
(fonte Wikimedia Commons)
“Siamo costretti a prendere atto che non ci sono più le condizioni per una nostra partecipazione ai lavori del Comitato» per l’individuazione dei Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni”. Con queste parole, seguite dalle firme di due ex presidenti della Corte costituzionale come Giuliano Amato e Franco Gallo, dell’ex presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno e dell’ex ministro della Funzione pubblica Franco Bassanini i firmatari della lettera annunciano le proprie dimissioni dal Comitato tecnico aprendo una crepa pesante nell’impianto dell’autonomia differenziata del Governo Meloni e affidato al ministro Calderoli.
Giuliano Amato
A soli tre mesi dalla sua istituzione il Comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni deve fare i conti con le dimissioni in blocco di quattro componenti. Sono nomi pesanti. E pesanti sono le motivazioni che li hanno indotti a lasciare l’incarico. Nella lettera indirizzata a Calderoli e a Sabino Cassese elencano le loro motivazioni. Al centro, c’è la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep): un passaggio, affermano che richiede “una valutazione complessiva dei Lep che il Paese è effettivamente in grado di finanziare, valutazione che non può essere fatta materia per materia, perché ci si troverebbe alla fine nella condizione di non potere finanziare i Lep necessari ad assicurare l’esercizio dei diritti civili e sociali nelle materie lasciate per ultime”. Tale valutazione, sottolineano i quattro costituzionalisti, “spetta al Parlamento” e “il ricorso al criterio della spesa storica peraltro non risolve il problema, perché la spesa storica riflette le disuguaglianze territoriali nel godimento dei diritti fondamentali”.
Maraio: “Dimissioni certificano che riforma è errore”
“La riforma sull’autonomia differenziata è stata nei fatti bocciata dal Comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni voluto dallo stesso ministro Calderoli. La lettera di dimissioni dei presidenti Giuliano Amato, Franco Bassanini, Franco Gallo e Alessandro Pajno certifica tutti i limiti che ha il DDL Calderoli promosso dal governo Meloni. Le nostre preoccupazioni trovano conferma nella lettera: mancato finanziamento di tutte le prestazioni essenziali, il continuo utilizzo del criterio della spesa storica ma, in particolare, il richiamo per il ritorno della proposta nei limiti costituzionali. E’ evidente che il Governo sta procedendo verso una riforma fatta male e che danneggerà il Paese. Andrebbe immediatamente ritirata.” Così in una nota il Segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio.
(Da “Avanti online”)


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