“Tanto Montecitorio come palazzo Chigi sono concordi nel riferire
che il colloquio si è concluso con espressioni affettuose di
rinnovata stima e apprezzamento reciproco fra Prodi e Bertinotti”.
Con questa nota, grondante la tipica ipocrisia delle Istituzioni che vogliono chiudere un caso, il presidente del consiglio Prodi ed il presidente della Camera Bertinotti hanno posto termine ad un serrato e puntiglioso scambio di dichiarazioni e puntualizzazioni sui rapporti tra esecutivo e legislativo.
A Prodi non mancava altro che polemizzare con il presidente della Camera per dimostrare le attuali difficoltà. E Bertinotti, a sottolineare che ormai l’asse con il premier si è frantumato, è stato impietoso:
“Sarebbe bene che il presidente del Consiglio riflettesse sul fatto che il dibattito parlamentare e’ il sale della democrazia” gli ha risposto, dopo che si era lamentato per il fatto che in questa legislatura sono
state approvate poche leggi per una interpretazione
“eccessivamente estensiva dei regolamenti parlamentari”.
Quello che a noi era apparso evidente subito dopo il voto, sta producendo i suoi nefasti effetti sulla situazione italiana. La maggioranza risicata al Senato non consente a Prodi se non di tirare a campare danneggiando il Paese per il rinvio continuo delle scelte.
Prodi aveva fatto affidamento sulla tradizione trasformista del nostro parlamento. Ma la sua previsione non si è avverata e ci ha rimesso la faccia. Tirare a campare non è propriamente da statisti
ROTTO L’ASSE PRODI-BERTINOTTI
A Prodi non mancava altro che polemizzare con il presidente della Camera per dimostrare le attuali difficoltà. E Bertinotti, a sottolineare che ormai l’asse con il premier si è frantumato, è stato impietoso.

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