
A Santa Croce c’era una folla di persone pacifiche dove anch’io ho sventolato la bandiera per tutta la manifestazione, ma non quella della pace. Meglio Zelensky, atteso sul grande schermo posto a lato destro del sagrato sotto la statua di Dante, di tutti gli altri ospiti. Il Presidente ha parlato agli italiani da vero leader al fianco del suo popolo.
Lo avevo apprezzato già al termine della sua campagna elettorale nel maggio del 2019, quando ero in Ucraina, nel pubblico confronto allo stadio nazionale di Kyiv con il presidente Poroshenko, allora in carica. E, il giorno del suo insediamento, mentre lo ascoltavo alla Tv dalla stazione di Lviv (Leopoli) ero già persuaso che sarebbe stato un grande presidente. Ottimo anche il discorso dell’ex ministro finlandese che ha ricordato l’esperienza dell’invasione russa nel 1939 in Karelia e nella seconda guerra mondiale.
In un pomeriggio di fine inverno, si scoprono le dinamiche tipiche di chi organizza e parla, di bandiere al vento. E poi? Quale coscienza e conoscenza la piazza ne possa avere di questa guerra ignorata dal 2014 fino ad oggi, lo dimostra la sua presenza inversamente proporzionale alla sua affluenza in Santa Croce, al richiamo dello enfatico sindaco. Bene, sì, anche le bandiere al vento sono uno strumento, ma come le parole, restano al vento.
L’Ucraina merita di più, merita le armi necessarie per combattere uno storico nemico e invasore. La piazza serve più al sindaco che all’Ucraina. Sia pur coinvolgente, il segno che lascia la manifestazione non porta nulla se non un decadimento manifesto ed inevitabile dovuto ad anni di indifferenza verso la guerra ucraino russa dei partiti e sindacati che apportano poco o nulla alla causa della libertà del paese occupato.
È l’uso più per politica interna che altro che segna la manifestazione. Altro, non è concesso fare. Alla Russia fa vento, e in caso malaugurato di conquista, cosa che non accadrà, l’Europa e l’Italia si scorderanno presto e accetteranno lo stato di fatto. Ci vogliono armi, non bandiere, che arrivino presto in Ucraina.

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