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Roma-Perugia in treno: 135 Km di viaggio infinito…

Dopo diversi anni mi sono dovuto recare a Perugia per presentare, l’altro ieri sera, il mio ultimo libro. La prima cosa che ho fatto è stata quella di cercare un treno da Roma visto che la distanza da percorrere è di soli 135 Km e non volevo usare l’auto. Quando sono andato sul sito delle Ferrovie sono rimasto basito! Infatti, prima del prezzo, ho scoperto che il tragitto viene percorso in tre ore (Sic!). Dividendo i 135 Km per 3 ore fa una media di appena 45 Km orari e con una tariffa media di circa 16 euro. All’inizio pensavo di sognare invece no, era tutto vero e reale. Assurdo, ma tristemente ed amaramente vero.

di Raffaele Romano | 20 Settembre 2025

Dopo diversi anni mi sono dovuto recare a Perugia per presentare, l’altro ieri sera, il mio ultimo libro.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di cercare un treno da Roma visto che la distanza da percorrere è di soli 135 Km e non volevo usare l’auto. Quando sono andato sul sito delle Ferrovie sono rimasto basito! Infatti, prima del prezzo, ho scoperto che il tragitto viene percorso in tre ore (Sic!). Dividendo i 135 Km per 3 ore fa una media di appena 45 Km orari e con una tariffa media di circa 16 euro.

All’inizio pensavo di sognare invece no, era tutto vero e reale. Assurdo, ma tristemente ed amaramente vero.

A quel punto ho cercato un’alternativa con i pullman della Flixbus sempre da Roma per Perugia, risultato allo stesso livello delle ferrovie italiane tempo di percorrenza 2 ore e mezza mediamente e prezzo intorno ai 23 euro. Anche col bus un costo alto ed un tempo enorme. A quel punto ho dovuto ripiegare sulla mia auto. Anche qui le cose non sono andate bene perché nel tratto autostradale fra Roma nord ed Orte la A1 è in condizioni negative e costa anche parecchio. Sia all’andata che al ritorno da Orte fino a Perugia e viceversa ho trovato un’infinità di lavori in corso di ogni genere con molte riduzioni di carreggiata che aumentano i tempi di percorrenza ed il rischio di incidenti. Altro aspetto molto negativo la segnaletica verticale che induce ad errori e probabili multe. Primo aspetto: i cartelli verticali che indicano i limiti di velocità sono molteplici e il guidatore viene sollecitato in modo estroverso e per niente funzionale; infatti, i limiti di velocità cambiano in continuazione mentre vai a 90 improvvisamente sullo stesso tratto la velocità imposta scende a 70 e anche a 40 in un frenetico e continuo alternarsi. Improvvisamente non si sa più quale sia la velocità che puoi tenere quando si intravedono alcuni segnali sbiaditi in un grigio semi invisibile che ti dice che è terminato il limite di 90 Kmh senza indicarti nessun nuovo limite. E poi ripiglia il tourbillon 40, 70 e 90.  

Mi appello ai tre senatori eletti in Umbria 2 di centrodestra ed uno di centrosinistra e agli altri eletti alla Camera affinchè si impegnino, al di là degli schieramenti di appartenenza, affinchè un piano dei trasporti adeguati al 21° secolo riagganci Perugia e l’intera Umbria all’Italia tutta.

Non è pensabile che per percorrere via ferroviaria Milano a Napoli con l’alta velocità si impieghi poco più del tempo per collegare Roma a Perugia.

Tutto ciò svilisce ma, soprattutto, esclude la bella terra umbra da ipotesi di crescita e sviluppo.

Lasciare, per un po’ di tempo, le liti da comari che sempre più spesso li impegnano in televisione e nelle piazze e cercare di pensare a costruire qualcosa di utile, concreto e fortemente necessario per la terra che dovrebbero rappresentare in tutte le sedi istituzionali.

Una maggiore concretezza permetterebbe di iniziare, forse, un recupero di cittadini che vanno a votare essendo, ormai, giunti ad una percentuale bassissima di elettori. Infatti alle ultime elezioni politiche del 2022 c’è andato appena un elettore su due.

Raffaele Romano

Pubblicato in : EditorialeTag: ferrovie italiano, Flixbus, lazio, perugia, Regioni, roma, umbria, Umbria 2, vecchie linee ferroviarie

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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