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Salvini e i mercanti del tempio

di Angelo Giubileo | 3 Giugno 2019

Un’analisi corretta del voto europeo deve tenere conto sia dell’ottica del voto in chiave europeista sia dell’ottica del voto in chiave nazionalista, e questo perché – sia detto espressamente – sono i capi di stato e di governo dei paesi membri, mediante i 28 rappresentanti della Commissione, a determinare in concreto le scelte della politica comunitaria.

All’esito del voto, che ha rappresentato un esaltante successo, per sé e il partito peraltro più longevo presente oggi in Italia, Salvini ha dichiarato ed evidenziato innanzitutto che: “C’è un mio omonimo che vinse le Europee con il 40% e poi perse il contatto con la realtà. Quindi, piedi per terra”.

La spiegazione dell’accaduto è in questa brevissima ma oltremodo significativa frase. Mentre la sinistra, e in genere possiamo anche dire il Pd continua a proporre e fare esercizi dialettici che collidono aspramente con la realtà quotidiana, Salvini e le altre forze cosiddette sovraniste continuano a conquistare territori ed elettori, fino al punto che quasi non desti sorpresa il fatto che al nord poco meno di un elettore su due (40,86%) abbia votato per la Lega, nel centro sia stato un elettore su tre (33,45%), nel sud all’incirca un elettore su quattro (23,46%) e così nelle isole (22,42%).

Ritengo che siano incorse soprattutto due ragioni che abbiano reso compatibili entrambi gli scenari, nazionale/i ed europeo, e abbiano quindi spinto gli elettori, in Italia, a compiere la scelta nazionalista ed europea di Salvini (e della Lega): il contrasto sia alle politiche d’immigrazione che alle politiche di compatibilità di bilancio.

In Italia, queste scelte sono state operate in netto contrasto con le politiche viceversa del Pd; che, anche dopo l’esito di questo voto, sembra ancora sostenere la necessità di rispettare i vincoli europei di bilancio e una politica d’immigrazione che dentro e fuori il paese riduca quello che Prodi ha definito “fossato sociale tra la parte più ricca e quella più povera del paese”. Strategia che, viceversa, non ha fatto altro che alimentare la contesa tra quelle che di fatto sono diventate le parti più povere del paese, e cioè quella che Prodi definisce “la parte più povera” degli italiani e la parte più povera degli immigrati.

Con la formazione del nuovo Parlamento europeo, rispetto al passato si renderà necessario un allargamento della maggioranza di governo che è stata del PPE e del PSOE, probabilmente sia ai liberali dell’ALDE che ai VERDI, se s’intende davvero proseguire e consolidare il percorso dell’Europa comunitaria.

E allora, in una maniera che potrebbe sembrare paradossale, l’ingresso dei VERDI in maggioranza favorirà le istanze di Salvini e del fronte europeo sovranista, che conta su circa 150 parlamentari di diverse importanti nazioni quali, oltre l’Italia, Gran Bretagna, Francia e i paesi dell’est riuniti nel patto di Visegrad. Infatti, i VERDI, che hanno riportato uno storico e ampio successo in Germania, sono contrari alla politica europea finora adottata dei rigidi vincoli di bilancio e soprattutto di questo vorranno discutere nel nuovo Parlamento e con i rappresentati della nuova Commissione.

In ogni caso, il risultato finale del voto è che i mercanti del tempio” di Bruxelles saranno ora costretti a rivedere la strategia operata finora, ma i cui segnali d’indebolimento erano però visibili e presenti già da qualche tempo, e cioè almeno dall’arrivo al potere negli USA di Donald Trump e dei nuovi mercanti statunitensi, contrari all’avanzamento della Cina e in qualche modo per così dire scettici, a torto o a ragione secondo i diversi fatti (e non le diverse opinioni), circa l’avanzamento dell’Europa.

Parafrasando Humprey Bogart nel celebre film “L’ultima minaccia” di Richard Brooks, potremmo dire: E’ il mercato bellezza! Ma, non diremmo abbastanza. Perché i fatti rivelano che occorre piuttosto dire: E’ la realtà bellezza!

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Metamorfosi, Primo pianoTag: bruxelles, cina, commissione, dichiarato, francia, germania, governo, gran bretagna, italia, lega, Liberali, mercato, parlamento, pd, politica europea, prodi, usa

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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