“Ancora una volta il Governo non perde occasione per mostrare un inaccettabile doppio pesismo riguardo la linea della Ue nei confronti di Mosca e del conflitto Siriano. Nonostante le pressioni di Germania e Francia stavolta abbiamo fatto la cosa giusta. Prima di tutto vengono i nostri interessi nazionali. In ogni caso, è impensabile adesso mantenere le sanzioni alla Russia sul caso Ucraina. Le sanzioni votate anche da Renzi, sia chiaro. La coerenza in politica non deve essere una delle sue maggiori doti. Mi auguro e spero che adesso quelle sanzioni verranno ritirate. I danni subiti dalle nostre imprese, infatti, sono stati incalcolabili. Oltre alle decine di miliardi di danni diretti, infatti, non possiamo ignorare la perdita di quote di mercato a favore di altri paesi. Il settore dell’arredo è un chiaro esempio: la Cina ha consolidato una posizione di dominio che potevamo scalzare, se non fossimo stati azzoppati. Forse tutto questo fa comodo a qualcuno nell’Europa centrale, ma noi non possiamo, per accontentare Frau Merkel, distruggere la nostra economia. Per questo abbiamo il dovere, anche morale, di abbattere questo muro che ci impedisce una crescita armonica di cui, più che mai, oggi abbiamo bisogno.
Stefano Maullu

Dal momento delle sanzioni imposte alla Russia, di poco più di due anni fa, che riguardano la fornitura a quel paese di alta tecnologia industriale e militare, il prezzo del petrolio e del Gas, sono scesi. La benzina, per fare un esempio, è diminuita mediamente di circa cinquanta centesimi di euro rispetto al settembre 2014, recando agli italiani un vantaggio e nessun danno; come dire, non si vive solo di pomodori.
Gentile onorevole,
vorrei sottoporle un quesito, anzi due:
1) a me risulta che i danni all’Italia per le contro-sanzioni russe riguardino solo l’alimentare, mentre qualsiasi altro prodotto puo’ essere esportato in Russia; Putin ha puntato proprio a limitare le sanzioni all’alimentare per rilanciare l’agricoltura russa, e infatti i siti esplicitamente filo-russi nostrani parlano di grande successo delle contro-sanzioni, per l’aumento della produzione interna di grano della federazione e delle esportazioni alimentari.
Dato che io ho scritto qualcosa in passato sull’articolazione delle contro-sanzioni e sull’incidenza per il nostro export, e avendo sostenuto che, dati alla mano (perche’ senza dati non si dimostra niente), erano quasi irrilevanti, vorrei sapere se ho dato informazioni errate, e se ci sono nuovi dati al riguardo.
Lei dice che “I danni subiti dalle nostre imprese, infatti, sono stati incalcolabili”, io credo invece che si debbano calcolare, o ricaclcolate, e con estrema precisione, visto che tra l’altro in un recente passato e’ stato gia’ fatto;
2) le sanzioni non sono sanzioni economiche generalizzate, ma selettive, nel senso che non sono misure tese a limitare l’influenza economica della Russia (cioe’, per capirci, non sono sanzioni del tipo “proteggiamo le nostre imprese… mettiamo dei dazi”, ecc., anche perche’ i russi esportano liberamente il gas, ecc., e quanto a imprese vere e proprie di tipo industriale in pratica, tolte quelle dell’energia, non e hanno, quindi c’e’ poco da temere).
Ma essendo sanzioni non economiche sono politiche, quindi e’ errato concettualmente dire “le sanzioni ci danneggiano economicamente” (quanto?) quindi rimuovuoviamole, se sono politiche dovranno esserci fino a quando permane l’anomalia politica rilevata.
Sto parlando ovviamente di logica, non di scelte in base a giudizi di valore o preferenze di alcun tipo.
Cordialmente
Luciano Priori Friggi
Prima di tutto vengono l’interesse della libertà e autodeterminazione delle nazioni e dei popoli. Questa garantisce la pace, la sicurezza di ciascuna nazione. Pe questo motivo si definisce il politico che di questi principi si fa paladino, come democratico e liberale e nel rispetto dei principi della nostra costituzione.