Fa specie che nessuna delle nostre donne impegnate in politica che, nei giorni scorsi, si sono scontrate su questioni pregnanti e pressanti come “chi porta i tacchi a spillo fa carriera e chi no resta al palo” non abbiano ancora trovato il tempo di far sentire la loro voce in difesa di Carla Bruni e Isabelle Adjani definite prostitute dal governo irakeno e dal suo leader Ahmadinejad solo perché hanno preso, insieme a migliaia di altre donne e uomini (prostitute/i anche loro?) le difese di Sakineh una delle molte donne condannate alla lapidazione.
Anche i giornalisti che nei giorni scorsi si sono stracciate le vesti perchè nessuno interveniva in difesa della signora Tulliani, oggi tacciono. Eppure la signora Bruni, come moglie di Sarkozy, rappresenta la Francia, oltre ad essere una donna libera di manifestare le sue idee come la Adjani, brava e apprezzata attrice, come le donne e gli uomini che, davanti alla barbarie della lapidazione, fanno sentire la loro protesta
Tutto nella norma? Non ci pare proprio, speriamo che si tratti solo di una distrazione di fine agosto, ma purtroppo ci crediamo poco.
Maria Rita Monaco

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