• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Salvini sorpassa a destra la Meloni

Manca quasi un anno al voto per le europee. Ma più si avvicina il match europeo del giugno 2024 più Salvini scivola a destra. Anzi, verso l’estrema destra. Nelle elezioni per l’Europarlamento del 2019 la Lega fece boom: divenne il primo partito italiano con il 34,3% dei voti. Matteo Salvini guardava dall’alto Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia era in coda alla classifica con il 6,4%. Quello strepitoso successo del segretario della Lega si è però capovolto nelle elezioni politiche del 2022: Matteo Salvini è sprofondato all’8,9% dei consensi e la presidente di Fratelli d’Italia è schizzata al 26%, il triplo dei voti del “Capitano”.

di Rodolfo Ruocco | 7 Luglio 2023
La premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini (fonte Governo.it)

Manca quasi un anno al voto per le europee. Ma più si avvicina il match europeo del giugno 2024 più Salvini scivola a destra. Anzi, verso l’estrema destra. Nelle elezioni per l’Europarlamento del 2019 la Lega fece boom: divenne il primo partito italiano con il 34,3% dei voti. Matteo Salvini guardava dall’alto Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia era in coda alla classifica con il 6,4%.
Quello strepitoso successo del segretario della Lega si è però capovolto nelle elezioni politiche del 2022: Matteo Salvini è sprofondato all’8,9% dei consensi e la presidente di Fratelli d’Italia è schizzata al 26%, il triplo dei voti del “Capitano”. Così la Meloni è diventata presidente del Consiglio e Salvini si è dovuto accontentare di essere il suo vice a Palazzo Chigi, sia pure con la carica di ministro delle Infrastrutture.
Non solo. Giorgia Meloni continua a dominare nei sondaggi elettorali mentre Salvini staziona sempre attorno al 9%. Il vento di destra paga. Così il segretario della Lega ha usato e usa toni più decisi della Meloni sui temi cari al populismo e al sovranismo di destra: linea dura sui migranti, sulla sicurezza, sul Mes (il fondo salva Stati della Ue), verso la commissione europea.
Mentre la Meloni tiene buoni rapporti, ricambiata, con Ursula von der Leyen, tedesca, esponente del Ppe invece Salvini propone a tutto il destra-centro italiano un’alleanza al fianco dell’estrema destra dell’Unione europea. Prima di tutto vuole una intesa con Marine Le Pen, francese, presidente del Rassemblement National («Si comporta come la Lega in Italia») e con tutti gli altri partiti dell’estrema destra compresa Alternative fur Deutschland, una formazione con venature neonaziste («Hanno rinnovato vertici e personale politico»).
Un secco no è arrivato subito da Antonio Tajani, plenipotenziario di Forza Italia dopo la morte di Silvio Berlusconi. Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri intende mantenere l’alleanza con il Ppe: «Per noi è impossibile fare qualsiasi accordo con Alternative fur Deutschland e con il partito della signora Le Pen».
Salvini prende atto del no ma non demorde, punta a sottrarre voti alle Meloni. Parla in un videocollegamento con Marine Le Pen e commenta: sulle alleanze elettorali in Europa «decideranno gli italiani quando andranno a votare». La presidente di Fratelli d’Italia per ora tace, ma sono note le sue buone relazioni con la presidente della commissione europea, che potrebbe ottenere un bis alle prossime elezioni cambiando la sua maggioranza (popolari, socialisti, progressisti) se la destra ottenesse una buona affermazione al voto per le europee. Nel caso di una sconfitta delle sinistre il Ppe potrebbe fare maggioranza con il Partito dei conservatori e riformisti europei (in sigla Ecr). Giorgia Meloni, presidente sia di Ecr e sia di Fratelli d’Italia, potrebbe dare il via libera a una maggioranza di centro-destra senza Salvini rieleggendo Ursula von der Leyen presidente della commissione europea.
La divaricazione rischierebbe serie conseguenze sulla tenuta del governo di destra-centro italiano. L’esecutivo guidato dalla Meloni potrebbe cadere, già adesso le fibrillazioni interne sono forti (il caso della ministra Santanchè e del sottosegretario Sgarbi fanno testo). Probabilmente il segretario della Lega si è accorto dei pericoli. Annuncia: si augura che il governo «duri cinque anni».

Rodolfo Ruocco

(Da “Avanti online”)

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, commissione, commissione europea, elezioni, elezioni politiche, europa, governo, italia, lega, meloni, palazzo chigi, presidente del consiglio, presidente della commissione europea, silvio berlusconi, socialisti, usa

Info Rodolfo Ruocco

Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti