Negli ultimi tempi, abbiamo affrontato a più riprese il tema della presenza delle donne in politica, ma poiché non ci piace appoggiare una causa aprioristicamente, e riteniamo che i principi siano da difendere senza perdere di vista la realtà, ci sembra giunta l’ora di parlare anche delle presenze femminili in politica relativamente al contributo dato. E’quasi d’obbligo, viste le esternazioni degli ultimi giorni, parlare ad esempio della molto onorevole signora Santanchè, che oggi suscita il plauso persino dell’Avvenire, pronto a raccogliere con ampio risalto certe affermazioni della signora in questione, sorvolando amabilmente sulle eclatanti contraddizioni in esse contenute. A noi non sembra un buon metodo, se non altro perché alimenta la disinformazione che pare ormai diventata il principale obbiettivo della maggior parte dei media italiani, dunque vediamo cosa dice questa improvvisata paladina della restaurazione.
La signora Santanchè si è di recente appassionata alla questione delle condizioni di vita donne musulmane, avviando una battaglia per l’abolizione del velo, scrivendo un instant book su questo tema, e guadagnandosi immediatamente uno status prezioso di perseguitata per aver litigato con un Imam, meritandosi per questo una scorta. Contemporaneamente, questa instancabile signora ha avviato una guerra personale contro il presidente del suo partito, Gianfranco Fini, che poggia su questioni diverse ma, oseremmo dire, molto cool, ovvero atte ad attirare l’attenzione dei media: la presenza femminile nel partito, e la posizione ferma su alcuni temi in discussione in questo momento, primo fra tutti i famigerati Pacs che ormai, al solo nominarli, scatenano risse da far sembrare gli hooligans, in confronto, dei bravi ragazzi dediti all’assistenza sociale.
Contrariamente all’autorevole voce dell’Avvenire, a noi piace, e ci sembra persino obbligatorio, sottolineare quanto segue: la signora Santanchè afferma a gran voce che la sua lotta per l’abolizione del velo è “una lotta per i diritti umani”. Bene, dove finiscono questi diritti quando la stessa signora nega l’opportunità di istituire i Pacs, sostenendo che l’unica forma di convivenza da tutelare sia quella della famiglia sancita dal vincolo matrimoniale? Aggiungendo, a sostegno delle sue tesi, che tutelare la famiglia significa difendere la nostra identità, la nostra struttura sociale, e che i “diversi” devono vivere privatamente le loro situazioni senza che questi influiscano sull’ordinata vita dei “normali” che sono l’ossatura del nostro mondo. Sbaglia gravemente Fini ad aprire sui Pacs, e bene hanno fatto i “colonnelli” del partito a costringerlo ad un dietro front, perbacco non scherziamo: siamo conservatori, e tali dobbiamo restare, se vogliamo mantenere la nostra eredità di destra storica, fedele a Dio, Patria e famiglia.
Nel rispetto di tutte le posizioni, a noi va bene che la molto onorevole signora desideri conservare tutto il conservabile del suo patrimonio culturale passato ma, quel che è peggio, passatista, solo che non capiamo perché voglia ammantarsi di un ruolo che non le compete, ovvero quello di paladina dei diritti umani: i diritti umani, crediamo, non sono benefit da elargire ai meritevoli, o a coloro che tali sono ritenuti, secondo le categorie mentali di un politico qualunque. I diritti umani sono e devono essere patrimonio di tutti, in un Paese civile, e se la signora Santanchè non se ne rende conto, forse potrebbero farlo gli elettori che hanno mandato in Parlamento una simile campionessa del salto agli ostacoli. Perché la diversità di opinioni è la base di un sistema democratico, ma la selettività sul riconoscimento dei diritti NO, ed un simile modo di concepire la politica ma, prima ancora, la vita dovrebbe preoccupare tutti, anche gli elettori più conservatori. I cattolici continuano a parlare di valori non trattabili: ecco, a noi sembra che i diritti umani siano fra questi. Con buona pace dell’Avvenire, si intende.
Chiara Boriosi

“L’amore verso un solo essere é una barbarie, esso infatti si esercita a detrimento di tutti gli altri”.
E’ uno dei passaggi dove la critica nietzschana alla pratica sacramentale negatrice dell’eros scivola in realtà nella sottile apologia del cristianesimo poiché un eros ecumenico la natura ancora non l’ha inventato. L’anticristianesimo di Nietzsche è un po’ velleitario e moralistico, seguirne la strada ci fa ritrovare in sagrestia mentre si pensava di far visita a Pan. A.D.
BRIGANTESCA per piacere, saresti così gentile da contattarmi al seguente indirizzo di posta: chibo@pensalibero.it
Ti aspetto, grazie. Ch.
Caro Brigantesca, in realtà Veronica si è ispirata al mio Pole la donna essere uguale all’omo?! Presto saprai perchè…leggimi anche in quella rubrica.
L’ipocrisia la fa da padrona e si manifesta senza piu’ pudori, questa ultima sceneggiata dei coniugi Berlusconi anche se ci fa un po’ sognare per i mezzi impiegati, resta un triplo salto mortale dell’ipocrisia!
Cose che noi comuni mortali ci diciamo in quei due o tre minuti prima di cadere tra le braccia di Morfeo, i signori Berlusconi-Lario se lo dicono sulle prime pagine dei piu’ grandi quotidiani, non la gazzetta di quartiere….ma per favore, il sogno della vostra idilliaca storia resterà comunque, ma che ne é del segreto dell’alcova, quello che imponete per esempio alla minoranza gay? Tante volte mi son scontrato con i “liberali” perché una mia dichiarazione del tutto asettica, ma in salsa gay, veniva percepita come un affronto al buon gusto e alla violazione del senso comune del pudore!
Invece ecco qua il campione della famiglia vera, quella tradizionale, quella fatta in casa col Bimby (elettrodomestico da impasto…), il signor “Mister Freedom” Berlusconi e consorte uscire con delle bagatelle da alcova!
Come se in realtà fosse quella detta da Berlusconi una cosa cosi’ offensiva o grave, io sto con lei come ai vecchi tempi Presidente, e come diceva Nietzsche “L’amore verso un solo essere é una barbarie, esso infatti si esercita a detrimento di tutti gli altri”.
Cara Chiara, il piacere é mio nel leggere chi scrive con maestria come te sai fare, io non faccio che commentare e cio’ tiene un po’ in forma il mio italiano che comincia ad offuscarsi e a perdere i pezzi, piu’ quello parlato di quello scritto, per fortuna!
Qui si respira un’aria salubre, magari fossero di piu’ a rappresentarci in parlamento, non sarebbe affatto male!
Aspetto il tuo prossimo articolo e ti saluto caramente.
Paolo.
Scusi Dani, mi arrendo, non ho capito niente del suo ultimo post, se lei o qualcun altro é in grado di spiegarmelo….cosa vuol dire “ricucire il fare e l’essere nell’accadere”, sebbene amante dell’ermetismo, qui mi areno. Cosa poi la vita, in conseguenza di questa cosa incomprensibile, dovrebbe farmi capire resta un altro mistero…
I botti, per carità, non li sopporto, si puo’ chiuderla anche in silenzio per me.
Gentile Brigantesca68,
come tutti i seguaci dell’attualità lei ricuce l’essere e il fare nell’accadere. Ma le cose non stanno così, e le auguro che la vita non le mostri il perché. Ora tiri l’ultimo botto e chiudiamola. Buon proseguimento. A.D.
franchini,
mi spiace,devo dire che hai ragione.
Ho usato il termine massimalista secondo l’accezione comune.Quella sbagliata.
Però non ti va bene nulla.Allorchè sostenni di essere un convinto massimalista rivoluzionario,perciò acceso riformista e liberalsocialista,pure trovasti da ridire.
La verità è che voi borghesi giacobini non sopportate i poveri sanculotti del Quarto Stato.
Non temere,non voglio la tua testa.
Voglio solo dar vita,pacificamente, a quella Rivoluzione Borghese che noi Italiani,tranne la breve esperienza della Repubblica Partenopea,non abbiamo mai realmente compiuto.E voglio esserne la parte più radicale,ma alleato e non avversario del Terzo Stato rivoluzionario.
Gabriele, Gabriele,
è vero che sei un “sanculotto” e guardavi la lama della ghigliottina, ma i “massimalisti” al di là delle “mutazioni interpretative di comodo” sono quelli che hanno fatto l’89 o quelli che hanno difeso l’Avanti a Milano (tra cui un Franchini, tipografo, cadde).
Mi spiace ma non siamo sulla stessa linea interpretativa. D’altronde, come Turati, io parlo di “rivoluzione in cammino” che ha un senso ben diverso, oso dire (posso?) etico, del riformismo. Termine oggi abusato e calcato su ogni forma implicita di oscurantismo e reazione, piccola piccola piccola “borghese”.
Cosa vuoi, io sono fermo ai fasci dei lavoratori, a Costa, a Nenni, a Lombardi, a De Martino, a Prampolini, a Ferri. Sai bene che fui “craxista”, perchè “autonomista” e senza prebende. Ma, per questo, a Craxi scrissi pure : “se mai fummo compagni”.
La storia ha difficili inquadrature. Ognuno per le proprie ragioni.
O per quelle che si vogliono far apparire proprie ragioni.
Per questo rispetto e penetro i pensiero dei Croce, dei Mazzini, dei Saragat, dei La Malfa, dei Malagodi e (perchè no?) dei Bordiga, dei Napolitano, di quanti furono attenti -ciascuno a suo modo, onestamente, con fede integerrima- all’etica dello stato.
Scusami, sai che ti voglio bene.
tuo,
franchini
Già le incertezze do risposte mi conducono a riflessioni (che già avevo). Parliamo di legittima. Allora?
Non entro nel merito, lo farò con il prossimo articolo, però devo dire una cosa: la parodica descrizione di vita gay di Brigantesca mi ha fatto morire dal ridere. Caro amico, sei intelligente e brillante, leggerti è un piacere e spero di averti su queste pagine ancora a lungo. Naturalmente, insieme a tutti gli altri, perchè senza contraddittorio che gusto c’è?!
Signor Dani, le ho invece risposto ampiamente e con dettagli molto puntuali e precisi, lei puo’ condividire o meno, ma di tutto puo’ accusarmi salvo quello di non averle risposto. Lei forse occupandosi del sesso degli angeli é troppo in alto per volare al mio livello, io sto invece andando a ritirare l’auto per cambio pneumatico, poi mi dirigero’ al centro commerciale e infine in palestra, come vede molto “terra, terra”.
Ancora tutti questi enigmi e problemi col sesso dei viventi e lei va ad occuparsi di quello degli angeli?!? Ci farà partecipi delle sue conclusioni, anche se mi pareva che almeno là il sesso non esistesse.
Gentile Brigantesca68,
le riconosco solo una cosa, e non è poco, il tatto di rispondere singolarmente ai suoi interlocutori. Però mi risponde senza contenuti, cioè non risponde. Il fare l’omosessuale identificato coi vestitini femminili? Il prete gay che magari cospira contro Ruini? Ma quando mai? Non farebbe prima a darmi di idiota? Lasciamo perdere l’omosessualità, e parliamo del rapporto tra fare e essere. Le cose non sono tanto semplici, e in pratica riguardano la modernità. Un problemino secondario questo, per lei che vede nei PaCS una bandiera della modernità? Ora però chiudo. Sto lavorando alla conclusione del mio studio sul sesso degli angeli, conclusione sorprendente e molto più concreta dei PaCS. Quindi buon proseguimento e buona pacsata, tanto la Chiesa si papperà anche quella, considerando l’ingenuità dei suoi nemici. Per saecula saeculorum. A.D.
X Franchini
Domanda ambigua.
Risposta generica.
Direi di si.
I “poveri” figli non avranno nemmeno di che pagarsi il notaio.
Caro franchini,
ma il signor X,come utilizza la quota disponibile?
Il riformismo è autenticamente rivoluzionario,il massimalismo è,di fatto,conservatore.Questa la verità!
La politica è l’arte del possibile,perciò la gradualità.
Il giorno stesso in cui fu approvata la legge sul divorzio,Gabrio Lombardi,appoggiato fa Fanfani,iniziò la raccolta di firme per il referendum abrogativo.Le buscarono di santa ragione.I comunisti si affrettarono a spiegare che non si trattava di una vittoria politica.Nenni,invece,commentò laconico:”Avete voluto contarvi,ci siamo contati.”
Proviamo a confrontare l’originaria legge sul divorzio con l’odierna.Troveremo molteplici,incisive differenze.
Perchè la gradualita?
Perchè i PaCS possono essere introdotti solo dal parlamento,non c’è altra strada.Dubito che il Parlamento Italiano sia capace di legiferare qualcosa di decente in merito.Ritengo impossibile sappia andare oltre.
Perchè in un,più che probabile,referendum abrogativo vincerebbero i NO,ma con un diverso scarto percentuale per quanto concerne le coppie omo e quelle etero.
Perchè in caso di matrimonio omosessuale,ed ancor peggio di adozione possibile,vincerebbero,di larga misura i SI,con deleterio effetto di trascinamento su tutto il resto.
Ci ritroveremmo,quindi,a dover iniziare daccapo tra vent’anni,se tutto va bene.
Lo ripeto,si faccia un paragone tra quanto concretamente risolto dal riformismo e quanto mai ottenuto dal massimalismo comunista parolaio,di facciata.
Una domanda a tutti. Molto idiota. A seguito delle pertinenti risposte proporrò le mie osservazioni sul tema.
Se il signor X sposa la signora A e da questa ha 1 figlio, poi, divorzia e sposa la signora B e da questa ha 2 figli, poi, divorzia e sposa la signora C e da questa ha 1 figlio, poi muore e lascia un patrimonio di 1000 euro, i figli benificieranno in parti uguali del patrimonio del padre?
Signor Dani, lei parla facendo sfoggio della sua indubbia cultura, anche se talvolta il suo linguaggio prende viuzze tortuose di montagna, quelle in cui ci vogliono i famosi scarponi con i chiodi, e da comprensibile degrada in un linguaggio da azzeccacarbugli di manzoniana memoria!
Fermo restando che il discorso é semplicissimo, al di là dei manuali che stiamo scrivendo, e che é pure assai breve.
Si chiede una legge che tuteli le coppie di fatto al pari di quelle sposate, oppure si vuole estendere il matrimonio a tutti, stessi diritti, stessi doveri, e non si vuole togliere niente a nessuno, ma semmai aggiungere qualcosa in piu’.
Lo vede, in 2 righe il tema sarebbe già esaurito.
Ma lei si inerpica, allora inerpichiamoci!
Il fulcro del suo pensiero é sull “essere” o sul “fare” l’omosessuale, allora cercando di calarmi nei meandri della sua mente posso forse cercare di comprendere.
Lei forse si riferisce alla riconoscibilità del prodotto, cioé ad uno stereotipo dell’essere gay che dai tempi del “vizietto” ,la “gabbia di matti”(mirabile co-produzione franco-italiana) fino ai giorni nostri ha creato tanta disinformazione sul tema.
Guardi, le ripeto, il mondo gay é appunto un “mondo” dove troverà di tutto, esattamente come nel mondo eterosessuale.
Forse per lei quelli che “fanno” i gay sono quelli diciamo un po’ effeminati, se penso di capire il suo pensiero.
Personalemente non ne faccio parte, e neppure ne sono attratto, anche se quel comportamento é innato e sebbene lei creda che sia un “fare” si sbaglia di grosso. Sono solo una delle tante facce del mondo gay, io li rispetto, a volte ne ho conosciuti alcuni estremamente simpatici, altre volte di insopportabili.
Cosa pensa lei, che io esca la mattina con la bandiera, “sono gay, sono pacasto, iu huuuu”, oppure pensa che scenda solo col mio compagno (come dovrei chiamarlo, mi scusi, col mio coniuge, marito?), e assieme ce ne andiamo mano nella mano sempre gridando “siamo i 2 piccoli porcellin, siamo 2 fratellin…”, no, mi spieghi!
Perché poi si dovrebbe dissociare la propria sessualità dal proprio essere, cosa c’é di male, me lo spieghi!
Noi siamo cosi, abbiamo gusti diversi non solo a letto, ma in ogni aspetto della vita pratica, salvo poi miriadi di eccezioni, io parlo per me ovviamente, non rappresento un “universo”.
Abbiamo stipulato un contratto per programmare la nostra vita pratica, per quello che concerne svariati aspetti, le proprietà comuni, le tasse, l’eredità, il diritto ad essere proiritari l’uno sull’altro rispetto a terzi, perché il nostro é un progetto di vita esattamente come quello che lei ha con la sua signora, sempre che lei sia sposato.
Che c’entra il “fare o “l’essere” é cosi, e basta!
Quando acquistiamo un biglietto air-france abbiamo diritto ad una tariffa di coppia, come per le persone sposate, allora siamo obbligati a “fare” i pascati perché la gentile signorina al ceck-in senza copia del contratto di unione civile, non é autorizzata a rilasciarci il biglietto ridotto!
Oppure quando siamo in banca, o per ogni sorta di documento burocratico, noi non siamo single, ma appunto uniti legalmente, pacsati!
Sull’omofobia ancora, mi scusi, lei sbaglia di grosso!
C’erto l’omofobia é un cancro duro da estirpare, ma se non si comincia con leggi chiari é evidente che ci sia la volontà taciuta di non volerlo estirpare.
Non si comincia da una legge che tuteli e renda visibile una coppia gay, di conseguenza molto piu’ forte di cosa non siano due “single” che quasi segretamente abitino assieme!
Si comincia da leggi che puniscano l’aggressione verbale e/o fisica delle quali ancora oggi siamo vittime. Per cui, non so in Italia, ma qui in Francia dare del “sale pedé” a qualcuno, cioé dello “sporco frocio”, é punito severamente dalla legge.
Questo ovviamente anche sul lavoro, é vietato discriminare in base alla razza, alla religione, al sesso, questa é la Francia, monsieur Dani!
Cio’ non toglie che a dispetto di tutto cio’ esistano ancora episodi di aggressioni gravi, ma sicuramente sempre in calo costante, evito di riportarle i tanti episodi di cronaca dei quali sono a conoscenza.
Gli extracomunitari anche possono usufruire del PaCS e lo fanno , mi creda, visto che tanti tra di loro sono omosessuali, a volte scappati da paesi come il Marocco o l’Algeria dove le famiglie li obbligavano a sposarsi, anche in contumacia!
Vengono nel nostro occidente civilizzato e non verso quel mondo di costumi “rilasciati” che il lavaggio del cervello integralista (sia esso cattolico, o musulmano) dipinge!
Il Vaticano…ma signor Dani, ho vissuto diverso tempo a Roma, é un monumento meraviglioso e con esso i suoi tesori…spero solo che chi lo guida resti il meno possibile in carica, anche se avrà appoggi nelle alte sfere, perché se continua a restare in sella tra qualche anno i cattolici saranno si davvero una specie in via di estinzione.
Si figuri che l’ex di un nostro amico francese (ahiaihai, hanno il “nemico” in casa!), appunto un sacerdote omosessuale che per quasi tre anni é stato fidanzato con questo nostro amico, lavora a Radio Vaticana e da un anno si é trasferito a Roma, non mancherà di farci fare una bella visita guidata nei luoghi sacri la prossima volta che saremo là!
Pacsamente suo…
Brigantesca (ah, tanto per precisare, questo pesudonimo al femminile é solo per rendere omaggio ad una mia gatta scomparsa che aveva quel nome :-)
Sono daccordo col signor Malabrocca, ma purtroppo all’orizzonte vedo solo un pasticcio di legge all’italiana, che per non scontentare alcuni finirà con lo scontentare tutti.
La gradualità della quale lei parla si é verificata in tutto il resto dell’Europa, con la sola eccezione della Spagna, infatti le comunità gay italiane non sono interessate ad avere tutto subito, partiamo invece da una legge che tuteli chi vive in coppia e che per amor di verità non vuol piu’ sentirsi trattato da nubile o celibe.
Persino in Inghilterra le pratiche di adozione per le coppie gay entreranno in vigore alla fine del 2008, e in tanti altri Paesi neppure se ne parla.
Personalmente sono favorevole, pur non essendo interessato né oggi, né mai, all’adozoione.
Se questo governo dovesse cadere non sarà una grande perdita per nessuno, anche ammettendo che una leggicchia simil-finto-pacs sia approvata, in un Paese che cola a picco per tanti altri problemi, non sarebbe poi una si grande conquista.
Gentile Brigantesca68,
lei resta abbarbicato alle sue idee che riassumo:
1)io nutrirei un’inconscia repulsa per l’omosessuale; 2) i Pacs cambieranno la vita dei gay da così a così ( ricorda la manona di Sordi che si rivoltava a significare che non sarebbe cambiato nulla? ); 3) una confusione paurosa tra diritto positivo e diritto naturale; 4) milioni di coppie in Italia aspetterebbero i PaCS e chi non è per i PaCS è clericale; 5) e quindi un’idea di clericalismo che è la segreta gioia di Ruini Rispondo:
1) Io nutro repulsa per chi fa l’emosessuale, collocando quel fare in tale latebre del nostro cervello da non poterlo più distinguere dall’essere. Quando l’omosessualità si confonde con la volontà di potenza dell’io ho repulsa, come ho repulsa per chiunque bari, etero e omo. Del resto lei si è ritrovato omo, fa l’artista, vive in Francia, la terra delle nostre libertà terminali, e di là da vero antietero, cioè da vero antifascista, combatte la sua battaglia per liberarci. Come vede ha tutti i tic in regola per appartenere alle minoranze dei liberatori. Si dicono sempre le stesse idiozie sulla “rive gauche”? Comunque la ringrazio.
2) Non credo affatto che i PaCS cambieranno l’emarginazione dei veri omosessuali. Quelli che ci fanno si ritroveranno in allegri quartierini omo scansati dai più, quelli che lo sono resteranno degli isolati. Quando mai una legge cambia una cultura? Lei insieme al suo compagno – ma che brutto termine anche questo! – scende le scale del condominio e senza alcun altro scopo regalate una caramella al figlio del vicino. Può immaginare la reazione del vicino, se poi questo vicino sarà un extracomunitario la immaginerà meglio. E non venga dirmi che i PaCS educheranno il vicino perché una certa ernia inguinale non mi permette di sghignazzare. Ma già la mia è una sciocca preoccupazione, lei omo, artista e francese non vivrà mai in un alveare per extracomunitari.
3) E siamo al punto forse più dolente. E’ un classico “refrain” nella storia della chiesa saltellare tra diritto naturale e diritto positivo, poiché il primo è intollerabile per la rivelazione cristiana e per farlo digerire va mediato col secondo. Lei fa lo stesso, dal diritto positivo vuol ricavare una correzione del diritto naturale, lei saltella storicamente educato dal pensiero dei gesuiti, lei è un bigoto “ante litteram”.
4) aggiornare il concetto di clericalismo le spunta le armi perché contro ogni sua attesa si ritrova omo assolutista tra clericali relativisti. Le cose del pensiero sono enormemente complesse e una legge non le snellisce, così come il tam tam dell’informazione è comico quando ci dice che milioni di coppie sono in attesa dei PaCS e comico è chi vi crede. Lei sa bene come le statistiche vanno e vengono secondo gli interessi in gioco
5) Ora non si impressioni. Tra le più belle immagini del secondo conflitto ho sempre amato quella della pattuglia paracudisti SS “Hermann Goering” che pattugliano i confini vaticani in Piazza S.Pietro. Ma perché Hitler nella sua follia finale non dette l’ordine? Cosa avremmo perso? S.Pietro è una chiesaccia, l’abbraccio del Bernini non mi interessa, la Sistina non è quel capolavoro che ci dicono, ora poi che i giapponesi vi hanno messo le mani, Michelangelo è diventato un veneto. Le Stanze vaticane, i Musei Vaticani, migliaia e migliaia di incunabuli, di preziosi d’ogni genere? Le tombe? Ma l’uomo è più forte delle proprie opere. E allora se Hitler avesse dato l’ordine, forse la Chiesa non esisterebbe più ma esisterebbe il cristianesimo. Vede allora quanto io “vaticani” e “ruineggi”. Al tempo però. Le mie occulte e cattive pulsioni non mi impediscono di ammettere che se per incanto sfilassimo dal presente ciò che la storia della Chiesa e la storia del cristianesimo vi hanno seminato, i nostri corpi e le nostre idee s’affloscerebbero come il Pelele di Goya, non resterebbe nulla, perché anche la sua battaglia dei PaCS appartiene a quelle storie.
Conclusione già detta:
OMO O ETERO, RITORNIAMO TUTTI A STUDIARE E SMETTIAMO DI SCRIVERE SCIOCCHEZZE.
E mi sia concesso cambiar tempo:
” Io pacserò, tu pacserai, egli pacserà, noi pacseremo, voi pacserete, TUTTI PACSERANNO!!!”
Antonio Dani
Se come è giusto le leggi devono essere promulgate per i cittadini e non sulla testa di essi, è chiaro che non si può prescindere dalla gradualità.
Intendo per gradualità, una legge che riconosca le coppie di fatto subito, ne regoli diritti e doveri.
Per matrimoni, che riguardano (fisicamente)solo i gay e le adozioni per coppie omosessuali, i tempi non sono maturi.
Io capisco le esigenze di queste persone e le rispetto, non possiamo però, col muro contro muro, pregiudicare l’approvazione di una legge che regolarizzi milioni di persone,gay o etero che siano, che potrebbero avere una legge in tempi brevi.
E’ lo stesso concetto del massimalismo, di destra e/o di sinistra, che invece di favorire passi avanti, bloccano la politica sul tutto o niente.
Non dimentichiamoci, per fare un esempio, che se fosse stato per il PC, non si sarebbe nemmeno firmato lo statuto dei lavoratori, che 30 anni dopo, i nipotini, sempre massimalisti hanno difeso con le unghie dall’attacco del berlusconismo.
Questo per dire che i massimalisti non sono avanti rispetto ai riformatori pazienti e graduali, sono indietro trent’ anni.
Brigantesca, non cada nello stesso errore.
Se cade questo governo, che per l’insieme dei suoi sostenitori, non potrà mai darle subito tutto ciò che vuole, non si parlerà più di pacs per i prossimi 20 anni.
Mediti ed abbia pazienza, ne ha avuta tanta fin’ ora.
Perché signor Dani minimizza questi PaCS?
Il verbo in Italia non é pacsare, ma vaticanare. Io vaticano, tu vaticani, lei vaticana, noi vaticaniamo…e lei si preoccupa del verbo pacsare?!?
Questo verbo esiste nel resto d’Europa, proprio in quei paesi dove non esiste il verbo “Io vaticano”, non le dice niente questo?
Lo sa che nei documenti ufficiali, nei Paesi Europei dove esistono leggi come queste, compare accanto ai termini “sposato”, “celibe”, “nubile”, anche il termine “pacsato”?!?
Non si rende minimamente conto di cosa ha insito il verbo pacsare, una rivoluzione assoluta che non si vedeva da millenni, piu’ forte dello tsunami!
Perché, semmai questo sciagurato Paese dovesse approvare qualcosa che ai PaCS assomigli, crollerà quel muro che si chiama omofobia, cioé la paura dell’omosessuale, paura che si é esorcizzata nei secoli con la derisione, la ghettizzazione, lo sfottio verso chi non ha scelto una condizione di vita, ma che ci si é ritrovato, come lei si é ritrovato ad essere il signor Dani!
Questo muro della vergogna comincio’ a crollare negli anni ’70 quando la parola “omosessuale” fu radiata, cancellata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S) come patologia!
Ora siamo in quel passaggio storico che ripristina un’offesa inferta da alcuni prepotenti, appoggiati e confortati da Stato e Chiesa, verso una minoranza del genere umano.
Proviamo un po’ tutti ad uscire dal nostro “io”, e combattiamo anche per cose che riguardano gli altri!
Per lei il PaCS é un capriccio gonfiato dai giornalisti e del quale non ci sarebbe né bisogno, né urgenza?
Bene, lei la pensa come la Conferenza Episcopale Italiana, non c’é niente di male, ma lo riconosca a se stesso!
Sono in molti a pensarla come lei, non c’é niente di male!
Il Cardinale Ruini poi, vice Presidente della Repubblica Integralista Italiana, ha coniato anche un suo verbo “Ruinare”!
Un verbo, una promessa!
Proviamo a declinarlo…io ruino, te ruini, egli ruina, noi ruiniamo, voi ruinate, essi ruinano!
Signor Dani, ma non l’ha ancora capito che questi signori e i politici che a loro si ispirano stanno RUINANDO l’Italia?!?
Il problema della gradualità non mi convince, per due motivi!
Il primo, l’Italia é in fondo alla lista insieme ad Austria e Grecia per l’approvazione di una legge sui PaCS, nel resto dell’Europa il problema é già stato risolto, sono quasi 20 anni che se ne parla, piu’ graduale di cosi’…
Il secondo, mi riporta a pensare a Zapatero, il quale, politico eterosessuale, come prima legge in un Paese, la Spagna, non cosi’ diverso dall’Italia per vocazione cattolica, dico come PRIMA LEGGE ha equiparato il matrimonio etero a quello omosex, stessi diritti, stessi doveri, punto e basta!
Cosa volete “graduare” quando i vescovi stabiliscono, ancora stasera, quali sono le leggi da fare e quelle da non fare?!?
Si trattasse anche della coltivazione delle cozze, non accetto che la Chiesa continui a dire la sua su tutto, qui in Francia sarebbe impensabile, il Papa lo si vede in tv a Pasqua e Natale.
Date all’Italia un politico con un’ombra di palle sotto la cintura (anche se trattasi di una signora) e della gradualità se ne sbatterà le medesime (palle!).
A me , caro Gabriele, non mi tange direttamente,lo ripeto, non usufruiro’ mai della legge italiana sui PaCS, visto che sono già felicemente pacsato da tre anni, esattamente il primo marzo del 2004, e mi sa che sarà, lo spero, per sempre!
Mi batto non per me, mi batto per i miei amici italiani, solo per quelli che desiderano farlo ovviamente, poiché altri non se lo
sognano neppure di fare quel passo, ed altri sono ancora alla ricerca dell’anima gemella, condizione senza la quale in genere non ci si unisce legalmente.
Insomma, l’ultima sortita dei vescovi italiani, sempre ben pubblicizzata dai giornalisti, non mi é proprio piaciuta, e mi chiedo in quel Paese stiate vivendo.
Caro brigantesca68,caro Paolo,caro(ormai vecchio)amico mio,
perchè ti ostini a darmi del lei e ad appellarmi signore?
Già tempo fa,sul forum della RnP(parlavamo dello spiritista Prodi),ebbi a dirti che sei troppo intelligente per non comprendere quanto realmente voglio dire.
I PaCS non riguardano solo le coppie omosessuali,bensì tutte le coppie di fatto,anche quelle etero,numericamente ben superiori.
I PaCS riguardano tutti quanti hanno a cuore i diritti e le libertà.Infatti,ripeto,i diritti e le libertà di ciascuno,sono i diritti e le libertà di tutti.
Riporto parte di un mio commento ad altro articolo di Chiara:
La mia prima battaglia civile,intesissimamente vissuta e combattuta,in ancor giovine età, fù per il divorzio.Seguì quella per l’aborto…..
Sono,civilmente,sposato da ventisei anni.Non ho mai visto,non vedo tuttora all’orizzonte,motivi valevoli per divorziare.
Mia moglie non ha mai avuto la necessità di ricorrere all’aborto.Per fortuna,perchè l’aborto è sempre un trauma.Sopratutto per la donna,ma anche per chi vive insieme a lei.
Ho due splendidi figli,sono eterosessuale.
Non mi sento nè migliore,nè peggiore di un gay,nè di un trans.
Mia moglie ed io,ancora per fortuna,non abbiamo avuto bisogno della fecondazione artificiale,nè di quella in vitro.Mi sarei,comunque,opposto.Avrei preferito adottare un bimbo.
Tuttavia,difendo,con tutto me stesso,il diritto alla fecondazione assistita ,artificiale,in vitro.
Sono anche arciconvinto che i Pacs siano un elementare diritto civile.
Lo stesso penso dell’eutanasia,l’unica di cui,temo,potrei necessitare.
Sono sempre stato,resto,in linea con l’Europa.
In definitiva,sono assolutamente ,banalmente “normale”.
Troppo normale,tanto normale,così normale,da sentirmi “diverso”.
E’ così difficile accettare la diversità?
Come vedi,anch’io,onde meglio esplicitare quanto penso,ho fatto riferimento alla mia sessualità.Per scelta,non per rispondere ad illazioni altrui.Altrimenti,mi pare,si rischi di fuorviare.
Colgo l’occasione per ripetere che concordo con malabrocca,nel ribadire l’esigenza della gradualità.
Con la solita stima.
Gabriele
Vedo che la provocazione ha sortito il suo effetto.
Io non sono un bigotto alla Buttiglione, non sono nemmeno un massimalista, sono una persona, penso, ragionevole e conosco bene il problema per essermene occupato più volte.
Quello che mi infastidisce, e devo dire non è colpa degli omosessuali ma di chi cavalca i loro problemi a scopi pubblicistici, è il fatto che si metta a rischio la coalizione di governo, anche se di questo governo non sono entusiasta,
radicalizzando il problema sul tutto e subito.
In Italia ci sono migliaia di coppie di fatto, omo o etero non ha importanza, che aspettano delle regole che possano tutelare e regolarizzare la loro situazione, ma il “partito” del tutto e subito sta pregiudicando seriamente la possibilità di un qualche avanzamento sui diritti e minando la tenuta di questo governo.
Non mi sembra il modo più intelligente di muoversi, da qui la mia provocazione, rovesciando il punto di vista.
In Italia se si dovesse fare un referendum sui pacs, la stragrande maggioranza voterebbe a favore.
Se però si introducesse da subito il problema dei matrimoni omo e delle adozioni da coppie omo, non so quanti, oggi, sarebbero disponibili a votare a favore.
E’ un problema molto delicato e va affrontato con cautela, proseguendo con i piedi di piombo, non con il rullo compressore, per non dare spazio ai Buttiglione di turno.
Gradualità,moderazione, prudenza devono essere le parole d’ordine se non si vuol
Malabrocca, la prego, non mi faccia il Buttiglione della situazione. Sembra che questa battaglia sia fatta per togliere qualcosa a qualcuno o per invertire la tendenza, discriminando chi prima discriminava! Questa é la paura dei vari Calderoli, Binetti, Buttiglioni vari…ma per piacere, lei sa benissimo che cosi’ non é, ma cosi vogliono farle credere!
Niente é cambiato da una volta, solo che oggi ci si esprime in libertà e senza vergogna, perché di nulla ci si deve vergognare, e ci si dichiararsi omosessuali.
Gli omosessuali sono e resteranno una minoranza, si tranquillizzi, ed occupano posti che han sempre occupato, diventano sindaco di Parigi o di Berlino, spesso fanno mestieri artistici (come il sottoscritto), altre volte sono il signor Mario Rossi della porta accanto e lavorano alla posta, si sbizzarrisca nella fantasia.
Venga a farsi un giro in Francia, in Spagna, in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo, in Germania, in Svezia, in Finlandia, in Norvegia, in Germania, in Inghilterra e da quest’anno anche in Svizzera, o in Canada o nel Sud Africa persino e vedrà che le cose vanno benissimo e che lei non ha niente da temere ma tutto da guadagnarci.
Caro Antonio, ti risponderò ampiamente nel prossimo articolo…comunque, in avverse condizioni atmosferiche, ci vogliono sì i ramponi per andare a Fiesole, quindi forse anche i Pacs non sono così futili. Pacs vobis.
No, Chiara, non “esistono cose più importanti dei PaCS “, esiste la misura che il delirio dell’informazione deforma, tutti contemporaneamente attaccati a internet, cellulari, TV, giornali e piccione viaggiatore, in più l’amico-a che la sanno lunga. Appunto un delirio, che con la libertà non ha più niente in comune. Ti do la prima metafora che mi viene in mente: vuoi arrivare a Fiesole a piedi e ti fornisci di scarponi e ramponi da ghiaccio. Questi sono i PaCS, scarponi e ramponi da ghiaccio sull’asfalto, come se la strada per Fiesole fosse un passaggio himalayano. Facciamoli i PaCS, per carità, e i più ampi possibile, anzi nella legge propongo la possibilità di certificazione fisica del coito omo, per allargare i diritti della coppia molto oltre quelli del vecchio matrimonio. Vorreste mettere un limite alla crescita dell’intelligenza e delle libertà? D’altra parte la storia non è anche un attraversamento infinito di capo Horne inventati dalle superiori necessità umane? E allora? Io pacso, tu pacsi, egli pacsa, noi pacsiamo…. u.s.w. Antonio Dani
Malabrocca, non sei accerchiato, per cui calma e gesso. Nessuna dittatura all’incontrario, nè rovesciamento di ruoli, solo una nuova possibilità di parola e di dialogo a chi, per troppo tempo, non l’ha avuta. Vedila da questo punto di vista, ok?!
EBBENE SI, LO CONFESSO, SONO ETEROSESSUALE, SCUSATEMI, CERCHERO’ DI STARE IN DISPARTE.
Certo c’è la morale cattolica che gioca contro l’omologazione di tutte le coppie sullo stesso piano.
Poi c’è l’arretratezza culturale di chi si ostina, come mè, a mantenersi etero nonostante ,ormai, gli etero sono diventati minoranza nel get set internazionale.
Non sarà che queste minoranze vogliono prevaricare e negare il diritto alle maggioranze di fare di sé ciò che vogliono?
Non sarà che questi etero vogliono ributtare gli omo nella clandestinità e ridurli di nuovo a minoranza silenziosa ?
E’ vero, c’ è una piccola pregiudiziale discriminante, da niente, di cui nessuno ha colpa, la natura, Dio o il caso, a seconda delle credenze di ognuno, ha fatto in modo che uomo e donna si debbano accoppiare per procreare e non ha considerato che si accoppiassero, con lo stesso scopo, anche uomo e uomo o donna e donna.
E’ stata certamente una svista, sicuramente andando di questo passo, l’evoluzione porterà a procreare anche tra persone dello stesso sesso, ne sono sicuro.
Nei millenni che ci separano dal compimento di questa evoluzione, bisognerà che l’uomo si prenda carico del problema e permetta alle coppie di minoranza, uomo-donna, di avere anche esse qualche diritto in più, del tipo,non avere quotidianamente scassati i marroni da chi ormai, grazie agli amici dei miei amici, controlla quasi esclusivamente il mondo dello spettacolo, dell’informazione, della politica e di quasi tutte quelle professioni che fanno odiens.
Noi eterosessuali, abbiamo ormai fatto il nostro tempo, è vero, però signori e signore omosessuali, vi prego, lasciateci il tempo di uscire di scena in punta di piedi e con dignità, dopo tutto siamo stati portatori di cultura, anche se oggi superata, per millenni ed abbiamo permesso, vostro malgrado, anche la vostra invadente presenza in questo mondo di matti.
Dunque, facciamo il punto sulla situazione…visto che da due giorni questo tema é in prima pagina persino sui telegiornali internet e anche alla radio e televisione francese.
Il punto della situazione é triste, con un Paese che approva secondo tutti i sondaggi il PaCS, almeno 7 italiani su 10, e una Chiesa che riuscirà a mettere paletti dove falli’ su aborto e divorzio, e questo quasi 40 anni dopo!
La parola d’ordine in Italia é restaurazione e ipocrisia. Restaurazione di un cattolicesimo integrista che, per mettersi al passo con l’islam piu’ radicale, vieta tutto cio’ che si puo’ vietare, e ipocrisia perché i salti mortali che stanno facendo questi pavidi legislatori “progressisti” per non scontentare le gerarchie ecclesiastiche sono a dir poco penosi. Rendetevi conto che per non chiamare le cose col loro nome, cioé per la paura di definire una coppia gay, si parla di diritti dei singoli che formano l’unione…ma roba da matti!
Quindi prima le coppie gay agli occhi dello Stato Italiano non esistevano, adesso purtroppo esistono e risulta chiaro che si tratti di coppie di serie C, proprio per tenere fede al caro Presidente della Repubblica, Ruintzinger, l’italica coppia omosex sarà invece la somma di due individui (la parola coppia é vietata dal regime), la cui relazione é inferiore alle altre, cioé un amore debole, giusto un “contentino” perché questa minoranza la smetta di battere i piedi per veder riconosciuti i propri diritti materiali e soprattutto morali.
Anzi la parola “amore” o “sesso” ovviamente sarà ben tenuta lontana, si parlerà con vomitevole ipocrisia di “amici” e altre corbellerie fasulle del genere.
Qui rientra non solo la fobia del “diverso” ma purtroppo la piu’ dilagante fobia sessuale, regalo avvelenato come tanti altri, di questa morale cattolica da 4 soldi.
Pare, in un mondo nel quale in 2 ore si é quasi ovunque e nel quale con un clic in internet si possono conoscere tutte le altre realtà, che si viva all’epoca del telegrafo, dove per giungere in Svizzera occorrevano giorni e giorni!
La Chiesa, perduta la roccaforte spagnola e al lumicino nel resto d’Europa, tenta un ultimo disperato colpo di coda in Italia, e pare persino riuscirci!
Eppure quello che raccontano i politici “fobici” é assolutamente falso e privo di riscontri. visto che per esempio in Francia da quando nel 1999 é stato istituito il PaCS i matrimoni tradizionali sono addirittura aumentati, insomma la crisi della famiglia tradizionale che in Italia già esiste non sarebbe minimamente toccata dall’entrata in vigore del PaCS, sarebbe solo una concorrenza e/o alternativa che il regime vuole vietare!
Ma Berlusconi non era quello che aveva una volta cosi considerazione di Mister Blair? Ad ascoltare le sue dichiarazioni di ieri sulla famiglia da “Mulino Bianco” sembra piuttosto di sentir parlare il Presidente della Polonia!
Se questa battaglia non sarà vinta adesso, la coltre lavica seppellirà tutto ancora almeno per qualche decennio, anche se pare che le maree faranno scomparire gran parte dell’Italia forse prima che i gay italiani finiscano di essere discriminati.
Su questo, signor Ariola, sono daccordo con lei, nessuno deve rendere conto di cosa si fa nel privato a nessuno, infatti in nessuno dei miei post potrà leggere qualcosa di simile. Far partecipi gli altri della propria sessualità non mi pare rientri nel racconatare le proprie fantasie erotiche, ma visto che si parla di PaCS, ed essendo io pacsato, mi pareva giusto intervenire.
Il livoroso intervento su questo tema del leader del movimento per le “libertà”, Berlusconi, conferma a quali politici sia confidata la sventurata Italia.
Visto che ve la cavate benissimo fra di voi, intendo a confrontarvi ed anche a prendervi per i capelli, non mi intrometto. Desidero però dire che questo acceso dibattito è la migliore risposta – e ve ne sono grata – a tutti coloro che tentano di seppellire i Pacs con uno sprezzante “esistono cose più importanti”…Ma a me, e vedo anche a voi, sembra che nulla sia più importante di ciò che tocca profondamente la vita delle persone. Grazie a tutti.
Ovvio che la sessualità c’entra eccome.
Sostengo soltanto che nessuno di noi è tenuto,sottolineo tenuto,a dar conto delle proprie preferenze,in merito,ad alcun altro.
Libero di farlo,anche questo è ovvio,se ritiene.
Gentile signor Ariola,
si da il caso che stiamo commentando un articolo che non parla di indagini di mercato, o dei problemi di agricoltori, o di altro, si parla di PaCS, ovvero patti civili di solidarietà che si possono stipulare tra persone dello stesso sesso, mi dispiace, ma la sessualità c’entra eccome.
Ed é proprio su quello che i politici italiani si incagliano, purtroppo é proprio per la discriminante sessuale che le acque si agitano, perché accettare giuridicamente un’unione tra due uomini o due donne, significa implicitamente accettare cosa che per centinaia di anni é stato considerato il sommo male, cioé l’essere omosessuale.
Per questo la battaglia in corso, già digerita nella maggioranza dei paesi europei, é di spinosa attualità adesso in Italia, con l’aggravante della presenza geografica del Vaticano, che é libero di dire e fare quel che vuole, e dei giornalisti che ci sguazzano troppo dentro, e dei politici di qualsiasi schieramento che devono ora decidere se l’Italia scelga di stare al passo coi tempi oppure no, tutto qui.
Quello della mia vita é solo un esempio, come potrebbero esserecene altri, se puo’ essere utile alla comprensione del problema me ne rallegro, altrimenti pace!
Mi trovo in perfetta sintonia di intenti con quelli di Chiara Boriosi, l’ho espresso, fine del discorso, tanto piu che in Italia non ci abito piu’.
Mi piacerebbe pero’ che le cose cambiassero davvero nel mio Pese di originer, e non solo per la questione dei diritti agli omosessuali, ma anche per tanti altri temi, dai servizi, alla salute pubblica, al problema degli anziani, al tema delle risorse energetiche.
Poiché terribili correttori m’aspettano al varco con la matita blu tra i denti, sostituisco subito il precedente “recito” con “reciti”. A.D.
Caro brigantesca68,
non capisco perchè te la prendi.
Io ti rispetto come essere vivente in quanto tale.Come persona,ancor di più.
Delle tue preferenze sessuali,come a te delle mie,non me ne può fregar di meno.
Ti valuto,piuttosto,per quanto dici.Come tu con me.
Omosessuale lo sei,lo fai,lo sei e lo fai? Sono affari tuoi.Perchè renderne conto?
Sei alto,sei basso,sei biondo,sei bruno,vesti con raffinata eleganza,vesti casual,un giorno in modo e un giorno nell’altro? E allora,qual è il problema?
Caro Brigantesca68,
mi è simpatico e replico. Se lei è e non fa l’omosessuale perché s’incazza tanto quando dico che non lo è? Identifica il suo esistere con l’essere omo? Ma io non idenfico il mio esistere con l’essere etero, penso di valere qualche cosina di più rispetto ai riflessi dei miei genitali nel mio cervello. Io non metto in dubbio il suo titolo di studio. E quando mai? Lei è diplomato e laureato omosessuale a pieni voti. E chiudo, perché a pronunciare la parola omosessuale mi spunta repentino un dolore terribile alla lingua. Ma come ha fatto a scoprirlo, come ha fatto a scoprire che sono retrivo, bigotto, repressivo e quindi represso? Come ha fatto? Dio bonino, bisogna che d’ora in poi recito meglio! O no? Antonio Dani
Posso sommessamente dire che esiste la SESUALITA’!
La sessualità è insita in tutti gli esseri, dalla microscopica ameba, al più grande dei mammiferi: ciascuno con le proprie regole: dall’ermafroditismo in su.
Posso sommessamente dire che negli esseri umani essa si esteriorizza in modo più o meno “etero” o in modo più o meno “omo”, a seconda dell’ambiente in cui si vive.
Se si vive in campagna o in montagna isolati, per esempio, è molto più possibile l’incesto, che l’omosessualità.
Se si vive in comunità unisex, ovviamente nello “sfogo” prevale l’omo.
Checché se ne dica questa pratica è molto meno preferita nelle comunità maschili, dove purtroppo prevale la legge del più forte, sulla falsariga del “nonnismo” che nelle comunità femminili, dove i corteggiamenti e le effusioni affettive sono più semplici e meno traumatiche.
Ciò non per negare o perorare, ma solo per affermare che almeno nel mondo che conosciamo LA NATURA PRETENDE la sessualita’. Ci differenziano in questo gli “stimoli” e ognuno ha gli stimoli che si merita, purché non siano prevaricatori!
Tutto il resto fa parte delle Leggi imperfette dell’uomo che se avesse abbracciato la fede anarchica dei Proudhon, dei Bakunin, dei Buonarroti, sarebbe qui a combatterle e non a pretenderle. PERCHE’ LE LEGGI SONO SEMPRE LIMITATIVE, e una società che vuole basarsi sulle LEGGI e le rivendica “ab abundantiam” deve anche sottostare alle loro IMPERFEZIONI!
Il signor Dani, come i tanti “Calderoli” in salsa mista, invece fa benissimo a dire la sua, ogni contributo serve.
In casi come quello le possibilità sono due, tacere o rispondere. Se tacessi, ormai che ho detto la mia, sarebbe un fare marcia indietro.
Certo é difficile per me parlare con qualcuno che afferma che io non esisto.
Il signor Dani parla dell’omosessualità con finta disinvoltura, traspare sin troppo chiaro il disagio che solo questa parola le provoca, allora si inerpica in strade tortuose, in paroloni quasi incomprensibili, in fantasmi eroici del passato!
Che vuol fare, un manuale gay dalla Grecia antica, passando per LudwigII di Baviera, fino a Zeffirelli?
Lasci perdere Dani, se ne faccia una ragione, gli omosessuali sono molto piu’ vicini a lei di quanto evidentemente non si immagini. Lei non vive in un reality show, guardi meno la televisione, e invece cerchi di percepire il mondo che le sta a due metri. Omosessuale potrebbe essere il suo meccanico, l’amica di sua figlia, il poliziotto a cui chiede un’informazione, o il vicino di casa che incontra andando a correre…
Siamo qui, credo, per commentare articoli non per mettere in scena pezzi teatrali, scenda dal suo pulpito, vedrà che la vita é molto piu’ semplice di come lei se la immagina.
Al signor malabrocca suggerisco, prima di tirare conclusioni affrettate, di conoscere i fatti.
Quello che ho raccontato evidentemente non era esaustivo se si possono dare risposte come la sua.
Vengo da un Paese, la Francia, dove le offese o le discriminazioni a carattere sessuale sono severamente punite dalla legge. Se lei, dopo un viaggio di molte ore, venisse lasciato a piedi nel migliore hotel di una città a quasi 40 gradi e dovesse passare il resto di un pomeriggio normalmente speso per visitare un luogo in un internet café per cercarsi un altro hotel, forse avrebbe evitato di dare la sua risposta.
Non ho fatto licenziare nessuno, visto che la storia dell’omosessualità non é neppure mai uscita nella lettera che ho scritto all’Azienda del turismo e al direttore dell’Hotel. E’ evidente che la signora non faceva bene il proprio lavoro, che altre persone nello stesso tempo alla reception erano letteralmente infuriate con la medesima, e che la mia lettera sarà stata solo una goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno, non penso che in Italia si possa licenziare qualcuno per una lettera. Nella quale, inoltre, non chiedevo nulla, raccontavo semplicemente un espisodio spiacevole e assurdo visto che un trattamento del genere non ce lo si aspetta in un hotel di quella categoria. L’ho fatto da persona, esattamente come lei avrebbe fatto nelle mie circostanze.
Caro Dani
Già è allucinante la lettera inviata a Roberto Bellia poi ci sei Tu che crei casini proprio di professione!
Ti ho già tirato fuori da un litigio ed eccoti in un altro.
Sull’omosessualità, se proprio non riesci a capire l’esigenza di queste persone abbi almeno il buon senso di stare un po’ zitto. Non è una censura ma un invito al buon senso.
Il problema che si sta ponendo non necessita di scomodare grandi personaggi storici che erano omosessuali, ma persone che sono a noi vicine, illustri ignoti, gente della strada, parenti ed amici, che chiedono dei diritti e non spettacolo.
L’audience sull’omosessualità e sui PACS la sta chiedendo la Santanchè, notaci bene!
E per favore non venitemi a dire che l’omosessualità è a Voi estranea perché il mondo dell’omosessualità è talmente vasto che te lo trovi ovunque.
Forse non oggi, ma domani mattina di buon ora!
Salvo voler chiudere gli occhi come si è fatto finora.
Io personalmente rispetto a questo mondo ed al problema connesso non voglio chiudere gli occhi.
Caro Brigantesca68,
se dico che lei non è ma fa l’omosessuale dico in sostanza che l’omosessualità non esiste, ed è indotta al 99,99999999% dalla società dello spettacolo, dalle lusinghe del tecnomercato nel distribuire onnipotenza per illudere di soddisfare le frustrazioni di massa. E per carità non si appelli ai grandi omosessuali della storia che casomai dimostrano proprio la mia tesi. Per il resto nessun problema. Oggi le battaglie per la libertà sono alla portata di tutti, quindi si accomodi, nessuno ha interesse a ostacolarla. Anzi. A.D.
Così come esiste il compiacimento e l’ arroganza di essere etero, esiste il compiacimento e l’arroganza di essere omo.
Per tutti e due i soggetti, provo una grande compassione.
Se vogliamo uscire dagli equivoci, dobbiamo dimenticare le appartenenze e pensare che siamo tutti “uomini” con i nostri pregi ed i nostri difetti .
La “signora” della reception a dimostrato tutta la sua arroganza di etero nel rifiutare di adempiere al suo mandato che era quello di assegnare camere.
Lei sig. Brigantesca 68, ha dimostrato tutta la sua arroganza di essere omo, quando ha fatto licenziare la signora.
In tutti e due, c’è stata la volontà di dimostrare la propria superiorità e l’arroganza di poter determinare sulla condizione altrui.
Voi omosessuali, giustamente chiedete tolleranza e comprensione, ma lei ha dimostrato di non essere disposto a darne, questo non le fa onore e farebbe bene a non vantarsene troppo.
Mi pare, signor Dani, la sua risposta fuori luogo e di dubbio gusto, valuteranno gli altri utenti.
Cade da contraddizione in contraddizione, a tal punto che non si capisce piu’ cosa vuole spiegarci. Nella prima mail lei afferma che l’omosessuale praticamente non esiste, in questa ultima invece pare che dica il contrario, ma insomma, si affretti a comunicarmi se io esisto oppure no, ah già, ma io recito la parte, dimenticavo…lasci perdere queste elucubrazioni tortuose da cabinetto di psicologia, stiamo parlando di leggi, di politica, di cronaca e di vita reale, non ho tempo da perdere con lei.
A completamento di quanto detto prima,perdonatemi una breve divagazione.
La legge ,detta sul divorzio,è la legge Fortuna-Baslini.Fu approvata,dopo ben cinque anni di aspre battaglie parlamentari,il 1 dicembre 1970,unificando due proposte in merito presentate dal socialista(Psi) Fortuna e dal liberale(Pli)Baslini.Il Pci,inizialmente,definì il divorzio “una questione borghese”.
Ci dice nulla tutto cio?
Possiamo tentare di trarne qualche insegnamento per il futuro,e non solo sui Pacs?
Caro Brigantesca68,
lei non è omosessuale, lei fa l’omosessuale. Vorrei parlare con lei, diciamo fra trent’anni e ci faremmo grandi risate sulla sua diversità e la mia normalità. Lei mi dice che l’acqua è bagnata. Le piace stare con un uomo? Ci stia. Vuole garanzie e rispetto a tutti gli effetti? Li abbia. Ma lei non è omosessuale, lei fa l’omosessuale. Il mio ragionamento implica l’assunzione di una categoria inaccettabile di normalità? Affatto, il giochino dell'” ho diritto anch’io” o del “perché tu sì e io no?” non mi interessava a vent’anni, si figuri ora. C’è una questione di fondo in cui relativismi e assolutismi mostrano le armi spuntate. Noi stiamo vivendo un’epoca di attesa, non sorrida la prego. Questa attesa con molta probabilità mancherà le proprie aspettative, ma è un fatto che l'” hic et nunc” sta esaurendo le proprie promesse. Qualsiasi attesa, a maggior ragione se non è attesa religiosa o comunque rivolta al sacro, implica una “religatio”, che non è omologazione, ma assunzione di un vettore antropologico comune, dove, mi creda, non ci sarà più posto per le travi e le crune dell’ago predicate dal trovatello di Nazareth, non ci sarà più posto per il “fo-quel-che-mi-pare”. Può darsi che allora il vettore comune si stabilisca sull’omosessualità di massa, nel qual caso so con certezza che lei per garantirsi la diversità diventerà un donnaiolo sfegatato. L’episodio che mi racconta, se vero, lo dimostra. La signora della reception è certo stata una stupida, ma dica la verità: quanto si è sentito grande e giustiziere a far licenziare una povera cretina? Ma non ha avvertito la meschinità che traboccava nella sua sete di diversità? Lo ripeto lei non è omosessuale, lei fa l’omosessuale, quindi è una sciagura per i veri omosessuali, perché degrada il loro diritto a un gioco da supermercato dei genitali, o da party disinibito per laureati dell’obbligo, del tipo “Oggi la nerchia non mi va, preferisco la passera, ma per domani ho già prenotato la nerchia……” e così via. Lei gioca con se stesso e per assolversi fa di se stesso un racconto ammirabile, lei è un personaggio, non una persona. Lei fa letteratura. Ora ciò non mi piace, sia nell’omo che nell’etero. Ricordi, c’è anche chi non è né omo né etero, né normale né diverso, né assolutista né relativista, c’è chi aspetta e basta e poi deciderà, non con chi stare ma cosa fare di entrambi. E’ il discorso sul tecnomercato, discorso forse mal articolato tanto lei non lo ha capito. Antonio Dani
Sono anch’io convinto che,in un eventuale referendum,i Pacs sarebbero accettati dalla larga maggioranza.Ma questa strada non è percorribile per introdurli.Il referendum propositivo non è previsto.
Tanto per il divorzio che per l’aborto,infatti,vincemmo votando NO.
Cioè NO al quesito referendario che prevedeva l’abrogazione di apposite leggi approvate dal parlamento.
Per i Pacs,quindi,l’unica strada è quella parlamentare.Qui sta il difficile,non nella loro,eventuale,successiva difesa nelle coscienze degli italiani.
Perciò,altrove su queste pagine, ho stigmatizzato l’atteggiamento di troppi nostri parlamentari più propensi a legiferare in nome e per conto di una potenza straniera,lo Stato Vaticano,che nel reale interesse della Repubblica Italiana.
I nostri politici ,sempre più spesso,dimostrano di essere indietro rispetto al paese.
Caro Roberto, te sei persino troppo colto e raffinato con chi si esprime in quel modo.
L’ipocrisia regna, per cui i sostenitori delle “libertà” sono oggi si i paladini, ma delle libertà negate.
A Sara ricordo che alla mia uscita dal “club” de “il Giornale” che da allora non ho piu’ acquistato neppure una volta, sono seguite mail di offese da bar “gargantua”, trivialità gratuite, un vulcano che eruttava bava livorosa, una specie di “rito” liberatorio di “liberali” che hanno gettato la loro maschera…fa tristezza pensare a come certa gente possa vivere con simili problemi mentali irrisolti, ma tant’é….
Purtroppo sul Papa, su questo Papa, non sono cosi’ tollerante, anche se credo che in effetti sia piu’ preoccupato della sua adorata famiglia tradizionale piuttosto che da altro…lo condanno quando afferma che quello omosessuale sia un amore debole, e ancora di piu’ il fatto che emargini i preti omosessuali, ghettizzando chi omosessuale abbia una vocazione religiosa, queste frasi dette dal capo della cristianità sono pericolose e facilmente interpretabili da chi già nutre un odio verso il “diverso”, odio che si tramanda e che é frutto di ignoranza.
Prima di leggere prendere un tranquillante.
Questo è un messaggio che mi è arrivato dopo che è apparso il mio intervento sul nostro sito.
Penso non occorrano commenti.
Vi mando anche la risposta che ho inviato a questa setta.
Statemi bene
Roberto Bellia
UNA LEGGE PER I CONVIVENTI NON E’ NECESSARIA
Se ci si vuol bene e si vuole essere garantiti del tutto c’è il matrimonio, altrimenti si possono utilizzare una serie di strumenti come le polizze assicurative, la co-intestazione di beni come la casa o il contratto d’affitto. Poi ci sono contratti che i partner possono stringere per definire alcuni aspetti della loro convivenza: dai lavori domestici alla suddivisione delle spese, alla creazione di un fondo comune da suddividere in caso di rottura del rapporto. Infine una procura per poter rappresentare il compagno in caso di grave malattia o invalidità. Si tratta di contratti privati, che possono essere liberamente stipulati e che non necessitano di un riconoscimento pubblico.
Chiaramente, sarebbe auspicabile la tassazione del cumulo dei redditi dei conviventi non sposati, da destinare come aiuto a chi, invece, si assume ferme responsabilità davanti alla collettività.
Le pensioni di reversibilità vanno riservate alle vedove. Non abbiamo fondi per le pensioni minime e per quelle future dei giovani, non si vede perché si dovrebbe allargare l’assistenzialismo dello Stato in questo campo. Vi sarebbero poi enormi rischi di abusi, basti solo pensare ai casi di badanti che accudiscono anziani soli.
Quanto all’eredità c’è già la quota disponibile (il 25% nel caso ci siano eredi legittimi) che un convivente può già lasciare all’altro: sarebbe ingiusto eliminare il primo, unico vero, coniuge dall’asse ereditario per inserervi l’eventuale compagno dell’ultima ora.
Invece, una riforma necessaria sarebbe l’abolizione della deducibilità degli assegni corrisposti al coniuge separato, e l’attribuzione di quanto lo Stato ricavarebbe alle giovani coppie che vogliono sposarsi.
UNA LEGGE PER I CONVIVENTI E’ UNA MINACCIA EPOCALE, INTESA A RELATIVIZZARE LA FAMIGLIA CON L’INCORAGGIARE UNIONI SENZA RESPONSABILITA’.
Delegare praticamente all’arbitrio della libertà individuale la continuità del patto coniugale lascia indifeso il vincolo matrimoniale e aperto il cammino legale alla violazione dei diritti dell’altro coniuge e dei figli. Leggi siffatte non privilegiano certo i genitori, i figli e gli educatori, come invece si dovrebbe. Dal punto di vista etico non si tratta di vere leggi ma di ingiustizie legalizzate, per le quali San Tommaso d’Aquino prevede la liceità dell’insurrezione. Per saperne di più clicca su http://www.fattisentire.net/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=60
Paradosso44@yahoo.it
E’ momento di grandi analisi e di grandi polemiche tra evoluzionisti e sostenitori del Disegno intelligente.
Ebbene un essere umano con tendenze naturalmente omosessuali altro non è che uno dei tratti finali del disegno intelligente.
Eppure voi lo condannate citando Benedetto XVI, il vicario di Cristo, di Cristo che disse “non giudicate se non volete essere giudicati”.
Voi invece giudicate, voi e non Benedetto XVI che non giudica gli omosessuali ma teme per la famiglia e per la possibile degenerazione di aperture troppo indefinite, ripeto voi giudicate e ghettizzate, rifiutate la solidarietà verso chi, non per scelta sua, ha tendenze diverse dalle vostre.
E lo fate anche citando santi di quella cristianità che ha insegnato, come principale comandamento dopo “Io sono il signore Dio tuo”, il comandamento più caro a Gesù “Ama il prossimo tuo come te stesso”.
A voi che fate “sentire la vostra voce” interessa solo che all’opinione pubblica giunga una sentenza “Che si arrangino”.
Ma è mai possibile che in nome di Dio si possa urlare tanto disprezzo per dei nostri simili?
Naturalmente non è a me che dovete rispondere ma, se lo riterrete utile, a voi stessi.
Roberto Bellia
Vermezzo
Paradosso44@yahoo.it
Lo confesso: il racconto di Roberto sui presunti liberali vicini al Giornale mi ha esilarata, e lo ringrazio di cuore non solo di averlo condiviso con noi ma anche di averci fatto dono della sua attenzione e di un riconoscimento di liberali veri. Per il resto, questo dibattito mi appassiona e mi spinge a scrivere ancora, sapendo che siamo in tanti a credere in questa battaglia e che ora più che mai bisogna informare, parlare, discutere e suscitare interrogativi importanti nella testa delle persone.
P.S. Credo anch’io che in un eventuale referendum sui Pacs vincerebbero i SI, per lo stesso motivo per cui a suo tempo prevalse il SI al divorzio. Anche i cattolici lasciano la moglie, anche i cattolici sono gay o lesbiche, o possono avere figli tali: e come i cattolici sanno bene, “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Nel segreto protetto dell’urna, naturalmente.
Me lo lasci dire signor Dani, lei continua a credere una cosa falsa, libero di farlo, libero io di farglielo notare.
Lei cade in luoghi comuni, parla dal pulpito di “normale”, status che evidentemente la fa sentire in una posizione di forza rispetto all’universo intero, e parla di diversità senza riflettere un istante al fatto che ogni essere umano sia profondamente diverso l’uno dall’altro e questo all’interno stesso di gruppi umani per comodità di rapido riconoscimento si classificano in omosessuali, handicappati, neri, asiatici, biondi, alti, bassi ecc.
Non dimentichi poi che “normale” é relativo a se stessi in un preciso momento, cosi’ come accade di scoprire tardi la propria vera natura sessuale per alcuni, cosi accade da “normali” di ritrovarsi handicappati in un batter d’occhio, passando senza neanche renderesene conto da un gruppo umano all’altro.
Personalmente mi sento molto piu’ offeso dalla frase con la quale lei inizia, cioé che in pratica l’omosessualità non esista, perché se si parte dalla negazione di una realtà, si umilia e annichilisce tale condizione, meglio allora un’offesa volgare e schietta, che almeno mi identifica.
Lei paragona una condizione non scelta, una condizione di nascita che la natura prevede e che alcuni hanno reso “contro natura” per ignoranza e imposizione religiosa, ad una cosa materiale, ad un computer o un telefono cellulare, insomma ad un capriccio o invenzione dei tempi moderni, sapendo benissimo che non é la condizione omosessuale che é cambiata, ma solo il grado di accettazione nella società, visto che da quando l’uomo esiste, esiste secondo natura anche l’omosessualità, e questo come ho già spiegato, persino nel regno animale, sicuramente puro e incontaminato da pressioni di mercato, ed esiste in ogni latitudine terrestre.
La sua frase mi suona come “I neri non esistono, sono solo bianchi piu’ scuri….”
Cosa ci sia di male o di strano poi nel fatto che i gay costituiscano una importantissima fascia di mercato, lei ce lo deve spiegare, é come scoprire che l’acqua a volte puo’ essere calda.
Siamo stomaci, né piu’ né meno di come lo siate voi, amiamo viaggiare né piu’ ne meno di come facciate voi, e mi perdoni, quando vado in vacanza e quindi pago, voglio le stesse comodità che sono concesse a lei, e voglio sentirmi bene, mi sembra umano e naturale, per cui da questa esigenza nascono offerte che prima non esistevano, essendo un tempo prevalente nei comportamenti l’omertà, il silenzio, la vergogna impostaci dalla “dittatura dei normali”.
le cito solo brevemente un episodio omofobo del quale sono stato vittima col mio compagno in un Hotel 4 stelle nel pieno centro di Genova, dove alla reception una “gentile” signora, guardandoci con diprezzo, ci disse che nessuna camera era disponibile….ovviamente era falso e me ne accertai subito telefonando da fuori….risultato, ho scritto all’azienda autonoma di soggiorno di Genova e al direttore di questo hotel di lusso, la signora é stata licenziata in tronco dopo verificazione di una grande disponibilità di camere, io e il mio compagno invitati in una suite dell’hotel in un periodo a nostra scelta, con le scuse personali del direttore.
Da qui nasce il mercato “gay friendly”, niente di cosi’ trascendentale.
Giustizia é stata fatta, come vede al di là dei progressi giuridici, la strada da compiere é ancora lunga e in salita per noi, ma ci sentiamo piu’ forti oggi di ieri.
La bellezza, signor Dani, é universale, un bel corpo, sia esso maschile o femminile, suscita in me la sensazione del bello, ed esattamente come accade a lei, cosa che ci rende terribilmente uguali, non saprei cosa fare con quello femminile, mentre so perfettamente cosa fare con quello maschile, senza che nessuno si sogni di dirmi che sono un etero deviato, e che con un po’ di buona volontà potrei tornare sulla “retta” via.
Cordialmente, la saluto.
Paolo.
La Signora Santanchè sui PACS e sui veli si sta costruendo un’immagine da poter spendere in politica, almeno dalla Sua parte visto che vuole predere il posto, addirittura, di Fini.
Noi continuiamo a scrivere che i “…Pacs sono il riconoscimento di un diritto, …” e bla bla bla, ma per la Santanchè e compagnia, nel centro/destra e nel centro/sinistra, è solo l’occasione per fare distinguo e per attrarre voti utilizzando gli strumenti mediatici che hanno a disposizione e facendo leva non solo sull’ignoranza, ma quanto meno sulla superficialità dei tanti.
Discuterne smuove le coscienze e finisce, alla lunga, per ottenere risultati e per questo voglio contribuire a questo dibattito.
Nell’immediato continuo a proporre a Chiara ed a tutti Voi di mettere insieme questa battaglia di diritto con altre perché, insieme, possano creare un movimento più vasto di diritti calpestati o irriconosciuti. Anche su questo si misurerà la capacità o meno di saper costruire un nuovo soggetto politico laico e liberal/socialista.
Condivido quanto scrive Brigantesca68 sul referendum e credo che la strada referendaria sia l’unica possibile perché da questo centrosinistra non arriveranno né i PACS né altri riconoscimenti di diritti.
Continuo a credere che su dieci omosessuali forse mezzo sia neurofisiologicamente vero, e gli altri solo il prodotto del familismo abietto, familismo famigliare, sociale, culturale, politico, emotivo ecc. Inoltre sull’omosessualità vanno sfatati i miti negativi, ma anche quelli ritenuti bagaglio aristocrativo gay. Ad esempio che l’omosessuale sia persona intellettualmente dotata, ricorrendo ai soliti esempi di genii omo, e facendo confusione interessata fra chi fu insieme omo e etero e chi solo omo. Personalmente riconosco che il bel corpo di un uomo è molto più bello del bel corpo di una donna, ma col primo non so che fare, col corpo di una donna so cosa fare. Sono mentalmente omo e sessualmente etero? Oppure ci sarà un cretino tale da dirmi che non divento omo a tutti gli effetti perché sono represso? Spero che un cretino simile non esista. Ma nonostante queste mie convinzioni, Brigantesca68 e Bellia dicono cose giuste. Il problema però è ancora altro. Non si può pensare infatti che la crescita dei diritti civili, umani ecc. dipenda da una crescita etica collettiva. Sarebbe una brutta illusione, che i media vogliono propolare ma in cui non è bene cascare. Dietro questa presunta crescita, che preferisco chiamare recita collettiva indotta dal mercato, sta il mutamento materiale permesso dalle tecnoscienze. Ora questo mutamento non è affatto detto sia stabile e definitivo. Senza ricorrere a crisi delle fonti energetiche, a apocalissi hollywoodiane ecc. potrebbe darsi che le tecnoscienze nascondano un punto di esaurimento teorico e pratico, in sostanza conoscitivo, oltre cui la crescita si conclude e anzi arretra. Allora cosa sarà dalla crescita dei diritti civili, umani ecc.? Mi si risponde: pensiamo a ciò che è oggi. Ma io dico no, perché è troppo comodo credere che un televisore o un computer siano ora trovati estranei alla natura, e subito dopo per comodità di ragionamento trattarli come fossere alberi o nuvole, dati inalterabili e eterni della natura. In conclusione non vorrei che tutto il gran parlare sui diversi d’ogni specie celasse una gigantesca bolla di sapone. E soprattutto vorrei che i cosiddetti diversi, omo, donne, colpiti da handicap di vario genere, o chi ancora subisce il razzismo, non si facesse grandi illusioni. Se qualcosa hanno ottenuto quanto a diritti è solo perché sono stati scoperti e apprezzati come intestini che consumano, quantità di intestini irrinunciabili per il surplus produttivo. Infatti l’intestino dei diversi è identico all’intestino degli uguali e non pone problemi. E qua miei cari lettori di Pensalibero siamo nel cuore dei nostri dilemmi: se il mercato fu storicamente garanzia e promotore di libertà, il tecnomercato, la distribuzione parcellizzata di un potere materiale inedito ma senza fondamentoi né dentro né fuori la natura, promuove ancora libertà? Oppure cosa?Antonio Dani (a.dani@hotmail.it )
Non so perché, ma sono quasi certo che se in Italia ci fosse un referendum per l’approvazione dei PaCS (Patti Civili di Solidarietà, é bene ricordarlo) i Si sarebbero la maggioranza.
Come avviene in ogni Paese europeo, ci sarebbe una legge diversa da altri Paesi, che nel caso italiano non dovrebbe, almeno per un tempo piuttosto lungo, prevedere l’adozione per le stesse coppie pacsate, e anche a questo quesito sono sicuro che la maggioranza degli italiani risponderebbe con un No!
Lo dico perché tanti simpatizzanti della CdL nel segreto delle urne voterebbero cosi, e in molti me lo hanno confidato. Segno che davvero i tempi sono ora maturi anche in Italia per un passo del genere, con buona pace di cardinali & c.
Condivido appieno la tesi di Sara, secondo la quale non si puo’ conoscere ed affrontare un dibattito se non si parte dalla vita reale della gente, dai casi singoli di persone che grazie alla loro esperienza possono cercare di far capire il proprio punto di vista!
Prima pero’ di arrivare ai PaCS sarebbe per me un sogno, e son certo che lo resterà ancora per molto tempo, quello di sgretolare quel muro che a dispetto di tutto tiene ancora bene, quello della vergogna con la quale un omosessuale deve imparare a vivere dalla scoperta della propria natura fino al coming-out, o comunque della piena e serena accettazione di quello che si é, e da qui nasce poi il famigerato “orgoglio gay”. Parliamoci chiaro, nel 90% dei casi, e non credo di esagerare, per i gay della mia generazione, fine anni ’60 e inizio ’70, é stata dapprima una vera condanna la scoperta della propria omosessualità, un’esistenza “diversa” perché non consona alla nostra vera natura, spesso coronata da bugie cosi assurde e gigantesche da far impallidire il povero Pinocchio!
Questo é il “cancro” da estirpare, io ne sono uscito, ho coronato persino il sogno che sempre ho avuto di avere un nucleo familiare basato su veri sentimenti e legalizzato, ma quanti ancora ne sono sommersi?
Quanti ancora devono nascondersi di fronte alla famiglia, di fronte ai compagni di scuola, o sul lavoro o di fronte a loro stessi?
Questa specie di castello costruito malamente con l’appoggio della chiesa cattolica da secoli ha prodotto sofferenze, suicidi, ha rovinato esistenze, e perdonatemi, gli omosessuali non vivono 30 anni piu’ degli altri, non mi pare giusto!
Poi devo sentir parlare di dittatura omosessuale? Semmai una rivincita, o una riscossa omosessuale, ma chi ha subito fino ad oggi questa “dittatura” non ufficiale siamo stati proprio noi.
Se la società fa di una cosa del tutto naturale un mostro, un male, il peggiore dei mali, come pensate che un adolescente possa vivere questa condizione?
Parlando con un caro amico spagnolo che ha 30 anni e che é adesso il ritratto della serenità, mi ha confidato che quando disse a sua madre di essere omosessuale, lei gli rispose che avrebbe preferito abortire piuttosto che avere un figlio gay, e vi assicuro che non é un caso isolato questo.
Per questo, oltre ai PaCS, secondo me un Paese civile non dovrebbe aver paura di educare a scuola i ragazzi, e spiegare la sessualità senza che questa diventi sempre un taboo, perché i “mostri” nascono dal silenzio, dalla vergogna, dalla paura!
Scusa Chiara, ho fatto un mix tra la senatrice Binetti e il senatore (?) Bobba, dal che ne risulta Bonetti, o Bobbetti, ma tanto distinguerli é praticamente impossibile!
Caspita, brigantesca68, con i suoi complimenti mi ha fatto arrossire: credetemi sono molto più semplice di quanto potrebbe apparire.
Comunque torniamo a noi e ai nostri punti di vista.
A mio parere una società può dirsi civile se antepone la garanzia dei diritti di chi non è in grado di difendersi alla tutela dei diritti di chi è in grado di offendere.
Altrimenti altro che evoluzione: si torna alla legge della giungla, il più forte sopraffa il più debole.
Ho conosciuto l’amico che mi ha segnalato questo sito e mi ha inviato l’articolo di Chiara Boriosi in un sito di lettori del Giornale, un sito che si riprometteva una rivoluzione liberale cominciando ad opporsi ai PACS!
Prima lui e poi io ce ne siamo andati disgustati.
Una coppia omosessuale deve avere tutti i diritti che riguardano i rapporti tra due esseri umani che hanno deciso di condividere la loro esistenza, questi diritti possono derivare da matrimonio religioso o civile in caso di coppie eterosessuali, cioè in caso di “famiglia” nel complesso delle implicazioni che questo termine comporta per la nostra cultura, mentre gli stessi, identici diritti per le coppie omosessuali devono poter derivare da un’altra forma di legame regolato dalla legge, ma, ripeto, devono essere gli stessi, identici diritti.
Questo è come io vedo la questione.
Ma questo per quanto concerne i rapporti tra due esseri maggiorenni e consenzienti.
Non si possono accampare diritti su esseri umani incapaci di agire e di esprimere le proprie idee.
Non si può ipotecare il futuro di chi deve ancora essere concepito (inseminazioni di lesbiche o donne single) imponendogliene uno con tutta probabilità più problematico.
Non lo si può fare perché per decidere del futuro di un essere umano bisogna sapere se lui è d’accordo e, prima di tutto, bisogna avergli dato la possibilità di prendere delle decisioni.
Per quanto riguarda le adozioni mi rendo conto che un bambino che sta morendo di fame non è certo preoccupato del suo futuro stile di vita, si accontenta, e come!, di poter magiare e crescere sano e istruito.
Umanamente mi rendo conto che è molto comodo pontificare di etica mentre un altro muore di fame perciò ho un’infinità di dubbi sul principio dell’esclusione della possibilità di adozione da parte di una coppia gay, ma ho ancora più paura che un’apertura in questa senso possa aprire la strada a capricci di milionari, possa incrinare il concetto che una regola di normalità è indispensabile per incanalare lo sviluppo dell’uomo.
Altrimenti apriremo la strada all’eugenetica.
E la storia ci insegna che indietro non si torna.
Di sicuro non mi sfiorerebbe neppure l’idea di oppormi all’adozione di un bambino del Darfur da parte di una coppia omosessuale, anzi se ce ne fosse bisogno gli pagherei il viaggio, ma mi chiedo se una situazione contingente può sgretolare un principio.
Il Vaticano ha permesso alle suore violentate in Bosnia di abortire: secondo me ha sbagliato.
Per fortuna sono cristiano e ho la certezza che il Signore perdona gli errori commessi in buone fede.
Anche quelli commessi dai non credenti naturalmente.
Sia chiaro che non voglio convincere nessuno, vorrei solo comunicarvi il terrore, non per me bensì per le generazioni future, di una società basata sul diritto del “se mi soddisfa è lecito”.
Ricordate la mia citazione? “L’unica parola che conosce è: “Gioite”.
Questa civiltà verrebbe inevitabilmente travolta da una società ottusa, massimalista, prolifica e disposta all’ubbidienza fino alla morte che ha già un nome, civiltà che non temo perché diversa ma temo perché aggressiva.
Una piccola parentesi sui diversi, sono d’accordo che molti temono i diversi in quanto tali ma d’altronde gli ottusi sono sempre esistiti, non sarà una novità, invece molti altri, come me, temono alcuni diversi perché vogliono imporre il loro stile di vita contro il mio stile di vita, magari iniziando a censurare le opere dell’ingegno: Idomeneo docet.
Se sotto casa mia ci sono due accampamenti, uno di hippies e uno zingari, sono entrambi diversi da me ma di sicuro non temo il primo formato da gente che per guadagnarsi da vivere fa collanine mentre temo il secondo composto da gente che ruba e sfrutta i bambini (almeno nella stragrande maggioranza dei casi).
Nessuno poi sarebbe più diverso da me di un amish, ma di sicuro non potrei temerlo.
L’accusa del temere i diversi in quanto tali è molto comoda per assidersi su uno scranno giudicante, è senz’altro politicamente corretta ma, secondo me, è molto spesso ipocrita.
Scusate lo sfogo ma, come forse avrete capito non sono né saggio, né paziente, né politicamente corretto.
In famiglia dicono che sono un rompiballe, ma per fortuna lo dicono sorridendo.
Grazie dell’accoglienza e statemi bene
Roberto Bellia
Concordo con Franchini, in tutto. A.D.
Condivido in pieno l’intervento di malabrocca.
Anch’io pensavo di essere contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali ed in tal senso mi espressi,in analogo dibattito,sul forum della Rosa nel Pugno.
Mi furono opposte,con cortesia,le stesse riflessioni che fa malabrocca.Volli rifletterci un paio di giorni ,poi compresi,cambiai idea e lo dissi.
Ma,continuo a sottoscrivere,penso che, sopratutto in paese ancora condizionato pesantemente dal Vaticano,sia indispensabile la gradualità.
Si potrebbe fare un paragone con quanto ,concretamente,ottenuto dal riformismo e quanto mai risolto dal massimalismo di facciata?
Perciò,dice bene Chiara:parlarne,parlarne,ancora parlarne.
PS.Sono contento di aver,in qualche modo,indotto Brigantesca68 ad apportare il suo contributo anche su queste pagine.
Brigantesca, se per Bonetti intendi Binetti, ho già dato nell’articolo “Spacchettiamo” che trovi in archivio, e convengo con te che la signora in questione è un’altra campionessa di doppiopesismo e di acrobazie linguistiche fini a se stesse.
Malabrocca, hai ragione, spesso si fa confusione sulla natura dei diritti, ed è vero che la concessione ed il riconoscimento dei diritti civili sono la misura del grado di civiltà raggiunto da un paese, per questo continuo a scrivere di Pacs, sperando quanto meno di dare un piccolissimo contributo alla riflessione. Che, mi pare, sia come tu auspichi: pacata, civile, non irragionevole, almeno su queste pagine.
Evito di parlare della sig.ra Santanchè, perché non sta bene parlar male delle signore.
Quello che mi preme invece è il rapporto tra diritti umani e diritti civili.
Noto che di frequente si fa un poco di confusione.
I diritti umani sono diritti di tutti, belli o brutti, bambini o anziani, omo, bi sex o etero, qualunque religione o fede politica o stile di vita si pratichi.
I diritti umani sono inalienabili ed indistinguibili; universali.
I diritti civili, seguono un’ altra strada, sono regolati da leggi e da regole che sono variabili a seconda dal tipo di società che li applica.
Chi si può sposare in chiesa, è prerogativa esclusiva del clero.
Chi si può sposare in comune è regolato da leggi e/o regolamenti che possono variare a seconda da chi legifera e dal grado di civiltà di un paese.
Se si parla di diritti umani, quindi, questi sono e devono essere uguali per tutti gli uomini e le donne del pianeta.
Se si parla di diritti civili, allora bisogna anteporre alla “regolamentazione”, un serio studio del grado di emancipazione raggiunto dai soggetti che dovrebbero essere interessati.
Sia per il velo islamico, sia per i matrimoni tra omosessuali, non mi sembra che il nostro paese abbia raggiunto un livello tale di tolleranza da poter legiferare con leggerezza.
Io sono profondamente convinto che chiunque possa comportarsi come meglio crede, finche il suo comportamento non nuoccia o non limiti le libertà altrui.
Portare il velo che copre il viso è cosa che nuoce alla “mia” libertà, perché crea un senso di diffidenza e di insicurezza, essendo io abituato a guardare in faccia chi mi si avvicina ed inconsciamente giudicare dalla sua espressione se comporta o no una minaccia e quindi agire di conseguenza, chi è “mascherato” da sempre un senso di inquietudine.
Lo so, è irragionevole, sfido qualunque occidentale, a dire che non è così.
Per le coppie omosessuali è molto più complicato, io sarei restio nel veder celebrare matrimoni omosessuali e ancor più titubante nell’affidare figli adottivi ad una coppia che non sia uomo donna.
Poi mi guardo in giro e vedo migliaia di bambini che non anno famiglia, che sono racchiusi in orfanotrofi che a volte sono veri ghetti, allora mi chiedo, è meglio così per loro, o sarebbe meglio vivere e crescere in un contesto famigliare, anche se “anomalo”dove sicuramente troverebbero più amore e più attenzioni ?
La risposta è scontata, meglio la seconda, e allora ?
Questo è il nocciolo della questione, chi deve legiferare in merito ha il dovere di porsi questi problemi ed altri innumerevoli che qui non sono esposti.
Quello che conta è che non si decida sotto la spinta di estremismi avversi ma si decida secondo una seria valutazione del livello di emancipazione raggiunto dalla società civile, perché specie su questi temi così delicati, non si può dare pugni nello stomaco a nessuno.
Moderazione e gradualità, forse, sarebbero auspicabili.
cara Chiara, per amore di verità, non dimentichiamo anche la Bonetti….l’altra faccia meno glamour della stessa medaglia!
Cari amici, grazie per i vostri commenti e per gli spunti di riflessione che ci offrite. Quando ho cominciato a scrivere di Pacs, l’ho fatto con l’intento di arrivare a questo, ovvero di suscitare un confronto ed uno scambio che fossero al di fuori delle ipocrite posizioni politiche di comodo, ma che invece rendessero conto della vita vera, di persone vere che ogni giorno fanno i conti con una società che di fatto li vuole e li rende diversi. Sugli aspetti e sulla forma dei Pacs si possono certamente avere opinioni diverse, prova ne sia che ogni paese europeo – tranne il nostro che si distingue come sempre per l’endemica arretratezza – ha dato un carattere diverso ai Pacs in vigore. Ma credo sia giusto continuare a ripetere, vista la vasta offensiva disinformazionista in atto nel nostro paese, che i Pacs NON sono una minaccia alla famiglia, NON sono una minaccia al matrimonio, NON rappresentano un mezzo per affermare una ipotetica dittatura omo. I Pacs sono il riconoscimento di un diritto, quello di godere tutti degli stessi riconoscimenti e delle stesse tutele. E finchè non riusciremo a far passare questo messaggio, le troppe Santanchè con vasto appeal mediatico continueranno a far leva sull’ignoranza che, inevitabilmente, diventa paura. La paura del diverso è un segno di estrema debolezza, questa sì pericolosa. Chi ha paura di vedersi per ciò che è, è certamente più fragile di chi inevece ha un’immagine di sè molto definita. E questo vale anche per i rapporti con l’Islam.
Prima di tutto, un benvenuto a Roberto Bellia, non so se ha già preso parte qui a dibattiti, in ogni caso segnalo il suo apporto, sempre e comunque, di gran classe e profondità.
Roberto é una bella persona, libera nel suo profondo, e il suo apporto qui non puo’ che essere di arricchimento per tutti.
Cerco di non dilungarmi troppo, vorrei solo spiegare che, per il problema inerente l’adozione da parte di coppie gay, trattasi di un fenomeno che già esiste, e che quindi in qualche modo non si puo’ ignorare.
Quello che a volte resta immutato in 40.000 anni, avviene che si modifica spesso in pochissimo tempo, pensiamo solo a come é cambiata vertiginosamente la nostra vita quotidiana e pratica con le nuove tecnologie….lo stesso avviene, inevitabilemente, per i comportamenti umani.
Esistono, al di là di comportamenti sessuali ben definiti sin dalla piu’ tenera età, altri modi molto diversi di “arrivare” ad essere col tempo cosa non si era in passato, cosi accade che una felice madre e sposa scopra a 40 anni di essere lesbica e di andare a vivere con una compagna, che si fa , le se sottrrae la figlia o il figlio?
Lo stesso mi é capitato con un collega artista, sposato e padre, che a 40 anni suonati si é reso conto che non era quella la sua strada, resta comunque il padre dei suoi figli che, comunque, continuano a volergi bene pur sapendo che adesso convive con un uomo…
Insomma, il problema esiste già, inutile rimandare al domani….la cronaca, caro Roberto, ci mostra anche i soprusi di cui sono vittime figli di coppie tradizionali, di quelle benedette dal Papa insomma, e allora c’é da chiedersi se non sia il caso di valutare caso per caso piuttosto che per gruppi umani…l’episodio che citi degli studenti sulla cattedra fa parte anche del discorso di genitori incapaci, sicuramente come natura comanda, ma incapaci di offrire ai figli qualcosa di solido.
Per me, in questo caso, manca una educazione sessuale nella scuola, che spieghi cosa é lecito e cosa non lo é, cosa che limiterebbe gesti di quel tipo, sicuramente nati dall’ignoranza.
Quanto all’Islam, sono sicuro che quello radicale lo si combatte proprio facendo comprendere che nel nostro occidente i costumi evolvono, che due uomini hanno il diritto di amarsi tra loro, come due donne, e che vanno rispettati con tutele giuridiche e nella vita di tutti i giorni.
L’argomento é troppo vasto per poterlo esaurire in una mail, ma almeno proviamoci!
Ancora un caro saluto a Roberto Bellia.
Paolo.
Mi riferisco ad un articolo precedente, realtivo ai PACS, che un mio amico mi ha fatto avere.
Può darsi che non sia questa la sede giusta per inviare le mie osservzaioni e se così fosse mi scuso sin d’ora, ma non sapevo come fare avere le mie osservazioni
Saluti a tutti
Roberto
Questa è la mail con le osservazioni che ho mandato al mio amico.
Caro Paolo, grazie per esserti ricordato di me.L’articolo che mi mandi, e ne approfitto per salutare Chiara Boriosi, è senz’altro interessante e l’approvo in toto.
Io ho elaborato un pensiero mio per risolvere il problema, ho pensato ad una soluzione che, pur potendolo sembrare a prima vista, è tutt’altro che esclusivamente formale.
I PACS sono, giustamente, uno degli argomenti più attuali.
Come sempre sento esporre principalmente posizioni oltranziste da entrambe le parti.
Tutti vogliono una soluzione che non tenga conto dei sentimenti, della cultura, delle consuetudini che sono veri e propri pilastri per la vita degli altri: c’è poca disposizione al rispetto delle idee altrui, all’accettazione dei veri e propri bisogni altrui, bisogno di sicurezza, bisogno di continuità, c’è poca accondiscendenza.
Per questo, secondo me, la soluzione sta nel non porre nello stesso contenitore PACS e matrimonio, solo così si può evitare che cristallo e platino, urtandosi, facciano un disastro.
Nel nostro Codice Civile c’è la sezione relativa al Diritto di famiglia.
I PACS non c’entrano.
E’ necessario prevedere una nuova sezione riguardante il Diritto di convivenza o condivisione.
Nel diritto di famiglia entrano i figli.
Nel diritto di convivenza i minori non devono neppure essere prevedibili (e qui so che non sei d’accordo).
Il diritto di famiglia regola l’unione di due persone di sesso diverso, come da più o meno 40.000 anni avviene, includendo la possibilità di mettere al mondo dei figli.
Il diritto di convivenza regola l’unione di due persone di sesso diverso o uguale (secondo me per le coppie di sesso diverso i diritti sono già regolati dal matrimonio civile, ma sembra che sia una cosa troppo impegnativa) che responsabilmente decidono di condividere il tempo che debbono trascorrere su questa terra; non vedo perché non dovrebbero avere questo diritto né perché questo dovrebbe essere l’unico diritto non degno di una regolamentazione.
I figli, ripeto, come avviene in natura da circa 40.000 anni, hanno diritto ad avere un padre e una madre.
Non possono essere un optional più o meno di moda a seconda dei tempi in cui si vive: sono esseri umani che hanno diritto ad essere inseriti in un contesto naturale.
Nessun diritto acquisito o acquisibile da chi è in grado di decidere può prevaricare il diritto naturale di chi non è in grado di opporvisi (salvo che in caso di legittima difesa, es. aborto terapeutico).
Questo deve essere il principio base di una società civile e, forse, l’unico vincolo di una società liberale.
Credo che entro questi binari potrebbe aprirsi una discussione che porti ad una società più libera e più giusta.
La famiglia non viene toccata, è un’altra cosa.
I reciproci diritti e doveri di colui che vuol vivere con la persona che ama vengono riconosciuti, fra di loro devono avere gli stessi diritti di chiunque altro.
Sono portato a supporre che opporsi a questa logica sottintenda altri scopi da quelli dichiarati.
Tieni presente che la paura dei bacchettoni è che i PACS siano la classica palla di neve che genera una valanga.
Ma, sinceramente, tu ritieni che sbaglino?
Vuoi che ti mandi degli articoli che ti fanno vedere dove si è arrivati con l’eutanasia?
Tu e Chiara siete senz’altro in buona fede ma i vip hollywoodiani o i nostri sedicenti progressisti farebbero strame dei diritti dei bambini, li userebbero come cagnolini che quando fanno la cacca si chiama il maggiordomo.
Portare avanti un’idea vuol dire anche cercar di prevedere le possibili deviazioni e assumersene la responsabilità.
Per questo dico NON TOCCATE LA FAMIGLIA, anzi torniamo al suo significato naturale, i danni delle famiglie sui generis li vediamo tutti i giorni: ieri i compagni di scuola hanno ripreso con i cellulari due ragazzini che, durante un’assemblea di classe, facevano sesso orale sulla cattedra, lui 14 anni lei 13.
Pensi che siano cresciuti, siano stati educati in una famiglia dove c’era il rispetto gerarchico, dove c’erano delle parti ben definite, dove qualcuno spiegava ciò che è giusto e qualcun altro o lo capiva o comunque doveva ubbidire?
O pensi che siano stati educati in una famiglia da reality show, in una famiglia da commedia televisiva politically correct americana dove l’unica norma è fare ciò che piace?
William Butler Yeats ha scritto nella sua poesia Le spirali nel 1938 !!!!!!!!
Le spirali! Le spirali! Vecchio Volto di Pietra, guarda:
Non si possono più pensare le cose cui troppo a lungo si è pensato,
Ché la bellezza muore di bellezza, il merito di merito,
e le antiche fattezze si cancellano.
…………..
… Dalla caverna esce una voce,
E l’unica parola che conosce è. “Gioite!”
Il costume e l’opera s’involgariscono, s’involgarisce l’anima,
…………….
E’ la profezia realizzata di quello che Joyce definiva “l’ineluttabile modalità del visibile”.
Il fatto che un genio abbia detto una cosa non vuol dire che sia giusta perciò non mi piace fare riferimenti ai classici quando si discute un argomento ma ci sono delle frasi, dei versi che per me sono veri e propri ormeggi ai quali ancorare la mia filosofia di vita, rappresentano la sintesi di tutto ciò che io penso e credo di essere.
Cosa pensi, anzi cosa pensate della mia proposta, può sembrare formale ma, secondo me, è l’unico modo per dar vita a nuove realtà al passo coi tempi senza distruggere le fondamenta che sostengono quei valori che sono l’unica garanzia per la civiltà occidentale.
Purtroppo ho la sensazione che oggi l’idea di costruire senza fare tabula rasa del passato sia ritenuta troppo impegnativa, lo stesso Blair me ne sta dando conferma proprio in questi giorni e la cosa mi rattrista.
Le società che fuggono le responsabilità sono destinate ad essere sopraffatte.
C’è un articolo sul Foglio di oggi dove una scrittore sostiene che l’islam non è spaventato dalle armi dell’Occidente ma dalla rilassatezza dei suoi costumi. Ho paura che sia così.
Bè adesso la smetto perché penso che abbiate qualcosa di meglio da fare che leggere le farneticazioni di un brontolone logorroico.
Statemi bene
Roberto
Scusami,
ma perchè contribuire alla illusione di trasformare in oro il piombo? Rendendolo luccicante.
Credo (non piacciono le false modestie, ancor più alla mia età) che sia tu che io valiamo molto di più. Allora?
E’ una vita -tra attentati e rinuncie- che combatto per l’onestà etica.
Tu, fortifichi il tuo nemico. Il nemico della tua capacità, della tua possibilità.
Non mi sembra nè corretto, nè giusto, nè prolifico. Nè, sono certo, hai interessi nascosti.
Scusami, Chiara, non inficio il tuo scritto. Ti ammonisco “amorevolmente”, se credi.
Il Parlamento -il Parlamento dei Padri della Repubblica-è soltanto un sogno, ormai. Cantato nelle visioni allucinate dei media.
Sono dolente.
Tuo,
franchini
Le idiozie, quando stanni in Parlamento, sono pericolose, dunque invece di oscurarle è bene parlarne, per evitare che si traducano in legislazioni restrittive per tutti noi.
Mi spiace,
contesto l’articolo.
Troppo spazio concesso ad una pur bella signora, anche intellettivamente mordace, idoneo a lanciarla nell’olimpo delle intoccabili.
No! Occorre oscurare le idiozie.
Comprendo la necessità dei media. Ma, così si creano i fantasmi che poi si vogliono combattere.
Mi dispiace, Chiara, sprechi la tua intelligenza.
Tuo, sempre,
franchini
Questo articolo, cosi’ ben scritto, sembra la seconda puntata dell’altro, “desideri e diritti”…la signora Santanché non riesce a non calarsi dal suo essere, cioé dall’essere una bella donna eterosessuale. Quindi lancia in resta per difendere le altre donne umiliate dall’integralismo, ma alt per cio’ che non riguarda il suo “particolare”. Qui sta la differenza tra un grande politico e un politico di seconda mano, il primo esce o prova ad uscire dal proprio “particolare” e l’altro non lo fa. Lo stesso vale per tutti gli altri problemi, spesso se non riguardano in prima persona non sono da prendersi in conto. La signora Santanché non é omosessuale ma soprattutto non conosce assolutamente niente di quel mondo, e la sua visione del gay autoflagellante che debba vivere in “privato” la propria condizione é quanto di piu’ lontano si possa concepire dai diritti umani!
L’omosessualità, signora Santanché, non é un piccolo capriccio da tenersi nascosto, non é il segreto desiderio da conservarsi nell’alcova, é la vita intera di una persona, che solo i regimi comunisti e nazisti obbligavano a vivere come lei oggi suggerisce.
Si é omosessuali nei gusti, negli acquisti, nel tempo libero, nell’alcova, nella fantasia, nei sogni, persino al supermarket. Ci lasci sognare, signora Santanché.