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Schiena dritta contro queste tragiche dirigenze

Appello alla ribellione dei socialisti di base di Nicola Terracciano

di Nicola Terracciano | 8 Marzo 2006

Mai nella storia politico-elettorale d’Italia vi è stata una tale dispersione delle dirigenze ‘socialiste’, degna di stare a fianco solo di quella dei funambolici e trasformisti ‘cattolici’, che sono incuneati in ogni angolo possibile dello scacchiere politico, dall’estrema destra filofascista all’estrema sinistra filocomunista.

Le dirigenze ’socialiste’ italiane scrivono un altro amaro capitolo della loro tragica storia di confusione, di dispersione, di tradimenti, dando un’ulteriore conferma alle critiche che i filoni liberaldemocratici e liberalsocialisti della sinistra italiana hanno loro fatto tra Ottocento e Nocevento.

I laboratori della storia e di questa campagna elettorale confermano sperimentalmente che il termine ’socialismo’(come anche ad es. il termine
’repubblicanesimo’) da solo è troppo vago e permette pertanto ogni forma di confusione, di trasformismo, anche di tradimento, e che, solo in un letterale legame con l’altro fondamentale termine come ’liberale’ e nella chiara indicazione pubblica di un’appartenenza alla ‘sinistra’ su posizioni ’libere e indipendenti’, si può recuperare il senso autentico della sua storia.

Mai bisogna dimenticare che il tragico fascismo è stato ideato, fondato da uno dei più noti dirigenti ‘socialisti’, direttore dell’Avanti, Mussolini.

Ora che si sono compiute le ultime evoluzioni (la candidatura di Bobo Craxi nella lista unitaria DS-Margherita e la presentazione del suo movimento ‘I socialisti’ in tutte le circoscrizioni all’ultimo momento con l’aiuto organizzativo dei DS), il quadro elettorale è il seguente:
1) vi sono ‘socialisti’ di rilievo collocati a destra, organici in Forza Italia, es. Cicchitto;
2) vi sono ‘socialisti’ di rilievo collocati a destra, che formalmente si dichiarano indipendenti, ma sono collocati nelle liste di Forza Italia, come Stefania Craxi;
3) vi è un intero partito, Nuovo PSI, collocato a destra chiaramente e che osa definirsi ’socialista’
contro tutta la storia del socialismo europeo e mondiale (che si è alleato poi con un partito che espressamente richiama un partito bocciato dalla storia per corruzione, la Democrazia Cristiana, di Rotondi), guidato dal grande mascherato veneziano funambolico, De Michelis. Non a caso è escluso dal Partito Socialista Europeo e dall’Internazionale Socialista;
4) vi sono ‘socialisti’, che fino ad ieri erano collocati a destra, avevano chiamato comunisti e post-comunisti loro storici carnefici, vittima in primis Bettino Craxi, cercando di giustificare così la loro collocazione col più forte, Berlusconi, quasi loro vendicatore, che si sono alleati con i DS, in cambio di elezioni sicure, come Bobo Craxi e il gruppo, già segretamente filo-DS, di Formica di ‘Socialismo è Libertà’;
5) ci sono ‘socialisti’ inseriti ormai organicamente nei DS, come l’homo ridens Benvenuto, e l’inossidabile rosselliano, sempre utilmente collocato in posizione vincente elettoralmente, Valdo Spini, e Larizza, già segretario della Uil, che è stato presente nella formazione ’Socialismo è Libertà’, per controllare che essa non fosse mai antidiessina e si muovesse in un’ottica sempre organica ai disegni diessini, mai assumesse, come fu loro proposto, una posizione liberalsocialista di sinistra libera e indipendente.
6) ci sono ‘i socialisti’ dello SDI che, dopo aver vissuto per anni in posizione subalterna ai diessini, in cambio di briciole di potere, aver spartito (continuando fino ad oggi e quasi sicuramente per il
futuro) con essi a livello locale ogni tipo possibile di roba amministrativa, e averli seguiti passivamente, fino a non presentare il loro simbolo alle elezioni europee, di fronte al pericolo della nuova legge elettorale proporzionale, che li riduceva alla sparizione, si sono disperatamente attaccati ai Radicali dei funambolici Pannella e Bonino, sempre oscillanti tra destra e sinistra (anche ora si presentano ‘radicali’ a destra con Della Vedova, Taradash, Mellini) in una nicchia sempre utilmente elettorale per loro due (sono deputati europei), così salvando anche ‘Radio Radicale, la loro unica vera forza, che vive di finanziamento pubblico, anche loro in cerca di alleati, dando luogo alla federazione per ora solo elettorale della ‘Rosa nel Pugno’
dall’interessante, anche se non ancora chiaro riferimento di ’Laici Socialisti Liberali Radicali’, dove non si capisce se quel ’Socialisti Liberali’ va inteso come ’Socialisti e Liberali’ o come ’Socialisti Liberali’ in senso rosselliano, calogeriano, azionista;
7) ci sono gli equivoci diessini di un partito che si chiama ’Democratici di Sinistra-Partito del Socialismo Europeo’, mai messo in luce quest’ultimo nel loro profilo politico, mai divenuto clamoroso fatto di partenza politico-ideologico per una ‘ricomposizione socialista’ della sinistra italiana, ma usato come una possibile clava o mezzo machiavellico, per tenersi aperte più strade di gioco politico per una professionistica e machiavellica dirigenza tutta ex comunista (es. D’Alema, Veltroni, Fassino, Salvi, Angius), pronta a parlare di Partito Democratico, per tenersi collegati e stretti per ragioni di potere a livello locale e generale i cosiddetti ‘cattolici democratici’, Prodi e la Margherita, e pronta a parlare ora anche di ‘Unità Socialista’, dialogando con Bobo Craxi, Formica, Zavettieri, per tamponare alcune clamorose, preoccupanti fughe verso la ‘Rosa nel Pugno’ di noti suoi ex esponenti come De Giovanni, Turci, Briguglio, aiutandoli in modo spudorato per la raccolta firme.

Uno dei casi più emblematici e clamorosi di questo stato di tragico, amaro sbandamento delle ‘dirigenze socialiste’ in Italia è il comportamento dell’ex ministro ‘socialista’ salernitano Carmelo Conte, fondatore del movimento ‘Costitutente Riformista’. Si riportano alcuni passaggi di un articolo de ’Il Mattino’ del 2 marzo 2006 «Prima di venerdì o sabato non c’è nessun passaggio di Conte nel centrodestra.
C’è stata una proposta di candidatura di De Michelis, la stiamo vagliando – spiega Federico Conte, avvocato e figlio dell’ex ministro – Aspettiamo un cenno dall’Unione». Nicola Pesce e Vincenzo Bove, dirigenti della C.R., hanno lanciato un ultimatum ai segretari regionali dell’Unione: «Se Prodi e soci non offrono la candidatura a Conte, accetteremo la proposta di De Michelis».

A nessuna di queste ‘dirigenze socialiste’ italiane sono venute l’idea, il coraggio, la dignità di scegliere una posizione di ’sinistra libera e indipendente’ e incominciare a costruire dal basso fino all’alto, nella solitudine, nel sacrificio, nella pazienza della storia, una vera nuova stagione, che inverasse agli inizi del Duemila valori ed esperienza, pur degne, che sono presenti nella loro storia, accanto a tantissime altre pagine tragiche, di cui quest’ultima è una delle più amare.

Facciamo appello ai veri ‘socialisti’ di base di schiena dritta di ribellarsi e di costituirsi in comitati locali anche per le prossime importanti amministrative di maggio-giugno 2006 e/o di contattarci.

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Terracciano

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    10 Marzo 2006 alle 14:22

    Probabilmente nell’analisi andrebbero infilati anche vistosi interrogativi –accanto al significato di termini quali socialisti ,liberali,repubblicani – relativi ai termini di “destra” e ”sinistra”.
    Quale il loro significato,la valenza attuale ,la funzionalità concreta di parole simili ? A me paiono ridotte alla funzione di specchietti per le allodole…..

    Rispondi
  2. Giampaolo Mercanzin

    10 Marzo 2006 alle 05:31

    Terraciano è spietato nella sua analisi, anche se (per fortuna) trascura accasamenti ancor più equivoci. Cosi come trascura tulla la componente “saragatiana” che pure ha le proprie gatte da pelare.
    In effetti stiamo vivendo in Italia quello che è stata la SFIO francese.
    Io spero vivamente che dopo il 9 aprile e guardando avanti, in quanto la “2^ Repubblica” finisce quel giorno, vi sia qualcuno degli eletti che assume un’iniziativa autonoma, per la costituzione come vedo spesso in articoli su “pensalibero” del cosiddetto “terzo polo”, dove la componente libertario-socialista dovrebbe essere trainante senza cadere nel liberal-liberismo radicale.
    Difficilmemte si potrà prescindere dagli eletti, che hanno in mano strutture, simboli e per quel che resta, organizzazione nazionale.
    Ci vorrà però molta, molta BUONA VOLONTA’.

    Rispondi

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