Insomma signori miei abbiamo ascoltato, più o meno, dissertazioni di Francesco, del Matta del Conte della piccola fiammiferaia. Tutte di una noia mortale. Triti e ritriti i concetti senza un barlume di pragmatica visione di europeismo reale e consistente.
O siamo noi diventati eccessivamente esigenti e pretestuosi.
Europa ideata e partorita da grandi padri fondatori che nel crescere è tralignata e nella maturità sempre di più.
Europa delle opportunità non dei vincoli, come sostiene fra gli altri il nostro Silvio nazionale. Sì, come dovrebbe essere ma non è.
Europa più giovane di me ma sembra decrepita.
Qualcuno ha compreso davvero che cosa significa essere europeisti o anti eu?
“Per un’Europa libera e unita”, disse Spinelli dopo aver letto opere di tanti teorici del federalismo dando vita al Manifesto di Ventotene, uno dei primi documenti in cui si sostiene una Costituzione europea. Appassionato difensore dell’integrazione sovranazionale e critico su alcune delle posizioni politiche del Partito comunista. La disillusione e le capacità critiche acquisite durante i suoi studi lo portarono infatti ad abbandonare i comunisti e a sposare la causa federalista che avrebbe contribuito a contrastare la forza distruttiva del nazionalismo.
NELLE SPIRE DI URLAVENTO – IL CONFINO DI VENTOTENE NEGLI ANNI DELL’AGONIA DEL FASCISMO di Giorgio Braccialarghe.
Un piacevole incontro casuale che mi ha emozionato e mi ha fatto ricordare la recensione di questo lavoro negli anni della mia gioventù, durante la collaborazione con il Club degli Autori, piccola casa editrice degli anni 70. Uno dei miei lavoretti durante l’università. Senza voucher e senza contributi.
In realtà questa Europa, quella di oggi, non piace a nessuno e tutti sanno che cosa c’è che non va. Ma è chiaro da tempo.
Se è quella della finanza e della burocrazia siamo antieu, se è quella della pace e la collaborazione liberata da una burocrazia vessatoria e con regole uguali per tutti, siamo filoeu.
Ho raccolto alcuni commenti sparsi. Semplici semplici.
“Il mio concetto di Europa è che ogni paese possa scegliersi la misura delle banane o delle cozze e, se vuole dettare delle regole economiche a livello comunitario, deve farsi carico del debito comunitario e non dividere gli utili e lasciare i debiti sulle spalle dei singoli”.
“Deve armonizzare le scelte di politica internazionale e di alleanze”.
“Ma purtroppo i grandi ideali e i sentimenti di umanità vengono dimenticati quando si parla del portafoglio. Nelle piccole cose come nelle grandi. E’ questo culto del denaro che sta rovinando l’Europa e l’Occidente”.
“Occorre fare gli Stati uniti d’Europa federali solidali forti dove ognuno amministra il suo Stato, ma la moneta Euro unica dove nessuno Stato deve vendere la moneta Euro a Stati fuori dalla Federazione, come fa attualmente la Germania, con un unico Corpo di Polizia ed unico Esercito uniformi uguali per tutti e difesa dell’ambiente e della unica Frontiera”.
“Ciò che dovrebbe fare l’Unione Europea, anziché stancamente e vanamente celebrarsi, è fermarsi a riflettere fare una sana autocritica e un profondo esame di coscienza. Una maggiore integrazione politica in senso cosiddetto federale significa, al di là di una fumosa riforma delle istituzioni europee, condividere il debito: per quale motivo i Paesi nordici devono diventare il lombardo-veneto dell’Europa federale”
Ma si diceva di Roma. Della celebrazione con un migliaio di persone nel corteo. La gente, impaurita, non è venuta o se n’è andata. Anche Francesco ha preferito evitare, con ulteriori spese. Non è dato sapere se a spese del Vaticano.
E la città ha sfollato i cittadini. Non è accaduto nulla è vero. Tutto sotto controllo con un ottimo coordinamento delle forze dell’ordine. Grazie a Minniti e collaboratori.
Non per essere sempre scontenti, ma quanto ci è costato tutto ciò. E non soltanto in termini economici.
Festeggiare sotto scorte armate, ancorchè necessarie, fino ai denti e blindature totali non è certo il massimo dell’emozione.
E della Virgin abbiamo notizie dopo la vacanza ristoratrice sulle nevi? Non pervenuta.
Ah si ci giunge ora una new del virginpensiero .
“L’Europa o è dei cittadini o non è Europa. Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti. Un’Unione soltanto economica non può durare“
Ohibò.
Carla Ceretelli

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