Difficilmente si può immaginare un punto più basso del momento attuale per il cosidetto bipartitismo all’italiana che si vorrebbe imporre al nostro Paese con metodi quanto meno discutibili sul piano del fair play politico.
Ci erano stati promessi: una Italia finalmente normale, governi stabili, rispetto tra maggioranza e opposizione, impermeabilità ai piccoli e grandi ricatti della politica, trasparenza.
Stiamo invece assistendo a: una maggioranza che accusa l’opposizione di stare organizzando un complotto assieme a poteri economici, parte della stampa italiana ed estera, magistratura politicizzata, al fine di scalzare il presidente del consiglio e vanificare il responso delle urne; una opposizione che, per bocca del suo più autorevole esponente, Massimo D’Alema, lascia trapelare, in maniera confusa e allusiva, l’eventualità di reazioni irresponsabili di Berlusconi se dovesse essere costretto alle dimissioni ( evenienza che non si sa come possa concretizzarsi, vista la larga maggioranza di cui dispone); la polemica becera ed il corpo a corpo continuo tra governo e opposizione che ha inesorabilmente preso il posto della discussione sui problemi dei cittadini, delle aziende e , in definitiva, della società italiana.
Tutto questo avviene ad appena un anno dal voto che avrebbe dovuto sancire chi avrebbe governato e chi sarebbe stato minoranza per l’intera legislatura di cinque anni.
Riaffermare, come facciamo sin dal primo momento, i danni esiziali che sono conseguenza del tentativo di imporre “a viva forza” il bipartitismo ( sistema che ormai non esiste quasi più in Europa, e in forte affanno persino in Gran Bretagna) , è sin troppo facile.
E’ sotto gli occhi di tutti che, dietro il disboscamento del sistema da partiti e partitini, non c’è il nobile disegno di creare le premesse per un Paese moderno. C’è la volontà di mettere al sicuro il ruolo preminente raggiunto da PDL e PD ben oltre la consistenza del consenso ottenuto e di “semplificare” l’attività lobbistica dei soggetti economici e sociali nei confronti del mondo politico.
E la conseguenza di ciò è lo scadimento della qualità della nostra democrazia accompagnato dalla rinuncia ormai sistematica al confronto sui problemi della società sostituito dalle risse sul niente.
La povertà attuale di programmi e proposte innovativi può essere superata solo rispettando e dando spazio alle molteplici e contrapposte istanze che muovono spontaneamente dalla società e che si incanalano nei soggetti politici più vari.
Le soluzioni per fare si che una maggiore ricchezza di protagonisti non si trasformi in paralisi politica e di governo non mancano: il fatto che i partiti fossero in numero minore, rispetto agli attuali, quando era in vigore il sistema proporzionale lo dimostra.
Ecco perché, domenica prossima, recandoci alle urne, ritireremo la scheda del voto di ballottaggio per l’elezione del sindaco della nostra città ma diremo al presidente di seggio di verbalizzare il nostro rifiuto delle schede per i referendum sulla legge elettorale. E vi invitiamo a fare altrettanto-
Nicola Cariglia

Caro Nicola,
non è purtuttavia certo l’attuale legge elettorale la panacea. E quel che temo, sia con il passaggio del referendum che con il suo fallimento, è che queste forze politiche (tutte, pressoché nessuna esclusa), metteranno mano comunque alla legge elettorale acutizzando il problema, ovvero seguitando ad agevolare due o tre soli partiti: Lega Nord ed IdV, ai quali aggiungerei anche l’UdC.
Due o tre partiti “cuscinetto” (ovviamente i laici sarebbero del tutto esclusi), che permetterebbero loro di dire: questo Paese è democratico SOLO perché lascia spazi al governo a Bossi, Di Pietro, Casini….sic !
Ed invece, ritengo che democratico sia un sistama o proporzionale puro o maggioritario puro, ovvero un sistema che garantisce certezza o di rappresentanza o di governabilità (e comunque a quel punto proprio la nostra lobby laica, oggi emarginata, potrebbe contare qualche cosa. Così come avviene negli USA ove i libertarian del Republican Party sono riusciti a sostenere un McCain, purtroppo sconfitti dal mediatico Obama).
Questo finanziamento pubblico è stato votato a maggioranza da tutte le forze politiche. Il bipolio dell’informazione si risolve invece solo con la privatizzazione della Rai-Tv (cosa che pressoché nessuna forza politica oggi vuole).
Tutte cose alle quali in questo momento si potrebbe ovviare con un governo forte ovvero con un forte governo…..del PdL.
Per ben più di 5 anni e senza condizionamenti statal-leghisti.
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Caro Luca,
è il combinato disposto che preoccupa, non questa o quella norma (che pure sono importanti.
Dunque: soglia di sbarramento, eliminazione della preferenza, premio di maggioranza, bipolio radiotelevisivo e della stampa, ricco finanziamento pubblico con spartizione dei soldi anche dei voti di altri partiti che non hanno raggiunto il quorum e persini di chi non ha votato, esenzione dalla raccolta delle firme, etc.
Tu dici che questa classe politica non merita niente e voti si ai referendum che accrescerebbero il potere dei diarchi a scapito degli elettori? Contento tu….
Personalmente troverei più corretto ritirare la scheda dei referendum piuttosto che quella dello sballottaggio (se a Pordenone ci fosse stato uno sballottaggio, infatti, non avrei ritirato quella scheda, così come non mi sono recato alle urne alle europee).
Queste forse politiche meritano forse il voto ?
Per carità, chi vuole le voti pure ma…..a me sembra un insulto all’intelligenza collettiva.
Sul referendum, invece, ti è data la possibilità di dire SI’ o NO. Non costa nulla esporsi….
A meno che non si tema la vittoria del SI e dunque il timore che a reggere il timone per i prossimi anni sia il PdL piuttosto che la Lega Nord.
Ad ogni modo, chi a voglia di leggersele, le mie motivazioni argomentate sono sul blog:
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Per Luca Bagatin.
Amico mio, visto che al seggio dobbiamo andarci per forza a sballottare, non vedo alternative al rifiuto della scheda referendaria per chi è contrario, non tanto ai quesiti, quanto alla filosofia che li ha ispirati. Poi con calma, se vorrai, ci spiegherai anche perché voti sì.
Non sono per nulla d’accordo e vi spiego il perché direttamente sul mio blog
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Voterò SI, ma voterei SI anche se non fossi d’accordo solo per il fatto che chi è contrario a questo referendum dice di non ritirare la scheda.
Non trovo pertinenti gli “excamotage”….se così vogliamo chiamarli.
Riccardo Nencini e tanti altri a Sinistra invitando a non votare per tutti i referendum compreso quello per l’abrogazione delle candidature multiple hanno dimostrato di non avere coraggio.
PARTE UN APPELLO perché CI SIA PIU’ CORAGGIO invitando cittadini, iscritti al PS e non solo, a chiedere SOLO la scheda per l’abrogazione delle candidature multiple.
E’ tecnicamente possibile, è POLITICAMENTE una FORTE RISPOSTA alla PARTITOCRAZIA.
Non si deve sciupare questa occasione di voto disgiunto in un momento difficile per la nostra Democrazia..
Si voterà per tre referendum elettorali.
I primi due, uno per la Camera e l’altro per il Senato (schede di colore verde e bianco), mirano a rafforzare il bipartitismo all’italiana PD/PdL – Berlusconi&D’Alema e C. – con il risultato pratico che la lista che ottiene il maggior numero di voti, anche con una percentuale bassa, anche sotto il 30%, ottiene il 55% dei seggi.
Questa innovazione trova dubbiosi e contrari non pochi sostenitori del maggioritario.
Il terzo referendum (scheda di colore ROSSO) introduce il divieto per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione.
In pratica va in una logica politica diametralmente opposta al bipartitismo all’italiana PD/PdL – Berlusconi&D’Alema e C. – giacchè le candidature multiple sono state volute ed utilizzate, sia dal centro/destra che dal centro/sinistra, come un ulteriore controllo sui Parlamentari.
Noi siamo per l’astensione per i primi due, ma con la variante che chiederemo SOLO la scheda del terzo referendum (scheda di colore ROSSO) per l’abrogazione della norma vergognosa che consente le candidature multiple.
Tenuto conto che il quorum verrebbe sfiorato sia nel caso del raggiungimento che nel caso opposto, c’è la CONCRETA POSSIBILITA’ di ottenere che SOLO IL TERZO REFERENDUM arrivi al successo qualora anche una minima parte di elettori, anche un 2-3%, si rechi alle urne chiedendo SOLO la terza scheda rossa.
E ci sia più coraggio non solo da parte di Riccardo Nencini, ma da parte di chiunque ci legge nel giorno in cui finisce la seconda repubblica.
Per cui vai a votare solo per il terzo referendum, PASSA LA PAROLA.
Questo appello è rivolto a tutte le forze politiche di sinistra e del centro/sinistra, ai Verdi, al PS, a Sinistra Democratica, ai vendoliani, ai comunisti, agli iscritti al PD, a tutte le donne e gli uomini di sinistra e del centro/sinistra, al nuovo partito d’azione, al Gruppo dei 101, al Partito Giovani in politica.
Questo appello è rivolto non meno a tutti i cittadini che il 7 giugno si sono astenuti come pacifica risposta contro la partitocrazia. E sono diventati tanti.