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Scegliere

di Fabrizio Binacchi | 15 Luglio 2013

E’ convincere e convincersi. Scegliere è vincere. E’ anche, e forse di più, vincersi. E’ misurare e misurarsi con il metro della ragione emotiva o dell’emozione razionale, scegliere è un mix. Come certi formaggi già grattuggiati al supermercato.

scegliereLo facciamo migliaia di volte al giorno, forse centinaia ogni ora e ci sembra così naturale che non ci sembra neanche di farlo: scegliamo. Scegliere, sembra facile. Decidiamo una cosa al posto di un’altra. Decidiamo proprio quella e ci sembra ci aver scalato una montagna o di aver scoperto l’uovo di Colombo. Scegliere, mica facile. L’altra sera alla Festa dell’Unità di San Lazzaro ho intervistato Pierluigi Bersani: quasi due ore di spiegazioni di scelte, più o meno giuste, più o meno sbagliate. Che si chiamavano: Marini, Prodi, 5 Stelle, otto punti, assemblea, disciplina e via discorrendo. Non è stato facile per Bersani scegliere di spiegare per bene come sono andati quei giorni. Ma ha scelto. Scegliere per sé, scegliere per gli altri, anche per gli altri. Scegliere un treno al posto dell’auto può anche cambiarti la giornata o la vita. Scegliere un libro al posto di una cuffia all’orecchio può cambiarti visione ed emozione. Scegliere non è solo decidere, è imboccare un percorso. Non è solo determinarsi è iniziarsi. Ecco perché scegliere è ancora di più di fare. Scegliamo abbastanza oggi? Scegliamo noi o scelgono gli altri per noi e noi non lo sappiamo? Scegliere è un pomodoro rosso, uno più rosso di un altro. Scegliere è un giornale, è una chiesa, è un teatro, è un film, è un ascolto, scegliere è ascoltare o ancor di più ascoltarsi. Scegliere è vedere oltre e vedersi di lato, scegliere è, in fondo, pensiero laterale. Scegliere è misurare e misurarsi con il metro della ragione emotiva o dell’emozione razionale, scegliere è un mix. Come certi formaggi già grattuggiati al supermercato. Scegliere è un obbligo, scegliere è una libertà, scegliere è diritto, scegliere è scommessa, scegliere è sapere –prima- che un evento o una storia o una persona o un movimento  ha scelto te. Scegliere è un lampo e anche un processo, scegliere sono due occhi fissi improvvisi e una mano che ti sfiora la nuca, scegliere è allungare e stringere una mano, è allungare e stringere l’attenzione. La scelta dell’altrove è una delle scelte più difficili ma più globali. Come quella di Gino e Sandra: dopo anni di banco in uno store di telefoni e computer, di schermi e smart hanno puntato il dito su Las Plamas,  Canaria, ma non a fare wifi o router ma drink e arrosti di pesce sulla spiaggia. Scegliere è qualità del dopo, scegliere è ragione del prima. Scegliere è un passo lento ma anche una corsa infinita. Scegliere è risparmiare, come quegli studenti fuori sede che, campioni della pianificazione, riescono a vivere con soli 15 euro a settimana. Come? Due chili di pasta, tre scatolette dio tonno, 4 bibite, 2 bottiglie di vino acqua del rubinetto le salse della mamma e insalata. Altrochè Fondo Monetario Internazionale. Questo è la Superficie della Saggezza Familiare. Scegliere è scoprire, scegliere è, molto più spesso di quanto possiamo credere, anche il suo contrario: coprire, nascondere, velare, appannare, diradare, mascherare. Scegliere è semplice, scegliere è maledettamente difficile, scegliere è baciare, è pentirsi, mordersi la lingua, toccarsi il naso, battere le palpebre. Scegliere è puntare il dito, puntare in alto, spuntare. Non so se scegliere, alla fine, sia così naturale o così indotto, ma in fondo non importa. Scegliere è convincere e convincersi. Scegliere è vincere. E’ anche, e forse di più, vincersi.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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