La tv tanto abietta e aborrita da alcuni, ancor più dei giornali cartacei che tanto amati non sono, mostra la realtà, talvolta decontestualizzata se si vuole, ma reale.
Dunque urge intervenire drasticamente ma non con cure palliative. I pannicelli caldi danno un po’ di sollievo ma non curano e risolvono la patologia.
Il termine fascismo è la panacea di tutti i mali. Ce l’hanno sulla bocca, sulla punta della lingua, quando non sanno più che pesci pigliare e, se qualcuno esce un attimo dal coro, lo mettono a tacere. E tirano fuori le etichette all’uopo. Fascista razzista xenofobo islamofobo e, per non farsi mancare nulla, omofobo. Anche se non c’azzecca.
Ora anche Crozzaminniti esorbita dal palco, non possiamo lasciare il fascismo ai fascist!i
Infatti stanno emulando molto bene, specie con la censura. Almeno si accordino sui concetti di base cribbio.
L’Orlando poco furioso ma piuttosto molle sostiene che non esiste alcun rischio per la tenuta democratica, ma che raccontare l’emergenza favorisce i fascismi. Ecco questo plurale rafforza il concetto. Che francamente è piuttosto debole e stantio di per sè.
In contemporanea o quasi l’interno svela che ha temuto per la democrazia di fronte agli sbarchi e ai 25 natanti in rotta per le nostre coste. Un ministro degli Interni non rientra frettolosamente in patria durante un viaggio diplomatico in USA, se non teme un disastro in patria. Ma ora è bene che faccia seguire alle parole fatti concreti e plurimi perché più passano i giorni e più si incarogniscono tutti, ospitati e ospitanti.
Parenzo, per suo conto emette, con voce chioccia e sgraziata, l’unica che ha, un pensiero profondo. Mentre osserva la telecamera con i suoi occhioni spipati.
“Se metto i migranti a scampia non faccio un favore a nessuno dei due, nè residenti nè migranti”
Ah ecco, perchè se li mette nei quartieri alti, fra persone civili e benestanti ritiene, forse, che poggio e buca faccia piano.
Intanto si assiste a scontri e scontrini non emessi, raid contro centro migranti, signora malmenata per difendere il figlio, poi risultata una mitomane, mentre l’eritreo ferito con coltello da cucina, si difende. Ovvio. Ma chi ha iniziato l’uso dell’arma bianca sui nostri lidi? Arma impropria alla portata di tutti in ogni momento, se non ce l’hanno addosso, come il ventenne congolese dello stupro di Rimini che, si dice, potrebbe non essere stato tale. Comunque brutta aria tira.
E poi l’autista aggredito a Parma un altro supro a Rimini, ma solo tentato, cinque stupri in cinque giorni. Tanto da chiedersi se si sono dati appuntamento oppure se le donne non denunciavano, o se nessuno ne parlava. Insomma non si vive senza paura ormai.
I negazionisti sostengono che solo uno stupratore su quattro è straniero. Dimenticando di evidenziare e sottolineare le dovute proporzioni.
I pannicelli caldi danno un po’ di sollievo ma non curano e risolvono la patologia.
Nel frattempo c’è da superare il problema della frantumazione della sinistra. Ora ci sarebbe da auspicare, per loro, un forte impegno su temi di fondo riformisti o su priorità concrete. Ma no, il collante sarà quello arcaico ma a pronta presa del fascismo risorgente e del razzismo: sempre avanti con la testa girata indietro. Guardare pervicacemente al passato, poco al presente pochissimo al futuro. Ma Fassino sta con Minniti e si adegua inneggiando a un’accoglienza più ordinata di quella del fascistoide leghista.
L’ossimoro più perverso e paradossale che circola in questi giorni è che aumentano gli occupati ma anche il tasso di disoccupazione.
La bella notizia è invece la diminuzione gli inattivi, cioè c’è più gente che cerca lavoro ma non lo trova se non , fortunosamente, precario, a tempo determinato e malpagato o sottopagato.
Ormai pare esistano due destre e due sinistre. Una destra nostalgica e una sinistra utopica che si scontrano e gridano all’inciucio quando capita che una sinistra aperta al sociale, ma nel rispetto dell’ordine e della proprietà privata, fa scelte di buon senso che trovano d’accordo anche una destra che da sempre ama l’ordine e rispetta la proprietà privata, mentre capisce che tutti devono avere un tetto sulla testa e mettere insieme il pranzo con la cena.
Persone di buona volontà, a destra e a sinistra, al centro, in alto, in basso e in ogni dove.
Basterebbe davvero tanto poco per diventare un paese normale.
Ma per antonomasia l’Italia è il paese degli eccessi e non riesce a mettere d’accordo gli italiani, nati da guelfi e da ghibellini.
“A quanto pareva, vi erano state anche manifestazioni di ringraziamento al Grande Fratello per aver aumentato la razione settimanale di cioccolato, portandola a venti grammi. Ma se appena ieri, pensò Winston, avevano annunciato che la razione di cioccolato doveva essere abbassata a venti grammi! Possibile che potessero mandar giù una balla simile a distanza di sole ventiquattr’ore? Sì, era possibile”.
(G. Orwell, 1984)
Carla Ceretelli

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