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A Roma per l’Europa tutto ok tutto ok

L’Europa che non c’è. Festeggiare sotto scorte armate, ancorchè necessarie, fino ai denti e blindature totali non è certo il massimo dell’emozione.

di Carla Ceretelli | 27 Marzo 2017

Insomma signori miei abbiamo ascoltato, più o meno, dissertazioni di Francesco, del Matta del Conte della piccola fiammiferaia. Tutte di una noia mortale. Triti e ritriti i concetti senza un barlume di pragmatica visione di europeismo reale e consistente.

O siamo noi diventati eccessivamente esigenti e pretestuosi.

 

Europa ideata e partorita da grandi padri fondatori  che nel crescere è tralignata e nella maturità sempre di più.

Europa delle opportunità non dei vincoli, come sostiene fra gli altri  il nostro  Silvio nazionale. Sì, come dovrebbe essere ma  non è.

Europa  più giovane di me ma sembra decrepita.

Qualcuno ha compreso davvero che cosa significa essere europeisti o anti eu?

 

“Per un’Europa libera e unita”, disse Spinelli dopo aver letto opere di tanti teorici del federalismo dando vita al Manifesto di Ventotene, uno dei primi documenti in cui si sostiene una Costituzione europea.  Appassionato difensore dell’integrazione sovranazionale e critico su  alcune delle posizioni politiche del Partito comunista. La  disillusione  e le capacità critiche acquisite durante i suoi studi lo portarono  infatti ad abbandonare i comunisti e a sposare la causa federalista che avrebbe contribuito a contrastare la forza distruttiva del nazionalismo.

 

NELLE SPIRE DI URLAVENTO – IL CONFINO DI VENTOTENE NEGLI ANNI DELL’AGONIA DEL FASCISMO di Giorgio Braccialarghe.

Un piacevole  incontro casuale che mi ha emozionato e  mi ha fatto ricordare  la recensione di questo lavoro  negli anni della mia gioventù,  durante la  collaborazione  con il  Club degli Autori, piccola casa editrice degli anni 70. Uno dei miei lavoretti durante l’università. Senza voucher e senza contributi.

 

In realtà questa Europa, quella di oggi,   non piace a nessuno e tutti sanno che cosa c’è che non va. Ma è chiaro da tempo.

Se è quella della finanza e della burocrazia  siamo antieu,  se è quella  della pace e la collaborazione liberata da  una burocrazia vessatoria e con regole uguali per tutti, siamo filoeu.

Ho raccolto alcuni commenti  sparsi.  Semplici semplici.

“Il mio concetto di Europa è che ogni paese possa scegliersi la misura delle banane o delle cozze  e,  se vuole dettare delle regole economiche a livello comunitario, deve farsi carico del debito comunitario e non dividere gli utili e lasciare i debiti sulle spalle dei singoli”.

“Deve armonizzare le scelte di politica internazionale e di alleanze”.

“Ma purtroppo i grandi ideali e i sentimenti di umanità vengono dimenticati quando si parla del portafoglio. Nelle piccole cose come nelle grandi. E’ questo culto del denaro che sta rovinando l’Europa e l’Occidente”.

“Occorre fare gli Stati uniti d’Europa federali solidali forti  dove ognuno amministra il suo Stato, ma la moneta Euro unica dove nessuno Stato deve vendere la moneta Euro a Stati fuori dalla Federazione, come fa attualmente la Germania, con un  unico Corpo di Polizia ed unico Esercito uniformi uguali per tutti e difesa dell’ambiente e della unica Frontiera”.

“Ciò che dovrebbe fare l’Unione Europea, anziché stancamente e vanamente celebrarsi, è fermarsi a riflettere  fare una sana autocritica e  un profondo esame di coscienza. Una maggiore integrazione politica in senso cosiddetto federale significa, al di là di una fumosa riforma delle istituzioni europee, condividere il debito: per quale motivo i Paesi nordici devono diventare il lombardo-veneto dell’Europa federale”

 

Ma si diceva di Roma. Della celebrazione  con un migliaio di persone nel corteo. La  gente, impaurita, non è venuta   o se n’è andata. Anche Francesco ha preferito evitare, con ulteriori spese. Non è dato sapere se a spese del Vaticano.

E la città ha sfollato i cittadini. Non è accaduto nulla è vero. Tutto sotto controllo con un ottimo coordinamento delle forze dell’ordine. Grazie a Minniti e collaboratori.

Non per essere sempre scontenti, ma quanto ci è costato tutto ciò. E non soltanto in termini economici.

Festeggiare sotto scorte armate,  ancorchè necessarie, fino ai  denti e blindature totali non è certo il massimo dell’emozione.

 

E della Virgin abbiamo notizie dopo la vacanza ristoratrice sulle nevi? Non pervenuta.

Ah si ci giunge ora una new del virginpensiero .

“L’Europa o è dei cittadini o non è Europa. Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti. Un’Unione soltanto economica non può durare“

Ohibò.

 

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anni 70, autocritica, autori, corteo, costituzione, euro, europa, fascismo, federalismo, germania, integrazione, istituzioni europee, la germania, lavoro, persone, polizia, roma, stati uniti

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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