Le avventure di “Alice nel Paese delle
Meraviglie” è un romanzo, scritto dal matematico e scrittore inglese
Charles Lutwidge Dodgson (noto con lo pseudonimo Lewis Carroll) nel 1865, che
ha avuto successo e numerose trasposizioni cinematografiche e televisive.
Il romanzo narra di una ragazza, di nome Alice,
che cade in una tana di coniglio e si ritrova in un mondo fantastico popolato
da strane creature antropomorfe che hanno, cioè, caratteristiche umane.
Il romanzo di Alice è un genere letterario fatto
di paradossi, di assurdità e di nonsensi.
Ci è venuto in mente questo mondo di nonsensi,
perché la sindaca di Roma, Virginia Raggi, come Alice, deve essere caduta nella
buca sotterranea dei leporidi, infatti, non riesce a capacitarsi come mai i
gestori di impianti di rifiuti, in diverse regioni d’Italia, non accettano la
mondezza romana, sicchè la Capitale d’Italia è sommersa dal pattume.
“Tutto ciò è inaccettabile”, dichiara
indignata la Raggi.
La sindaca deve vivere nel mondo fantastico di
Alice, perché non riesce a capire il diniego a ricevere i rifiuti prodotti
nella città che governa.
Sono più di 3 anni che la Raggi è stata eletta e
in questi anni il problema rifiuti non è stato risolto: non ha indetto una gara
europea per la gestione integrale dei rifiuti, non vuole i termovalorizatori e
discariche, ma pretende di usare quelli di altre Regioni e Stati europei.
Insomma, per la sindaca Raggi il motto è: i
rifiuti li produciamo noi, ma ve li prendete voi.
E’ un mondo fantastico quello di Virginia/Alice
dove il nonsenso regna sovrano e la realtà si concretizza in cumuli di
“monnezza” accatastati nelle strade romane.
Primo
Mastrantoni, segretario Aduc
Roma Capitale. I rifiuti, la Raggi e Alice nel Paese delle Meraviglie
Per la sindaca Raggi il motto è: i rifiuti li produciamo noi, ma ve li prendete voi.

Lascia un commento