Qualcuno lo ha già bollato come il partito dei delusi o dei trombati. Ma fermarsi ad una battuta astiosa sarebbe semplicistico e fuorviante su quello che sta realmente succedendo nella politica italiana. Terminato lo scossone avvenuto dopo la formazione del governo giallo verde, ora in molti si stanno riorganizzando, avendo come primo obiettivo le elezioni europee del prossimo anno. La maretta e le convulsioni dentro il PD non sono finite. Molti che non condividono la svolta a sinistra dei democratici , pensano di abbandonare il partito . Bisognerà attendere la Leopolda di ottobre . Anche se non tutto è riferibile all’ area renziana. Mentre Sala e Zingaretti stringono un ‘ alleanza di stampo istituzionale con una strizzata d’occhio alla gauche, altri stanno mettendo le basi per una nuova formazione politica con una forte caratterizzazione liberale e una propensione europeista. La Bonino osserva con attenzione. E i vecchi centristi ? Dispersi in vari rivoli. Con Formigoni indaffarato nelle questioni giudiziarie è l ‘ex ministro Lupi a cercare di mettere insieme le poche truppe. Poi vi è il dilemma di Forza Italia ormai risucchiata dalla Lega . Non sarà Berlusconi capolista alle europee a risolvere i problemi ed anche tra gli azzurri si pensa ad un nuovo soggetto politico. C’è anche spazio per un romanticismo socialista che si palesa in un documento programmatico della novella coppia Bobo Craxi e Enrico Rossi governatore toscano Mentre il governo giallo verde procede a tentoni ,anche i vecchi poteri pensano a tornare in campo. Le praterie elettorali sono vaste ed incolte. Il frullato oggi è ancora insapore , ma in autunno un nuovo partito s’avanzerà sventolando bandiere, ora senza colore.
Roberto Caputo

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