L’abbiamo detto di recente, non è bello ripetersi e dunque chiediamo venia ancora una volta ai lettori se l’età che avanza ci porta ad indulgere a questo geriatrico vezzo, ma davvero qui a Firenze ci divertiamo come in nessun’altra parte d’Italia e, forse, anche del mondo. Affermazione non esagerata, visto che Times ha appena ipotizzato che Matteo Renzi, vincitore – senza alcuna sorpresa – del Grande gioco delle primarie fiorentine del centrosinistra – sì, insomma, quell’agglomerato di bande metropolitane che risponde ancora a questo nome, ma non si sa per quanto – possa addirittura essere il nuovo Obama: il che dimostra che il Genio fiorentino, manifestazione voluta e promossa da Renzi nel suo mandato come Presidente della Provincia, è vivo e lotta con noi e quindi, scusate la botta di campanilismo, fuori da Firenze non ce n’è per nessuno. Intanto che il giovane Obama diffonde promesse che non sarà mai in grado di mantenere, perché dovrebbe spiegarci come farà ad assicurarsi i 120.000 voti necessari ad essere eletto sindaco di Firenze riuscendo al tempo stesso a far fuori tutta la vecchia nomenklatura del Pd, comprensiva di presidenze di enti e partecipate, in questo scorcio di Carnevale si registra il grande exploit del centrodestra fiorentino che, dopo aver taciuto per mesi come se invece che fare l’opposizione a Firenze avesse l’onere di farla a Timbuctu, ci ha presi tutti in contropiede con una ipotesi di candidatura che forse non farà il pari con quella del nuovo Obama, ma che certamente contribuirà a far vincere a Firenze la palma di laboratorio politico mondiale – e se poi ci portasse anche in Champions sarebbe l’apoteosi. Dunque, pare che il centrodestra sia propenso a candidare a sindaco di questa mirabolante città Giovanni Galli, ex portiere di Fiorentina, Milan e Nazionale, attualmente commentatore sportivo in tv, pisano di nascita e fiorentino di adozione. Una premessa è necessaria: chi scrive non ha nulla contro Galli, sportivo di grande correttezza e persona meritevole di profonda stima per essere stato in grado di trasformare una terribile tragedia personale in una concreta ed importante volontà di aiutare ragazzi e famiglie sofferenti; quanto segue, dunque, non è e non vuole essere un atto di critica nei confronti della persona, ma una disamina dell’azione di una forza politica in un momento cruciale per la vita ed il futuro di questa città travagliata.
La scelta di un candidato non politico, ma proveniente dalla cosiddetta società civile, può essere letta in due modi: come un’ammissione di manchevolezza, ovvero della mancanza nelle proprie fila di una personalità politica dotata di capacità e di radicamento sul territorio tali da poter rappresentare un candidato credibile per il proprio elettorato, oppure come la volontà di mettere in campo un nome acchiappa voti – i dotati di birignao scriverebbero di appeal, ma noi siamo purtroppo ruspanti – in grado di mettere in secondo piano la provenienza politica giocando sul fattore popolarità, in questo caso sottolineato dalla passata militanza viola di Galli, militanza che, in questa città, apparentemente potrebbe contare moltissimo. Molto apparentemente, in realtà. Sulla prima ipotesi, pensiamo che chiunque viva a Firenze e sia un pochino addentro alla vita politica cittadina, sia perfettamente in grado di farsi un’idea, ovvero che al centrodestra non mancherebbero esponenti politici radicati sul territorio, ma che nessuno di loro ha la forza di proporsi perché sottomesso alla onnipotenza dei vertici di partito che non incoraggiano alcuna dialettica democratica e decidono in base a personalissimi criteri, principalmente uno: qui comando io e zitti. Sulla seconda ipotesi, ci pare di poter dire in questo momento, ma naturalmente potremmo essere smentiti in seguito dai fatti – d’altronde è il destino di chi espone pubblicamente le proprie idee e lo accettiamo serenamente – che il passato viola di Galli non porterà voti in più al centrodestra, perché questa è una credenziale che attualmente potrebbe forse portare a Palazzo Vecchio solo Prandelli, e non siamo certi neanche di questo. Duole constatare che si pensi ad un possibile sindaco che non ha alcuna esperienza nella gestione della cosa pubblica ma ancor più nella gestione della vita politica, perché questa scelta ribadisce il preoccupante concetto che il sindaco di Firenze possa essere un neofita totale, cosa che di per sé sarebbe dannosa anche per la gestione del Circolo dei pensionati, figuriamoci per una amministrazione cittadina che versa in stato comatoso come quella fiorentina. Galli ha dichiarato: “Certo, la politica non è proprio casa mia. Ma, da cittadino, dico che Firenze ha bisogno di qualcosa di nuovo e diverso”. Ecco, ognuno di noi, da cittadino, ha qualche idea da esporre, così come ognuno di noi almeno una volta la settimana vorrebbe suggerire a Prandelli la migliore formazione della Fiorentina – specie dopo la partita con l’Ajax – ma temiamo che questo non basti a governare la città. Anche se, ammettiamolo, sarebbe sicuramente divertente assistere alla convocazione della Giunta: Galli in porta, Amato mediano di spinta e Toccafondi centravanti…In fondo, neanche il giovane Obama, tifoso viola sfegatato, era ancora arrivato a tanto; il consiglio comunale allo Stadio sarebbe molto più coinvolgente, già immaginiamo gli striscioni in curva Fiesole: Galli devia la tramvia! Quella sì che sarebbe una parata da grande campione…
Chi.Bo

Questo il vero senso da riconoscere nella scelta (dignità e valore della persona a parte ) : “il preoccupante concetto che il sindaco di Firenze possa essere un neofita totale, cosa che di per sé sarebbe dannosa anche per la gestione del Circolo dei pensionati, figuriamoci per una amministrazione cittadina che versa in stato comatoso come quella fiorentina”. Qualcuno costretto poi ad obbedire ai “consigli”. E che non possa fare ombra al “manovratore”.Con queste impostazioni ,( se a Firenze non sono rimbecilliti tutti ,quale vittoria si può ipotizzare ?
Mi accorgo solo ora che manca metà del pezzo, scusate per l’errore, il nostro webmaster provvederà entro stasera. Ciao a tutti. ChiBo.
Caro Nicola, lo so, infatti era un voluto omaggio alla tua storia professionale…
Che fai Chiara, provochi?
Non lo sai che scusa Ameri, scusa Ciotti, scusa Provenzali, etc., lo dicevo anch’io quando, giovane radiocronista, riferivo dai campi di calcio?
Se volessi spingermi a riscendere in campo, metaforicamente o alla lettera, sappi che ho già dato su entrambi i versanti.
Ciao, a presto.