• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Salvatore Riina: il Mostro di “Cosa Nostra” (e Vostra)

Si dice che uno non conosce davvero un paese finché non è stato nelle sue carceri. Un paese non dovrebbe essere giudicato da come tratta i suoi cittadini più in alto, ma quelli più in basso.
(Nelson Mandela, dai pensieri di “Angelo SenzaDio” di Carmelo Musumeci)

di Carmelo Musumeci | 19 Giugno 2017

In questi giorni si è parlato molto della (improbabile) scarcerazione, per motivi di salute, di Salvatore Riina e la maggioranza politica e popolare del nostro Paese si è scandalizzata. Ma la Storia è piena di maggioranze che hanno sbagliato. A mio parere, essere in molti non significa di per sé che si abbia ragione.

Ciò che ho letto in proposito mi ha fatto amaramente riflettere: “Riina deve restare in carcere perché dentro viene curato meglio.” Io preferirei essere curato male ma ricevere conforto, una carezza e assistenza dai  familiari.

“Riina deve rimanere in carcere perché è ancora il capo di Cosa Nostra. Forse molti non sanno che nella malavita (come in politica) fermato un capo c’è già un altro in attesa, che prende subito il suo posto.

“Riina non si è mai pentito”. Quando mi hanno arrestato, tanti e tanti anni fa, alcune persone mi dicevano: “Se ti penti esci dal carcere, rivedi la tua famiglia, riprendi a vivere e vieni stipendiato. Se sei bravo e se dici di sapere molto e lo dici un poco alla volta, il tuo stipendio aumenterà, viaggerai, conoscerai città nuove e nuove nazioni. Se chi accusi è innocente, è sfortunato e spacciato, se è colpevole è solo spacciato.” Un grande illuminato, quasi due secoli fa, scriveva che era motivo di vergogna per uno Stato chiedere aiuto, per scoprire dei delitti, a chi li aveva commessi. Chi riesce a vedere nei pentiti e nei collaboratori di oggi il pentimento dell’Innominato del Manzoni? Pentimento che fuoriesce dalla tristezza e dall’abiura morale? Il pentimento che nasce da un sofferto esame interiore? L’urlo della coscienza? Il graffio del rimorso? L’umiltà del peccatore? Tracce di riscatto morale? La testa in giù per il mal prodotto? Dov’è tutto ciò nei pentiti di oggi?

“Riina non ha mai preso coscienza del male che ha fatto.” Credo che sia molto difficile che questo avvenga da solo, ad una persona murata viva in una cella, sottoposto al regime di tortura del 41 bis. In fondo la rieducazione del condannato, sancita dall’art.27 della nostra Costituzione, andrebbe garantita, almeno come tentativo, a tutti, anche ai più “cattivi e colpevoli per sempre”.

Dopo tanti anni di carcere l’ergastolano diventa ancor più mostro, senza più ricordi e senza più passato. Il pensiero che un giorno potrebbe uscire, ma che forse non potrebbe mai uscire, non dà pace, né di giorno né di notte. E non c’è tortura più dolorosa dell’incertezza sulla propria sorte. Il dubbio sul proprio destino procura più dolore di qualsiasi altro male. Il carcere duro, in questo strano Paese, viene usato solo come luogo dove si invecchia e si muore. E l’ergastolo senza scampo trasforma la giustizia in vendetta e violenza, perché la morte ti ruba solo la vita ma la pena perpetua ti ruba l’amore, la speranza, il futuro.  Ti ammazza lasciandoti vivo.

Spesso i criminali uccidono senza odio, lo Stato invece uccide pian pianino, un po’ tutti i giorni, con odio e vendetta, e lo fa, dice, per fare giustizia.  Una speranza, o una morte dignitosa, andrebbe data a tutti, anche ai mostri, almeno perché questi non creino culturalmente altri mostri.

L’ergastolo e il carcere duro non sono dei deterrenti, anzi producono e aggiungono altro male e non spaventano neppure i terroristi, perché costoro la morte se la danno da soli.

È vero, il mostro Riina non ha avuto pietà e umanità per le sue vittime, ma questo credo non sia una buona ragione perché lo Stato faccia altrettanto.

Io credo che le vittime innocenti prodotte da Riina si rivolterebbero nella tomba se la Giustizia lo lasciasse andare all’inferno senza aver fatto nulla per tentare di farlo pentire interiormente.

Penso che il carcere debba servire a fermare il male, ma subito dopo deve fare il bene della persona, per farle uscire il senso di colpa dei crimini commessi, perchè questo è il dolore più grande ed è quello che fa più paura, anche ai mostri. Solo così la giustizia potrà funzionare.

 

Da alcuni mesi esco al mattino e rientro in carcere alla sera, svolgendo, come volontario,  servizio di sostegno scolastico e in attività socio-ricreative a bambini e adulti  portatori di handicap. Ho iniziato a sentirmi colpevole e a rendermi conto del male fatto solo adesso che la società ha smesso di considerarmi cattivo e colpevole per sempre. E se questo è successo a me, potrebbe capitare anche ad altri mostri.

https://www.pressenza.com/it/2017/06/salvatore-riina-mostro-cosa-nostra-vostra/

 

Carmelo Musumeci

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, cella, costituzione, futuro, pentiti, persone, regime, riscatto, sostegno, speranza

Info Carmelo Musumeci

Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania. Condannato all’ergastolo, si trova ora nel carcere di Padova. Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo”.. Nel Maggio 2011 si è laureato all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica in Diritto Penitenziario, con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità”, con relatore il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale, e Stefano Anastasia, ricercatore di Filosofia e Sociologia del Diritto e Presidente onorario dell’Associazione Antigone per la difesa dei diritti dei detenuti. Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da allora anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Promuove da anni una campagna contro il fine pena mai, per l’abolizione dell’ergastolo. I suoi scritti si possono trovare su www.carmelomusumeci.com e su www.urladalsilenzio.wordpress.com. Chi volesse scrivergli può farlo attraverso amici volontari, che tengono per lui questo indirizzo email: zannablumusumeci@libero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti