
SanSiro e l’area circostante non saranno più dei milanesi ma sarà appannaggio di Fondi privati internazionali che potranno fare del monumento nazionale quel che riterranno opportuno.
Si chiude in modo inglorioso una pagina della Storia della Città.
I cantori della “belle epoque” che ha contraddistinto la Milano della seconda Repubblica ne saranno fieri. Il Comune, cioè tutti i cittadini, perdono non solo un simbolo della Città ma si privano di un bene per il quale sono stati spesi negli anni denari comunali e denari statali (la ristrutturazione del ‘90) e dovranno accettare per buona una speculazione finanziaria ed immobiliare senza precedenti.
Bobo Craxi

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