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Roma è una bomba sociale

Anzichè intervenire con sollecitudine, parola inconsueta per i nostri governanti, qualche eccezione a parte, aspettiamo la rivolta anche nelle altre città.

di Carla Ceretelli | 4 Settembre 2017

La tv tanto abietta e aborrita da  alcuni, ancor più dei giornali  cartacei che tanto amati non sono,  mostra la realtà, talvolta  decontestualizzata se si vuole, ma reale.

Dunque  urge intervenire drasticamente ma non con cure palliative. I pannicelli caldi danno un po’ di sollievo ma non curano e risolvono la patologia.

Il termine  fascismo è la panacea di tutti i mali. Ce l’hanno sulla bocca, sulla punta della lingua, quando non sanno più che pesci pigliare e,  se qualcuno esce un attimo dal coro, lo mettono a tacere. E tirano fuori le etichette all’uopo. Fascista razzista xenofobo islamofobo e, per non farsi mancare nulla,  omofobo.  Anche se  non c’azzecca.

Ora  anche Crozzaminniti esorbita dal palco, non possiamo lasciare il fascismo ai fascist!i

Infatti stanno emulando molto bene, specie con la censura. Almeno si accordino sui concetti di base cribbio.

L’Orlando poco furioso ma piuttosto molle sostiene che non esiste alcun  rischio per la tenuta democratica, ma che   raccontare l’emergenza favorisce i fascismi. Ecco questo plurale rafforza il concetto. Che francamente è piuttosto debole e stantio di per sè.

In contemporanea o quasi  l’interno svela che ha temuto per la democrazia di fronte agli sbarchi e ai 25 natanti in rotta per le nostre coste. Un ministro degli Interni non rientra frettolosamente in patria durante un viaggio diplomatico in USA, se non teme un disastro in patria. Ma ora  è bene che faccia seguire alle parole fatti concreti e plurimi perché più passano i giorni e più si incarogniscono tutti, ospitati e ospitanti.

Parenzo, per suo conto emette,  con voce chioccia e sgraziata,  l’unica che ha, un pensiero profondo.  Mentre osserva la telecamera con i suoi occhioni spipati.

“Se metto i migranti a scampia non faccio un favore a nessuno dei due, nè residenti nè migranti”

Ah ecco,  perchè  se li mette nei quartieri alti, fra persone civili e benestanti ritiene, forse,  che poggio e buca faccia piano.

 

Intanto  si assiste a scontri e scontrini non emessi, raid contro centro migranti, signora malmenata per difendere il figlio,  poi risultata una mitomane, mentre l’eritreo ferito con coltello  da cucina,  si difende. Ovvio. Ma chi ha iniziato l’uso dell’arma bianca sui nostri lidi? Arma impropria alla portata di tutti in ogni momento, se non ce l’hanno addosso, come il ventenne congolese dello stupro di Rimini che, si dice,  potrebbe non essere stato tale. Comunque brutta aria tira.

E poi l’autista aggredito a Parma   un altro supro a Rimini, ma solo tentato, cinque stupri in cinque giorni. Tanto da chiedersi se si sono dati appuntamento oppure  se le donne non denunciavano, o se nessuno ne parlava.  Insomma non si vive  senza paura ormai.

I negazionisti  sostengono che solo  uno stupratore su quattro è straniero. Dimenticando di  evidenziare e sottolineare  le dovute proporzioni.

I pannicelli caldi danno un po’ di sollievo ma non curano e risolvono la patologia.

Nel frattempo c’è da superare il problema della frantumazione della sinistra.  Ora ci sarebbe da auspicare, per loro, un forte impegno  su temi di fondo riformisti o su priorità concrete.  Ma no, il collante sarà quello arcaico ma a pronta presa del fascismo risorgente e del razzismo: sempre avanti con la testa girata indietro. Guardare pervicacemente al passato, poco al presente pochissimo al futuro. Ma Fassino sta con Minniti e si adegua inneggiando a un’accoglienza più  ordinata di quella  del fascistoide leghista.

L’ossimoro più perverso e paradossale  che circola in questi giorni è che aumentano gli occupati ma anche   il tasso di disoccupazione.

La bella notizia  è invece la diminuzione  gli inattivi, cioè c’è più gente che cerca lavoro ma non lo trova se non , fortunosamente, precario, a tempo  determinato e malpagato o  sottopagato.

 

Ormai pare esistano due destre e due sinistre. Una destra nostalgica e una sinistra utopica che si scontrano e gridano all’inciucio quando capita che una sinistra aperta al sociale, ma nel rispetto dell’ordine e della proprietà privata, fa scelte di buon senso  che trovano  d’accordo anche una destra che da sempre  ama l’ordine e rispetta la proprietà privata, mentre  capisce che tutti devono avere un tetto sulla testa e mettere insieme il pranzo con la cena.

Persone di buona volontà, a destra e a sinistra, al centro, in alto, in basso e in ogni dove.

Basterebbe davvero tanto poco per diventare un paese normale.

Ma per antonomasia l’Italia è il paese degli eccessi e non riesce a mettere d’accordo gli italiani, nati da guelfi e da ghibellini.

 

“A quanto pareva, vi erano state anche manifestazioni di ringraziamento al Grande Fratello per aver aumentato la razione settimanale di cioccolato, portandola a venti grammi. Ma se appena ieri, pensò Winston, avevano annunciato che la razione di cioccolato doveva essere abbassata a venti grammi! Possibile che potessero mandar giù una balla simile a distanza di sole ventiquattr’ore? Sì, era possibile”.

(G. Orwell, 1984)

 

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: buon senso, censura, democrazia, emergenza, fascismo, figlio, futuro, giornali, italia, lavoro, notizia, persone, razzismo, rimini, roma, scontri, tasso di disoccupazione, usa

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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