A Caserta e subito dopo il vertice, il segretario dello SDI, Boselli, ha finalmente detto le cose che gli iscritti al suo partito, i socialisti, i laici e i liberali da tempo attendevano da lui:”Caserta e’ stata una cocente
delusione rispetto all’attesa che si era creata di una svolta
riformista nell’azione di governo” –sono parole riportate dal Messaggero- ”e’ prevalsa la posizione della sinistra piu’ estrema, mentre le forze riformiste sono state sconfitte”
Poi, l’acuto che strappa l’applauso liberatorio, dopo gli sgarbi subiti per anni da parte dei due partiti maggiori della coalizione di centro-sinistra:
”non credo sia giusto attribuire al capo del governo tutte le responsabilità. Caso mai, sono venute meno le due forze politiche principali, Ds e Margherita. Sono stati Fassino e Rutelli nelle settimane scorse a riempire le pagine dei giornali proponendo piattaforme riformiste. Ma a Caserta non hanno dato seguito a questi propositi cosi’ fortemente sbandierati. Ma non si puo’ essere riformisti solo a parole e poi quando si tratta di prendere decisioni ci si scioglie come neve al sole”.
Si capisce che le sue parole non siano piaciute a Fassino, che gli ha risposto piccato. Così come, dal suo spazio domenicale a Radio radicale, lo ha rimbeccato l’ex segretario Daniele Capezzone: e, in questo caso l’ennesimo attacco di Capezzone a Boselli che aveva appena ribadito la sua fede “riformista”, rientra nella indecifrabilità di quel soggetto kafkiano che è diventata la Rosa nel Pugno.
Da parte nostra non possiamo che condividere quanto detto da Boselli.
Ma non ci accontentiamo. Anzi, lo sfidiamo a dimostrare la serietà delle sue intenzioni con altri passi lungo la stessa strada. Perché è vero che DS e Margherita a Caserta hanno fatto dietro front davanti al muro della sinistra estrema e al tirare a campare di Prodi. Ma la Rosa Nel Pugno, SDI e Radicali assieme o da soli, non si salvano l’anima denunciando le mancanze altrui. Devono stabilire il limite oltre il quale non sono disposti a sopportare ulteriormente questo stato di cose. Oltrepassato il quale, non possono che imboccare una via diversa: che non è il passaggio al centro-destra. Ma l’uscita dal governo (se vogliono assicurando l’appoggio esterno) e diventare perno del nuovo soggetto unitario liberalsocialista. (n. c.)
Se Boselli andasse avanti così…
Il Segretario dello SDI ha finalmente detto le cose che i socialisti, i laici e i liberali da tempo attendevano da lui. Ma ora deve fissare un limite: passato il quale uscire dal governo ed essere il perno della Casa nuova per tutti i liberalsocialisti.

Cari Amici e Compagni di Pensalibero e compagni lettori,
da tempo ho smesso di aspettarmi qualcosa dai vertici di questo o quel sedicente partito pseudo-socialista, che sia Sdi, Npsi, Ds, Psdi, ecc, ecc.
Quello che mi interessa, e lo sto cercando di fare a livello locale, è coinvolgere la base Socialista ma, più in generale di sinistra, per dare vita ad un nuovo soggetto inequivocabilmente Socialista e indubbiamente a sinistra.
Boselli, De Michelis e tutti gli ascari che camminano con la poltrona ben incollata al fondo schiena e che usano a sproposito la nobile dicitura “SOCIALISTA” per fini non altrettanto nobili, per me e per chi rivuole portare al centro della politica i Socialisti, sono il nulla, il triste passato, sono la zavorra che permette ai media di individuare in questi tristi individui la generalità dei Socialisti anche se tutti noi sappiamo che non è così.
Per noi è l’anno zero: vogliamo, come nei primi anni del 900, che nascano in tutte le località, circoli, associazioni, partiti locali Socialisti e che si pongano le condizioni perchè, noi, i Socialisti di Firenze, Monza, Caltanissetta ecc, ecc, come nel 1892, tornino a incontrarsi per unire le forze e rifondare il Partito Socialista Italiano!
Utopia? Può darsi, noi ci crediamo.
Sempre Avanti! per il Socialismo, si intende.
Un saluto affettuoso a tutti i Compagni e le Compagne e grazie a Pensalibero e alla sua Redazione per lo spazio che ci da malgrado le diferenze di vedute……..del resto Socialismo è tolleranza!
Per UNITI PER IL SOCIALISMO
Stefano Longo
INSUSCETTIBILE DI RAVVEDIMENTO.
Boselli lo conosciamo molto bene per cui ogni iniziativa in cantiere, per essere un punto di riferimento dell’elettorato socialista, riformista moderato e riformista di sinistra, nonchè dell’elettorato laico e liberal/socialista, deve esprimere una chiara rottura verso lo SDI ed il N.PSI, verso Boselli e De Michelis, per cui, di conseguenza, nessun patto (neppure elettorale locale) con gli stessi è possibile e soprattutto nessun riferimento nella/e lista/e (sia simboli che loghi) è immaginabile dello SDI e del N.PSI perché sono marchi politici perdenti.
Ma resta chiaro che ogni pur possibile rapporto deve essere indirizzato a singoli iscritti o gruppi locali, caso per caso, come si è concretizzato con il “Patto di consultazione” in Toscana che resta un punto di riferimento.
Gino Di Maro
Io non se se Boselli darà seguito alle sue parole con azioni concrete(diciamo che il pessimismo della ragione mi suggerirebbe di no..) ma una cosa è certa: se la Rosa, tutta o in parte, uscisse dal Governo e garantisse un appoggio esterno(anche per rispetto degli elettori..) da li’ rinascerebbe la speranza dei laici e dei veri riformisti. Ho letto anche l’articolo di Caldarola sul Corriere della Sera di ieri e da qui vorrei che lanciassimo un appello all’On. Caldarola, esattamente come si dovrebbe fare con l’.On Nicola Rossi: visto che l’esperienza dei Ds si sta esaurendo, lei che oggi è uno dei pochi socialisti, nonostante lei socialista non sia mai stato, presenti nei DS ci raggiunga nella terra di nessuno e si unisca a questo gruppo di “briganti” che vuole dare all’Italia un vero partito laico,liberale e riformista che non si accontenti di gestire lo status quo fatto di privilegi e di ingiustizie ma che voglia cambiare davvero l’Italia nel senso di più libertà e più giustizia.
Boselli…?
Uscire dal governo …?
La RNP, è stata scippata di un numero considerevole di senatori, interpretando “lo schifo” a convenienza del più forte.
Da sempre allo SDI, viene riservato il ruolo del fratello debole ed un poco scemo.
Nonostante tutto, al governo , con chi ci prevarica ci siamo andati …, interessano le poltrone, poche ma mirate.
Ora ci si chiede “qual è il punto oltre il quale non si può andare” ?
Qualora un punto,politico avesse una ragione, questi sarebbe stato superato ancor prima di cominciare.
La verità è che chi ha posizioni di rendita, può anche volere le giuste riforme per i tassisti, per i farmacisti, per i panettieri, sicuramente è il più incallito dei conservatori per quanto riguarda le poltrone parlamentari.
I nullafacenti conservatori detentori del potere si estromettono con moti di popolo, spero pacifici e democratici, perché,
specialmente nelle piccole entità, quasi a conduzione famigliare, com’è lo SDI, i congressi sono pilotati ed i vincitori sono scontati in quanto gli oppositori vengono estromessi , emarginati e messi in condizione di non nuocere.
Se ci limitiamo alle parole, tra vent’anni il Boselli e tutto il suo seguito saranno ancora li a contare lo 0,% ed occupare saldamente le poltrone., altro che ricostruzione de Partito Socialista degli Italiani.
Se c’è da ribadire, ribadisco sul punto di vederla negativamente e che proprio di Boselli non c’è da fidarsi.
Oltre tutto Boselli elettoralmente conta talmente poco. Gruppi locali di quello che è o fu lo SDI lo stanno lasciando!
Quanto affermato dal nostro presidente Cariglia l’ho espresso anch’io nell’ultima riga dell’intervento. Riaffermo di essere un positivo.
Sono anche felice di vedere ogni gliorno aumentare il numero di “interessati” che scrivono su “pensalibero”, l’ultimo del quali il “giovane” Maurizio Ebano, con il quale ho avuto negli anni d’oro una fervida amicizia politica.
Siamo sulla strada giusta? Spero proprio di si!
Oggi sono d’accordo con Boselli.
Ieri,no.L’altro ieri sì.Domani,probabilmente ancora no.Dopodomani,forse sì.
Il fatto è che io credo nelle mie idee liberalsocialiste,lui non ha idee precise.
E’ un ragazzo confuso,lo era pure nella Fgsi, circa trent’anni orsono.
L’idea di Nicola Cariglia de “… l’uscita dal governo (se vogliono assicurando l’appoggio esterno) e diventare perno del nuovo soggetto unitario liberalsocialista…” da parte di Boselli e C. è una proposta politica intelligente ed una sfida di alto profilo, ma è mal riposta.
Su questo sono d’accodo con GM.
Caro Nicola, il Boselli lo conosciamo molto bene e non c’è da spettarsi da lui di assumere il ruolo di “perno del nuovo soggetto unitario liberalsocialista”.
Condivido appieno le Vostre tesi, se Boselli e tutto lo SDI ritiene che lo spirito Riformista sia stato tradito dai DS e dalla Margherita non solo a Caserta ma nell’arco dell’ultimo anno dall’insediamento di Prodi a Palazzo Chigi, deve prendere il coraggio a due mani e proseguire la battaglia parolaia con atti concreti anche se isolati ma proponendo leggi, modificando proposte di legge del Governo ecc che vadano in senso riformista.
Quì dimostra che è coerente con l’atteggiamento preso a parole negli ultimi mesi.
Nella realtà ho notato che a parole contestano le azioni del Governo nei fatti lo continuano a votare in tutti i loro deliberati senza distinguesi.
Chiedo a Boselli un atto di coraggio Riformista, Gradualista, Libertario, Laico ecc. con un distinguo nei fatti concreto in tutte le leggi che il Governo pone false riforme vedi le liberalizzazioni tanto conclamate che ad ora sono ferme a quelle dei Taxisti e dei Panettieri, dimenticandosi della Telecom, Tim, ENEL, GAS e di tutte le utenze che sono ancora monopolizzate da Enti para pubblici o passati in mano privata con tutto quello che è successo alla fine degli anni 90 con il Governo Dalema (Vedi Telecom e Tim con Colaninno svendite per non dire altro che hanno portato utili solo a Colaninno con la vendita in premura a Tronchetti Provera perchè non aveva un piano di ristrutturazione credibile).
Carissimo G.M.
eppure occorre mostrare fiducia. Quanta? Ti basta questa affermazione contenuta nell’articolo “SDI e Radicali assieme o da soli, non si salvano l’anima denunciando le mancanze altrui. Devono stabilire il limite oltre il quale non sono disposti a sopportare ulteriormente questo stato di cose” per cancellarmi dal novero degli ingenui?
Un carissimo abbraccio,
Nicola cariglia
Caro Nicola, credo FERMAMENTE che le tue speranze siano destinate a restare pie illusioni.
il SUGHERO Boselli resterà a galla, con l’amo che pensa di pescare pesciolini, ma privo del verme perché questultimi abbocchino. Difatti egli bada solo a se stesso. DA SEMPRE. Questo lo affermo conoscendolo da un periodo piuttosto lungo durante il quale la sua strategia è sempre stata coerente con la teoria del sughero.
Per una volta posso anche concondare col simpatico Malabrocca, dividendomi pero nelle conclusioni ritenendo io che la storia socialista sia fatta di iniziativa riformista, libertaria e laica e non di “pronunciamenti” come quelli che il sughero ha fatto per accreditarsi all’area radicale più realista del re, nella fallita esperienza della “rosa nel pugno”.
Comunque siccome sono un positivo e non una Cassandra, staremo a vedere se per una volta il sughero smetterà di essere anche coniglio.
Boselli è “nù bravu guaglione”talmente educato e composto che non si permetterebbe mai di contraddire chicchessia.
A volte però, non possiamo fargliene una colpa, esce dal seminato e gli scappa qualche affermazione “compromettente”.
Per fortuna, il suo istinto di conservazione, subito lo blocca e lo riporta nel nulla.
Egli e molto perspicace, è capace di star zitto per mesi, fino a che tutti non si siano dimenticati
l’ “uscita”, e poi, e poi ricomincia tranquillamente a dire cose sensate che gli diano tranquillità
rispetto al mantenimento dello status, ovvero la stabilità del seggiolino.
Ps. Anch’ io, che sono il più inesperto e nulla sapiente, di politica , a volte, lo giuro, senza volerlo, dico qualche cosa di sensato, politicamente parlando, questo però non fa di mè un “capo popolo” arguto ed intelligente.