• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Sala scende al 41%: il sindaco perde consenso, ma a mancare è soprattutto l’opposizione

La nuova ricerca coordinata dal sociologo della Statale Paolo Natale consegna a Milano una fotografia nitida, quasi impietosa, dello stato di salute politica della città. Il gradimento del sindaco Beppe Sala scivola al 41%, sette punti in meno in un anno e ventiquattro in meno rispetto al 2019, quando a promuoverlo erano due milanesi su tre. Una caduta costante, che però racconta solo metà della storia. Perché il paradosso è che, mentre cala la fiducia nel sindaco, resta altissima la soddisfazione per la città e per i quartieri: l’87% dei residenti dà un voto positivo alla propria zona, un dato addirittura in crescita rispetto al 2024. Un risultato che attraversa tutti i confini della città: il centro storico arriva al 93%, le aree intorno a Isola-Garibaldi-Repubblica sfiorano il 99%, e persino nelle periferie Nord — tradizionalmente più critiche — si resta all’81%.

di Luca Rampazzo | 5 Dicembre 2025
GIUSEPPE BEPPE SALA SINDACO DI MILANO

La nuova ricerca coordinata dal sociologo della Statale Paolo Natale consegna a Milano una fotografia nitida, quasi impietosa, dello stato di salute politica della città. Il gradimento del sindaco Beppe Sala scivola al 41%, sette punti in meno in un anno e ventiquattro in meno rispetto al 2019, quando a promuoverlo erano due milanesi su tre. Una caduta costante, che però racconta solo metà della storia.

Perché il paradosso è che, mentre cala la fiducia nel sindaco, resta altissima la soddisfazione per la città e per i quartieri: l’87% dei residenti dà un voto positivo alla propria zona, un dato addirittura in crescita rispetto al 2024. Un risultato che attraversa tutti i confini della città: il centro storico arriva al 93%, le aree intorno a Isola-Garibaldi-Repubblica sfiorano il 99%, e persino nelle periferie Nord — tradizionalmente più critiche — si resta all’81%.

Città promossa, sindaco bocciato: un paradosso apparente

Nonostante questa visione complessivamente positiva sulla qualità della vita, i milanesi sono sempre più severi su alcuni nodi cruciali: manutenzione stradale (41%), sicurezza in calo nella periferia Sud, percezione peggiorata dell’integrazione degli stranieri, caro-casa che viene vissuto come una minaccia all’identità della città.

Tutto elementi che, inevitabilmente, si riflettono su Sala. Ma l’indagine di Natale aggiunge un dettaglio decisivo, troppo spesso ignorato: le bocciature più dure arrivano da chi non vota.

La gente che si lamenta di Sala semplicemente non vota

È questo il punto chiave della ricerca: gli astensionisti sono i più critici, con un gradimento che scende al 27%. Al contrario, tra chi vota — a sinistra o a destra non importa — Sala risale al 54%.

Significa che il malcontento più profondo non è rappresentato politicamente. Non vota, non partecipa, non si riconosce in alcun partito. È un pezzo largo di città, «il ventre molle», lo definisce Natale: cittadini apatici, disillusi, che ritengono Milano «peggioratissima» ma non trovano nessuno per cui valga la pena tornare alle urne.

E tra questi astensionisti ce n’è una fetta enorme che — numeri alla mano — non vota perché non trova un candidato credibile del centrodestra. Dai tempi di Albertini, lo dicono tutti i dati, non c’è stato un nome capace di parlare a quella metà di città che vorrebbe cambiare ma non ha lo strumento per farlo.

Se il centrodestra trova un candidato decente, i sondaggi saltano

Questo è forse l’insegnamento politico più evidente: la partita a Milano non è affatto chiusa. La crisi di consenso di Sala non è la crescita della sinistra: è vuoto, abbandono, assenza di alternative.

In altre parole:
se il centrodestra pesca un candidato anche solo “appena decente”, l’intero quadro politico salta.

Lo dimostrano due dati:

  • Il 59% dà un giudizio negativo al sindaco.
  • Il bacino degli scontenti coincide con quello di chi non vota.

Un candidato credibile potrebbe rimettere in moto proprio quell’area. Una parte di Milano aspetta solo un nome per tornare alle urne. E la sinistra lo sa: per questo la tranquillità apparente del centrosinistra è molto più fragile di quanto sembri.

È ora di chiedere responsabilità ai partiti: serve un nome vero

Il punto è questo: non esiste un candidato civico “puro” capace di mobilitare gli elettori. Non esiste perché, se davvero esterno ai partiti, non avrebbe le reti, non avrebbe l’organizzazione, e soprattutto non avrebbe le motivazioni per convincere gli astenuti.

Il mito del “civico che salva tutto” è una scorciatoia narrativa buona per le conferenze stampa, non per vincere a Milano.

È il momento — se il centrodestra vuole davvero competere — di un atto politico serio:

  • sacrificare qualche poltrona romana;
  • accettare anche nomi non del proprio partito;
  • trovare un profilo forte, riconosciuto, spendibile.

Milano non si conquista con candidati di seconda schiera o con scelte di equilibrio tra correnti. Serve un nome vero. Uno che parli alla città e non solo alle segreterie.

Il voto è appaltato ai tifosi: la politica è morta, resta solo la curva

La ricerca di Natale lo dice chiaramente: il voto oggi è degli ultras della politica, di chi ha già deciso a prescindere. Tutti gli altri, la maggioranza silenziosa, si è ritirata su un altro campo.

La politica tradizionale non li intercetta, i partiti non li cercano, le proposte non arrivano. Così Milano rischia di diventare una città governata dai “fedelissimi”, non dai cittadini. Una minoranza che decide per tutti.

E questo è un problema enorme per la democrazia urbana.

Sala scende, Milano guarda altrove

Il calo del sindaco è reale, evidente, strutturale. Ma non significa che a Milano stia crescendo un’alternativa progressista o che il centrosinistra sia più forte. Significa, semplicemente, che la città si sta allontanando dalla politica.

E che, oggi più che mai, **la vittoria non sarà di chi convince di più, ma di chi riuscirà a portare i propri a votare.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti