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Sardegna in zona Bianca da lunedì 1 marzo

Facciamoci delle domande. E, chi sa ci dia delle risposte. O diamocele autonomamente, per logica. Una nasce spontanea: sono stati più accorti, prudenti e virtuosi negli accorgimenti gli abitanti della Sardegna rispetto agli altri?

di Carla Ceretelli | 28 Febbraio 2021

La Sardegna, dunque, va in controtendenza rispetto al resto d’Italia dove lo scatto  dei contagi ha dato origine  all’alzata  repentina  delle misure  con i tanti cambiamenti  negli  ingressi in fascia arancione o rossa.

Il ministro della Salute, purtroppo a detta di tanti, rinominato, ha firmato le ordinanze sulla base dei dati e delle indicazioni della magna Cabina di Regia.

La conferma arriva dall’assessore alla Sanità della Sardegna, Mario Nieddu, che si è consultato  con  Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Attualmente Il tavolo di confronto tra ministero della Salute, Iss e Regione  è in corso  per definire  le modalità attuative del passaggio.

L’assessore  tiene a sottolineare che non si tratterà di un “liberi tutti”. E consiglia di non abbassare affatto la guardia. Abbastanza intuibile le motivazioni. La libertà di spostamento, infatti,  prevede  la riapertura di bar e ristoranti, anche di sera, così come  piscine, palestre, luoghi di cultura ,  cinema e teatri. Resta dunque,  naturalmente,  l’uso obbligatorio  dei DPI,  della mascherina e il distanziamento nei luoghi pubblici al chiuso e all’aperto oltre all’auspicabile il più possibile  lavaggio e disinfezione di  mani e ambienti.

 La prudenza dovrà necessariamente  prevalere anche perché, proprio in Sardegna, sono attivi almeno tre focolai che hanno costretto altrettanti comuni a chiudersi in zona rossa.  La Maddalena, Bono e San Teodoro, tutti in provincia di Sassari. A Cagliari il 6 e 7 marzo è inoltre in agenda  uno screening di massa che coinvolgerà circa 80.000 abitanti del capoluogo.

I dati delle ultime  tre settimane consecutive  hanno evidentemente  espresso  i loro risultati: l’Rt è risultato il più basso d’Italia,  0,68. Inoltre nell’ultimo aggiornamento sono stati rilevati 70 nuovi casi e il tasso di positività sceso all’1,7 per cento. Negli ultimi 20 giorni i dati erano gli stessi e sono stati confermati. Meno di 50 casi ogni 100mila abitanti.

Nonostante  che  i dati sui  vaccini siano negativi rispetto ad altre regioni.  Infatti Solo il 58,9% delle dosi consegnate risulta somministrato, ben 11 punti percentuali in meno   rispetto al resto d’Italia, dove per  altro le dosi sembrano scarseggiare, anche se non è ancora abbastanza  chiara la causa.

Ma  la ripartenza di queste attività, esiste in Sardegna dove eventuali misure di controllo e precauzione dovranno ora essere disciplinate da un’ulteriore ordinanza che spetta al Governatore  Solinas.

Una domanda nasce spontanea.  Sono stati più accorti, prudenti  e virtuosi negli accorgimenti gli abitanti della Sardegna rispetto agli altri?

Ho ritenuto fin dai primi mesi della pandemia, quando non sapevamo nulla,  che avremmo dovuto volersi bene, l’un l’altro perchè eravamo, siamo stati, siamo e saremo legati indissolubilmente dal contagio. Di errori ne sono stati fatti tanti da chi ci ha governato e dal CTS. E tutti siamo molto provati, mentre  parecchi, i più fragili,  sull’orlo della depressione, quando non conclamata.  Per paura del morbo  o per motivi economici che non occorre illustrare. Senza contare le vittime, troppe, che abbiamo avuto, o i malati gravi attaccati all’ossigeno  che raccontano sofferenze indicibili,  anche se fortunatamente sopravvissuti.

Ma non per questo, per rabbia contro chi non ci ha tutelati come avrebbe  dovuto, è né opportuno né utile  sottovalutare, ignorare  o addirittura negare la pandemia assimilandola a una banale influenza stagionale ancorchè aggravata da complicanze.

 E ora, purtroppo, l’età  del contagio sta scendendo e ci sono vittime anche fra i ragazzi e fra i giovani.

Facciamoci dunque delle domande e diamoci le risposte.  Occorre prudenza e autodisciplina per scelta, non per imposizione. A ciascuno la propria parte. Per riconquistare la reale libertà in salute e economia.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: cambiamenti, cinema, giovani, italia, massa, misure, sanità

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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