• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Scuola: merito, uguaglianza e equità

La punizione più grave che la scuola può dare non è quella del voto o giudizio, sia anche negativo, ma quella di licenziare studenti che non sanno leggere o non comprendono testi, che non conoscono la matematica, che sono senza cultura e quindi senza aspettative.

di Stefania Corsini | 6 Novembre 2023

“Piantatela col merito….La scuola chiede investimenti”      Assessore Regione Toscana

“…..e perché no tutte e due?” Mi viene spontaneo rispondere all’Assessore all’Istruzione della regione Toscana, dopo aver letto il suo articolo sull’Unità.

Lasciando da parte i proclami e le ideologie, e non per difendere, in questo scritto, il ministro e il suo operato cerchiamo di camminare coi piedi per terra e parlare di Scuola.

La parola merito, (definita come la somma delle capacità e impegno,), solleva timori e paure in ambito scolastico, ed anche oltre, soprattutto da quando fa parte della denominazione del ministero (Ministero dell’istruzione e del merito).  Le critiche provengono da chi crede che la parola merito presupponga ripercussioni negative su quegli studenti più svantaggiati e privi di strumenti utili al raggiungimento degli obiettivi scolastici. Si teme che porti all’aumento delle disuguaglianze, eppure, l’art. 34 della Costituzione è chiaro: I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi ed al comma 3: La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso.” Un articolo che già presuppone una forma forte di inclusione sociale, proprio a partire dalla scuola dell’obbligo e dalle condizioni economiche di partenza. Ma merito non significa automaticamente prestigio, vantaggio economico e strada spianata, in contrasto a povero, abbandonato dalle istituzioni, lasciato solo, bocciato e senza istruzione; sembra quasi che al concetto di meritevole si contrapponga, forzosamente, quello di non meritevole, fino ad arrivare a considerare quest’ultimo addirittura un’umiliazione e una punizione che condurrebbe dritto alla non promozione. Insomma il merito vien spesso associato a quello che in anni non lontani, veniva chiamata ” selezione di classe”. Il merito non è un dato di fatto ma è una conquista, fa parte di un percorso individuale, diverso per ogni studente e la scuola deve tener conto di questo processo.  Ecco dove il merito si fonde con l’equità sociale. I livelli iniziali di partenza di un percorso educativo sono diversi da studente a studente e quindi è evidente che per realizzare una politica scolastica basata sulle pari opportunità, bisogna rinunciare all’utopia dell’uguaglianza. Bisogna invece rivolgersi alla singolarità dello studente, alle sue capacità, e quindi al merito relativamente ad un soggetto ed al suo contesto. È qui che il pensiero di Don Milani sta a pennello: diversi i punti di partenza degli studenti (stato sociale della famiglia, provenienza etnica, titolo di studio dei genitori etc.) diversi gli interventi scolastici da attuare affinché ogni studente raggiunga “il suo merito” cioè il riconoscimento e l’apprezzamento che la scuola dà a chi s’impegna, a chi mostra doti naturali o inclinazioni per questa o quella disciplina.  Il fine primario di un processo d’apprendimento soprattutto a livello di istruzione obbligatoria è quello di permettere a ciascun alunno di raggiungere quegli obiettivi culturale e di cittadinanza che sono necessari per l’inclusione nella società.

Perché poi parlare di scuola dell‘uguaglianza contrapposta alla scuola del merito? È pensabile che la scuola, in virtù di un principio di uguaglianza escluda il merito dal proprio orizzonte, quando la valutazione di merito degli studenti e, di conseguenza, i loro differenti e meritati successi o insuccessi sono imposti dalla nostra costituzione? Io parlerei di equità più che di uguaglianza perché l’equità presuppone una pluralità di prospettive e di mezzi e perché include al suo interno la dimensione della differenza.  Parlare di uguaglianza, invece, produce l’effetto sfavorevole della uniformità che conduce ad un appiattimento generale degli studenti. Uguaglianza che, annullando le diversità delle prestazioni degli studenti, conduce comunque ad una selezione, quella successiva alla scuola, quella del mercato del lavoro con svantaggio per le famiglie dei meno abbienti.

La punizione più grave che la scuola può dare non è quella del voto o giudizio, sia anche negativo, ma quella di licenziare studenti che non sanno leggere o non comprendono testi, che non conoscono la matematica, che sono senza cultura e quindi senza aspettative. Questa è la vera punizione, questa sì che incide maggiormente sugli studenti svantaggiati, quelli cioè a cui solo la scuola e non la famiglia può dare Cultura.

  Bisogna tuttavia riconoscere che la questione del merito non è una procedura semplice perché implica la questione della misurazione e della valutazione sia di chi valuta che di chi è valutato. Se proviamo a ipotizzare scenari futuri, fermo restando che siamo tutti favorevoli a premiare i meritevoli, è necessario pensare ad un sistema palese di valutazione che possa offrire una misura del merito non arbitraria o discrezionale, ma di questo parleremo successivamente.

La nuova proposta del ministro Valditara, secondo le sue dichiarazioni, ha lo scopo di ripristinare la cultura del rispetto, e contribuire ad affermare l’autorevolezza dei docenti dopo i ripetuti atti di violenza riportati dalla stampa. Un messaggio forte riguardo alle conseguenze di azioni gravi dato che il voto in condotta farà media con le altre discipline e di conseguenza potrebbe portare ad una non promozione. Il disegno di legge modifica sostanzialmente il modo in cui il comportamento degli studenti è stato valutato fino ad ora ed il voto nel comportamento assume un ruolo centrale nella valutazione finale. Se il voto è inferiore a 6/10 prevede la non ammissione alla classe successiva o all’esame di stato.  È prevista inoltre la possibilità di coinvolgimento in attività di cittadinanza solidale.  Il voto avrà ricadute, sia in positivo che in negativo, anche sui crediti per l’ammissione all’esame di maturità. Questa è in sintesi la proposta.

Le scuole dovranno quindi attrezzarsi con modalità di rilevazione e con criteri di valutazione del comportamento per considerare i progressi ed eventuali miglioramenti dello studente nel corso dell’anno.

Da decenni si discute quale sia il metodo migliore per valutare ed oggi, dopo il susseguirsi di 13 ministri e l’approvazione di 9 riforme, dopo le molte sperimentazioni, (lettere dell’alfabeto, voto in decimali, giudizi sintetici o analitici a seconda delle teorie pedagogiche più in voga al momento) avremo un inasprimento della normativa. Porterà a qualche risultato, sarà un deterrente oppure no? Qualunque cosa sia non sarà sufficiente per affrontare questo fenomeno e non basteranno solo norme di tipo repressivo.  Sono convinta che il voto, anche se negativo, non potrà essere risolutivo del problema e non riuscirà a contrastare i gravi comportamenti riportati dalla stampa ultimamente. Del resto per tutto ciò esiste il codice penale ed assisteremo ad un aumento dei ricorsi al Tar. L’inasprimento della valutazione e la discussione che c’è attorno, mette in risalto il vero problema: siamo di fronte ad un’emergenza educativa, sia nel caso che la famiglia chieda alla scuola interventi punitivi verso i propri figli (invocando bocciature o sospensioni) sia che chieda indulgenza apportando giustificazioni.   Fino poi a rimpallarsi le responsabilità educative gli uni con gli altri.

Tuttavia è bene ricordarlo qui, il livello di educazione dello studente dipende dai valori e i principi che la famiglia riesce a trasmettere, e ciò non dipende soltanto dalla situazione economica.  (Equity in School Education in Europe: structures, policies and Student performance.)

Stefania Corsini

(da “Solo Riformisti)

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, costituzione, diversità, genitori, lavoro, mercato, mercato del lavoro, merito, processo, regione toscana, repubblica, riforme, scuola, selezione, situazione economica, studenti, tar, toscana, uguaglianza, valutazione

Info Stefania Corsini

Stefania Corsini, già dirigente scolastico è una editorialista di “Solo Riformisti”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti