattivi. Che piangono per le proprie colpe, come la mitica cantante 72enne russo sovietica Pugačëva che tra una bella coscia accavallata e l’altra piange per amici e parenti ucraini assieme al giovane marito Galkin. Si percuotono il petto il cantante Meladze, il Nobel Muratov, direttore della Novaya Gazeta, ora pubblicata in russo ed ucraino, il tennista russo Rublev che gioca in doppio con l’ucraino Molchanov, Pivovarov, il produttore dei video di oppositori come Navalny, Yashin, Sobchak, Nemtsov, Bolotnaya.

Piangono dall’estero però, lungi dal manifestare incorrendo nell’arresto. I Pugaciovi dalla Francia, Pivovarov dagli Emirati Arabi Uniti, come il giornalista Zygar, la moglie di Navalny dalla Germania, Fridman dall’UK, Aven dall’Italia, Mordashov dalle Seychelles, Alekperov dalla Turchia, arrivato con un last minute, la Porgina, vedova di Karachentsov da Istanbul, Vitorgan dalla Lettonia. Senza neanche piangere il famoso giovane giornalista star Dud trasmette dalla Spagna, il presentatore Dibrov chiama idioti i telespettatori dalle Maldive, in compagnia del collega Vasiliev. Boris Akunin sta fisso in Svizzera. La famosa star tv Ksenia Sobchak, erede di Alla, figlia del grande sindaco, già candidata presidente, è arrivata in Israele con un pessimo volo via Turchia, perché i voli russi diretti a Tel Aviv sono bloccati. La troupe cinematografica che l’accompagnava come il critico Dolin si è molto lamentata.

Rischiano invece, esprimendosi contro le azioni militari, la direttrice dello statale Meyerhol, Kovalskaya, che si è dimessa dall’incarico; i cantanti Shevchuk, Lazarev, Meladze, Dorn, Manizha, i rapper Timati e Noize MC, il calciatore Smolov, lo scacchista Nepomniachtchi, l’attore Kozlovsky, le attrici Starshenbaum, Zudina, Spitz, Shpitsa. Poverennova, Smekhova, lo scrittore Tsypkin, i comici Dolgopopov e Alien, l’editrice Prokhorova. Urgant fatto fuori dai suoi celeberrimi programmi tv non ha più emesso un fiato.

Ai russi la fuga all’estero delle star è piaciuta poco ed il bastian contrario dei bastiancontrari Shnurov, l’ex frontman dei Leningrad, ha dato voce, al solito oscenamente, al malcontento antiélite. Peraltro, il musicista e copresidente del Partito della Crescita, che recentemente aveva chiesto l’abolizione del Mincultura russo, è finito in rissa con la Sobciak, in un reality pubblico che farebbe la gioia dei Signorini. L’ha accusata di celare al marito la vera paternità del figlio, subendo l’oscuramento su Istagram, riottenendolo indietro formattato.  La Sobciak da parte sua aveva organizzato ad un concerto dei Leningrad, un coro che incitava Shruvov a pacificarsi con la terza moglie Matilda, in via di divorzio.

Прощай, Элита! Addio elite, pubblicato YouTube, è una caustica satira dell’intellighenzia creativa delle tante e dei tanti Sobciak, usi a mostrarsi in maiuscoli selfi sui social con lo sfondo del Giorno della Vittoria della Guerra Patriottica, ed oggi in fuga, in preda al panico per la vita che non c’è più, senza vini e piatti gourmet, senza resort, ville, conti, forum, ricevimenti, biennali, spaventati non dalla guerra ma dall’insignificanza improvvisa delle mille miglia accumulate del loro destino su Internet. Il Donbass completo di oggi come la Cecenia di ieri sono entrati nelle case dell’elite che trema ora per la morte di Saddam Hussein. La giovane signora tutta ben truccata il suo lutto lo pubblica dalla Piscina.

È abituale in russo l’allocuzione italiana Finita La Commedia per indicare la fine traumatica di un evento.Shnurov la mette in bocca all’elite che scopava al cordon bleu ed oggi lo fa oltre confine (il cordone), prima di salutarla chiamandola mangiatori di merda. Shnurov è egli stesso membro dell’elite, milionario, amico di Urgant e le sanzioni hanno già prodotto le sue dimissioni da presidente della tv Rtv che trasmette principalmente per i 30 milioni di russi all’estero che in generale diffidano del proprio Stato. Le sanzioni producono strani effetti, per esempio l’improvviso arricchimento di mogli e fidanzate degli oligarchi o l’esproprio di centinaia di aerei europei da parte della bloccata Aeroflotche non può restituirli o ancora i pagamenti autoscontati in rubli, moneta crollata, arrivato a quasi 150 per un euro, ora a 130. Il congelamento delle riserve e dei beni della Banca Centrale Russa e delle banche, tutte a rischio fallimento, Sberbank, Vtb, Psb, Alfa-Bank, Bank Otkritie ma non Gazprombank, provoca file di cittadini ai bancomat russi. Meno preoccupati i sanzionati membri del governo, i 351 parlamentari della Duma, i capi dell’Fsb e dell’esercito, i dirigenti di SMP, della Kalashnikov, dell’Internet Agency, dell’elettrica RusHydro. Anche lo stop ai divertimenti (Disney, Netflix, competizioni FIFA e UEFA, Eurovision Song Contest, Formula 1) non appaiono efficaci.

Più efficaci invece sull’opinione pubblica russa i sensi della condanna globale della Russia evidenziata all’Onu. Vittimisticamente, in Russo, nuovo ebreo, Pусский для вас, новый жид, Shnurov se ne è uscito con la paradossale immagine del russo, trattato come ebreo a Berlino nel 1940, a nessuno sarà risparmiata questa disciplina. L’iscrizione sullo studio del medico già recita vietato l’accesso a russi e cani. Si lamenta la cantante Ксения Руденко, addobbata come Madre Russia, ci urlano con orrore Mascalzoni, ci vogliono appendere ai capestri per distinguerci meglio da lontano. Necessario pronunciarsi, Sei per il regime o fortemente contrario? Per il resto, stupido russo stai zitto e fottiti. La Russia guarda in faccia l’Europa e le chiede Europeo, dimmi come stai, non restare muto, il russo per te è un nuovo ebreo. Bruciaci tutti nel forno, mettici un po’ di genocidio. Il ritornello ricorda un motto tedesco tipico tra i collaborazionisti durante l’occupazione nazista, tu porco russo meriti un poco di forca (Russkyi svinià tibie nada ciut ciut vesciat). La canzone rispecchia la propaganda. Se l’ebreo Zekinsky è il nazista, allora Putin deve recitare la parte dell’ebreo. Il precedente nome di Mariupol era Zdanov, l’ideologo stalinista postbellico e nella memoria ucraina, Kaganovich fu l’ebreo così crudele, iniziatore dell’Holomodor, da venire richiamato a Mosca da Stalin. Sia pure nel vittimismo le sanzioni stringono il popolo al regime. Nella memoria slava, invasioni, genocidi, ideologie hanno un impatto ancora fortissimo e non semplificabile come da noi.

Giuseppe Mele

Pubblicato in : Primo pianoTag: banca centrale, banche, canzone, conti, dimissioni, euro, fallimento, figlio, francia, germania, governo, putin, regime, rischio fallimento, saddam hussein, satira, spagna, usi

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    11 Marzo 2022 alle 21:26

    “””Nella memoria slava, invasioni, genocidi, ideologie hanno un impatto ancora fortissimo e non semplificabile come da noi.”””.
    D’accordo (anche nel grassetto per richiamare l’attenzione), ma è la smemoratezza europea del russo che viene messa alla prova, ritenendosi la regina del gioco degli scacchi.

    Rispondi

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