Alle chiacchiere, protagoniste indiscusse della scorsa edizione e della nostra vita, se la glicemia non è ancora giunta alle stelle, facciamo seguire sulle nostre tavole il sanguinaccio: una crema di cioccolato che in passato si preparava con il sangue di maiale. La vendita di quest’ultimo è oggi proibita, ma alcune famiglie per uso proprio, in combutta con l’allevatore di turno, riescono ancora a procurarsi l’ingrediente incriminato che, sicuramente, farà storcere il muso a qualche lettore animalista.
Affiorano i ricordi di quando ero ragazzina: in occasione dell’uccisione del maiale l’intera famiglia contadina entrava in fibrillazione.
C’era una volta, un senso smarrito della comunità, un corpo intermedio immerso nell’oblio … Porco, senz’offesa, alla smorfia fa ancora quattro. Un animale che si presta ad un’utilizzazione integrale, di cui nulla si butta. Si spreme fino all’ultima goccia come il cittadino vessato non dalle tasse ma dall’inefficienza che rende esose le gabelle.
Era una vera e propria festa. Si studiavano le fasi lunari per stabilire il momento propizio e passare alla macabra azione. Una luna calante, non piena, era ciò che serviva. La carne restava a riposo un giorno. Il rito si ripeteva ogni anno, famiglia, parenti compresi, a riunione, ciascuno ricopriva un ruolo, ma noi ragazzini la festa la facevamo a Lui, al sanguinaccio. Ne mangiavamo ad iosa da star male. Confesso che continuo a star male per il doloroso rimpianto che suscita in me quell’atmosfera perduta.
Oggi i “consumatori” si rivolgono ai “privati” che preparano i salami su richiesta, oppure si compra la carne e si prepara quello che si desidera. Compreso il sangue per il sanguinaccio. Il tram tram, il non voler faticare, e, principalmente, il benessere economico, cancellano le tradizioni e le sostituiscono con il vuoto pneumatico di un consumismo fine a se stesso. Consumare per consumare, altrimenti deprimiamo il ciclo economico, il capitalismo va in crisi ed anche i proletari vanno in depressione
Variante altrettanto gustosa e credibile nella preparazione del sanguinaccio tradizionale è l’utilizzazione del latte al posto del sangue di maiale bandito per ragioni di sicurezza.
INGREDIENTI:
½ di sangue di maiale 500 g. di zucchero 75 g. di cedro candito 250 g. di latte 200 g. di cacao in polvere 30 g. di fecola 50 g. di pinoli Cannella Vaniglia
RICETTA:
E’ la versione ingentilita di un antico dolce di cioccolato e sangue di maiale che si prepara per il Carnevale, in occasione dell’uccisione del maiale. In una casseruola stemperate nel latte lo zucchero, il cacao e la fecola e aggiungete il sangue di maiale filtrandolo attraverso un colino. Mettete il recipiente su fuoco basso, girando lentamente e continuamente fino a quando il liquido non comincerà a bollire e non si sarà addensato come una crema. Fatela raffreddare mescolando ogni tanto perché la superficie non faccia la crosta. Aggiungetevi il cedro a pezzettini, i pinoli, un pizzico di vaniglia e di cannella e conservatela in frigorifero fino al momento di servire.
Tiziana Marmoro

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