“Occorre fare di più e spendere meglio i soldi, anche utilizzando la rete”, ammoniscono i relatori.
Tutti d’accordo in sala Previato sul riposizionamento del welfare in crisi ripartendo principalmente dalla persona e i suoi problemi fisici da collocare al centro dell’assistenza sanitaria. L’idea è stata lanciata da mons. Angelo Bazzarri, presidente della Fondazione Don Gnocchi, ma è stata adottata da tutti i relatori presenti al convegno sul tema delle “politiche sociali in tempi di crisi”. L’evento è stato organizzato, venerdì 17 ottobre, da Eliana Cardella, presidente dell’Associazione solidarietà e sviluppo, un sodalizio da lei recentemente costituito con il sostegno di 155 soci iscritti e altri nuovi in arrivo. L’ex assessore comunale ai Servizi sociali di San Giuliano Milanese e medico di famiglia dell’Asl, ha fatto centro riempiendo al massimo la sala sorprendendo tutti e lasciando stupefatti i relatori che non s’aspettavano una simile affluenza. Un pubblico composto in gran parte da persone anziane, evidentemente, preoccupate per sé e per i loro famigliari non più autonomi fisicamente. Mancavano i giovani, destinatari futuri del welfare, ma di questo si parlerà in una prossima riunione. In prima fila erano seduti vari assessori comunali con altri personaggi di rilievo e, alle loro spalle, il nuovo prevosto, don Luca Violoni, l’ex sindaco Gina Greco, socia dell’associazione, Antonio Cavaliere con mezza segreteria del Pd, e alcuni consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Presente tra il pubblico il sindaco di San Donato, Andrea Checchi. Il dibattito era moderato con molta accortezza, dando spazio a tutti, dal direttore del nostro giornale, Roberto Fronzuti. Al convegno sono intervenute illustri personalità politiche, sociali e religiose, che hanno evidenziato la situazione attuale dello stato sociale e le prospettive per il futuro. “A fronte di una spesa socio-sanitaria che nel 2013 è diminuita dello 0,3% rispetto all’anno prima”, ha rimarcato Galdino Cassavia, dirigente medico dell’Asl Milano 2, sciorinando un lungo elenco di ‘nuovi bisogni’, “occorre fare di più e spendere meglio le risorse”. Il rimodellamento delle strutture organizzative, come le Rsa che hanno bisogno di servizi innovativi e mini alloggi protetti, “è di stretta necessità”, sostiene Cassavia. “Dal 2007 il Fondo nazionale delle politiche sociali è stato ridotto dell’80%, diminuendo l’assistenza”, afferma Carolina Pellegrini, consigliera di Parità per la Regione Lombardia, per la quale oggi “non ci sono più la mamma e i nonni di una volta ad accudire i propri bambini”. Non ci sono più neppure le tutele. Le Fondazioni bancarie, secondo Pellegrini, si sono sostituite al welfare pubblico incentivando l’occupazione femminile, oggi al 50% della forza lavoro. “C’è la crisi? Non ci credo, la questione è solo politica e culturale”, ha incalzato mons. Bazzarri citando ad esempio Don Gnocchi, fulcro di “carità e giustizia”, senza le quali non c’è speranza. “Serve fantasia per creare il nuovo welfare”, ha aggiunto, proponendo la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica al servizio dei servizi sociali. Più ottimista, invece, Franco Mirabelli, capogruppo del Pd al Senato, componente della Commissione ambiente e politiche europee, annunciando l’arrivo di un miliardo di euro dalla Legge di stabilità del governo Renzi “da destinare alle famiglie in gravi difficoltà economiche”. Ma subito dopo ammette: “Il mondo è cambiato e si fatica a vivere. Lo Stato non assume più dipendenti a tempo indeterminato”, confessa il senatore democratico, riconoscendo “i problemi drammatici dei giovani che senza un posto di lavoro non possono costruirsi un futuro”. “L’allungamento della vita incide sulle famiglie?”, ha chiesto Fronzuti al sen. Enrico Pianetta, membro del comitato di Presidenza di Forza Italia e vicepresidente Seniores del partito in Lombardia, altro pezzo forte della serata. “L’unico modo di vivere a lungo è quello di… invecchiare- ha ironizzato il senatore azzurro. -L’Italia, grazie all’alimentazione, è tra i paesi più longevi al mondo e nel 2025 l’8% della popolazione supererà gli 80 anni. All’inizio del ‘900 si arrivava sì e no a 50 anni. Ma c’è poco da stare tranquilli – ammonisce l’esponente azzurro – se il governo Renzi minaccia un taglio di 4 miliardi di euro alle Regioni, penalizzando principalmente la sanità”. Grande importanza, secondo Pianetta, hanno la ‘sussidiarietà e la solidarietà’ per un Terzo settore da promuovere ancora di più. Interessante l’opinione di Tino Fumagalli, sindacalista della Fnp-Cisl di Milano, per il quale “non mancano i soldi, e comunque i pochi esistenti sono spesi male, ma una riforma sanitaria adeguata. In Lombardia – dice il rappresentante cislino – servono ospedali ad hoc attrezzati per gli interventi urgenti, soprattutto nei casi improvvisi di un ictus o di un infarto, e con visite mediche a tutte le ore, anche utilizzando la rete”. Ma i Comuni cosa pensano e come se la passano? “Servono nuove regole”, dichiara Paolo Branca, sindaco di Carpiano, uno dei più attivi nei servizi alla persona. Sotto speciale osservazione sono le aziende le quali, per Branca, “dovrebbero favorire maggiormente le lavoratrici in ansia per i propri bambini da portare all’asilo nido dove gli orari d’apertura e chiusura non coincidono con il loro lavoro”. A Carpiano, in strada, c’è il Piedibus, una corsia preferenziale per i bambini che vanno a scuola senza l’uso dell’auto dei genitori. “è salutare per i bambini e serve a snellire il traffico”, assicura il sindaco.

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