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Sanzioni Russia, il doppio pesismo di Matteo Renzi e della Ue

Nonostante le pressioni di Germania e Francia stavolta abbiamo fatto la cosa giusta. Prima di tutto vengono i nostri interessi nazionali. In ogni caso, è impensabile adesso mantenere le sanzioni alla Russia sul caso Ucraina.

di Stefano Maullu | 21 Ottobre 2016

⁠⁠⁠“Ancora una volta il Governo non perde occasione per mostrare un inaccettabile doppio pesismo  riguardo la linea della Ue nei confronti di Mosca e del conflitto Siriano. Nonostante le pressioni di Germania e Francia stavolta abbiamo fatto la cosa giusta. Prima di tutto vengono i nostri interessi nazionali. In ogni caso, è impensabile adesso mantenere le sanzioni alla Russia sul caso Ucraina. Le sanzioni votate anche da Renzi, sia chiaro. La coerenza in politica non deve essere una delle sue maggiori doti. Mi auguro e spero che adesso quelle sanzioni verranno ritirate. I danni subiti dalle nostre imprese, infatti, sono stati incalcolabili. Oltre alle decine di miliardi di danni diretti, infatti, non possiamo ignorare la perdita di quote di mercato a favore di altri paesi.  Il settore dell’arredo è un chiaro esempio: la Cina ha consolidato una posizione di dominio che potevamo scalzare, se non fossimo stati azzoppati. Forse tutto questo fa comodo a qualcuno nell’Europa centrale, ma noi non possiamo, per accontentare Frau Merkel, distruggere la nostra economia. Per questo abbiamo il dovere, anche morale, di abbattere questo muro che ci impedisce una crescita armonica di cui, più che mai, oggi abbiamo bisogno.

Stefano Maullu

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: cina, danni, europa, francia, germania, governo, matteo renzi, mercato, merkel, renzi, sanzioni, settore arredamento, siria, Ucraina, unione europea

Info Stefano Maullu

Stefano Maullu ,parlamentare italiano e prima parlamentare europeo dal 2015 al 2019, inizia la sua carriera con la gavetta in Consiglio di Zona (nel 1993) dopo la quale entra in Consiglio Comunale a Milano nella lista di Forza Italia dove Presiede della Commissione Urbanistica. Nel 2000 viene eletto in Regione Lombardia, s’interessa subito di Europa alla guida delle Commissioni regionali in materia di politiche comunitarie, realizzando la piattaforma “Europa facile”, un vademecum per aiutare gli amministratori locali nella promozione e nello sviluppo del territorio, attraverso l’uso intelligente dei finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea. Confermato in Regione Lombardia nel 2005, assume la presidenza della Commissione Ambiente, Energia, Protezione Civile: il suo mandato permette di varare (prima Regione in Italia) la legge sulla certificazione energetica, e porta all’approvazione la prima legge in Lombardia per la lotta all’inquinamento atmosferico (l.r. 24/2006); dopo 25 anni d’attesa realizza anche la riforma del Testo Unico su Aree Protette e Parchi.
Nel 2006 viene nominato Presidente dell’Autorità per l’Acqua della Città di Milano (AATO), ottiene una convenzione trentennale a favore dei cittadini milanesi, con la tariffa dell’acqua più bassa d’Italia (0,52/ mc). Nel 2008 diventa Assessore alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale dove, subito dopo la scossa di terremoto che ha investito L’Aquila in Abruzzo nell’aprile 2009, coordina e organizza l’azione di oltre 20mila volontari che per primi si sono recati direttamente sul luogo del sisma. Nel 2010 viene confermato per la terza volta in Regione Lombardia viene scelto come Assessore al Commercio, Servizi e Turismo, dove in concerto con i territori e le province ha valorizzato le eccellenze attrattive lombarde, i negozi storici, e ha ottimizzato i distretti del commercio. Nel 2012 prende la guida della società incaricata di realizzare la Tangenziale Esterna di Milano, portando avanti un’opera strategica per la mobilità della Lombadia e del Nord Italia: per questo ottiene, nel dicembre 2013, la copertura finanziaria totale con un finanziamento di 700 milioni di euro (su 2,2 miliardi di valore complessivo) dalla Banca Europea degli Investimenti. Le competenze manageriali in TEM si sviluppano nel 2014 con la responsabilità per le Relazioni Istituzionali, che assume in qualità di Consigliere delegato. Nel 2014 viene candidato al Parlamento Europeo per Forza Italia nella circoscrizione nord-ovest, risultando il primo dei non eletti. Nel 2015, a seguito delle dimissioni di Giovanni Toti , diventa europarlamentare. Da ottobre 2022 è stato eletto deputato della Repubblica nelle fila di Fratelli d’Italia di cui è segretario cittadino del comune di Milano.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    22 Ottobre 2016 alle 20:22

    Dal momento delle sanzioni imposte alla Russia, di poco più di due anni fa, che riguardano la fornitura a quel paese di alta tecnologia industriale e militare, il prezzo del petrolio e del Gas, sono scesi. La benzina, per fare un esempio, è diminuita mediamente di circa cinquanta centesimi di euro rispetto al settembre 2014, recando agli italiani un vantaggio e nessun danno; come dire, non si vive solo di pomodori.

    Rispondi
  2. Luciano Priori Friggi

    22 Ottobre 2016 alle 02:22

    Gentile onorevole,
    vorrei sottoporle un quesito, anzi due:

    1) a me risulta che i danni all’Italia per le contro-sanzioni russe riguardino solo l’alimentare, mentre qualsiasi altro prodotto puo’ essere esportato in Russia; Putin ha puntato proprio a limitare le sanzioni all’alimentare per rilanciare l’agricoltura russa, e infatti i siti esplicitamente filo-russi nostrani parlano di grande successo delle contro-sanzioni, per l’aumento della produzione interna di grano della federazione e delle esportazioni alimentari.
    Dato che io ho scritto qualcosa in passato sull’articolazione delle contro-sanzioni e sull’incidenza per il nostro export, e avendo sostenuto che, dati alla mano (perche’ senza dati non si dimostra niente), erano quasi irrilevanti, vorrei sapere se ho dato informazioni errate, e se ci sono nuovi dati al riguardo.
    Lei dice che “I danni subiti dalle nostre imprese, infatti, sono stati incalcolabili”, io credo invece che si debbano calcolare, o ricaclcolate, e con estrema precisione, visto che tra l’altro in un recente passato e’ stato gia’ fatto;

    2) le sanzioni non sono sanzioni economiche generalizzate, ma selettive, nel senso che non sono misure tese a limitare l’influenza economica della Russia (cioe’, per capirci, non sono sanzioni del tipo “proteggiamo le nostre imprese… mettiamo dei dazi”, ecc., anche perche’ i russi esportano liberamente il gas, ecc., e quanto a imprese vere e proprie di tipo industriale in pratica, tolte quelle dell’energia, non e hanno, quindi c’e’ poco da temere).
    Ma essendo sanzioni non economiche sono politiche, quindi e’ errato concettualmente dire “le sanzioni ci danneggiano economicamente” (quanto?) quindi rimuovuoviamole, se sono politiche dovranno esserci fino a quando permane l’anomalia politica rilevata.
    Sto parlando ovviamente di logica, non di scelte in base a giudizi di valore o preferenze di alcun tipo.

    Cordialmente

    Luciano Priori Friggi

    Rispondi
  3. oca48

    21 Ottobre 2016 alle 16:15

    Prima di tutto vengono l’interesse della libertà e autodeterminazione delle nazioni e dei popoli. Questa garantisce la pace, la sicurezza di ciascuna nazione. Pe questo motivo si definisce il politico che di questi principi si fa paladino, come democratico e liberale e nel rispetto dei principi della nostra costituzione.

    Rispondi

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