
Ieri, Wall Street ha chiuso in rosso, dopo un avvio positivo, con l’S&P 500 in calo dello 0.63%, il Nasdaq dello 0.47% e il Dow Jones in calo dello 0.65%, in un contesto contrastato nel quale le tensioni geopolitiche, politiche e macro (dazi, shutdown) hanno fatto da contraltare all’ottimismo l’ottimismo sugli utili aziendali e sul settore dell’intelligenza artificiale. Nel frattempo Trump ha parlato con Putin, descrivendo poi la sua conversazione con il presidente russo Putin come “lunga”, aggiungendo incertezza. I principali titoli tecnologici e dell’intelligenza artificiale hanno mostrato andamenti contrastanti: Apple ha perso lo 0,9%, Meta dello 0,5%, Tesla di oltre l’1%, mentre Nvidia è salita dello 0,8%, Amazon dello 0,2% e Alphabet dello 0,9%
VALUTE.
Sui cambi è evidente che c’e’ qualcosa che bolle in pentola. Il Franco svizzero è fortissimo e schiaccia le valute concorrenti mentre il dollaro perde quota contro euro, sterlina, Jpy e solo parzialmente su Aud, Nzd e Cad. Si sente parlare di grande reset finanziario, parlando di dollaro digitale, stablecoin e debito Usa che verrebbe svalutato attraverso un sistema che lo distribuirebbe a livello globale per lasciarlo svalutare, un qualcosa di ancora lontano ma che trapela, alimentando il risk off. EurUsd sopra 1.1700 con target sopra 1.1780 e 1.1820 cos’ come il dollaro cede sulla sterlina con obiettivi possibili a 1.3520 mentre il UsdJpy scende sotto quota 150.00. p Poco mosse le oceaniche con i cross EurAud ed EurNzd alle stelle, in pieno risk off. La tensione emerge specie sui cross contro franco , quasi tutti su minimi storici.
ORO, QUASI 100 DOLLARI AL GIORNO.
Stanotte, sui mercati asiatici, l’oro è salito a circa 4.380 dollari l’oncia, nuovo record storico e sulla buona strada per un impressionante rialzo settimanale. Nelle ultime nove settimane il Gold ha guadagnato oltre i mille dollari, pari a circa 50 dollari al giorno, e nelle ultime quattro sedute quasi 380 dollari, pari a quasi 100 dollari al giorno. Gli investitori sono in chiara ricerca di sicurezza in un contesto di accresciute incertezze economiche. I prezzi sono stati trainati dalle rinnovate tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e dalle preoccupazioni per l’attuale blocco del governo statunitense. Gli ultimi sviluppi commerciali hanno visto la Cina accusare gli Stati Uniti di aver fomentato il “panico” per i suoi controlli sui minerali delle terre rare, mentre i funzionari statunitensi hanno avvertito che tali misure minacciano le catene di approvvigionamento globali. Il gold, inoltre, è stato ulteriormente sostenuto dalle aspettative di tagli dei tassi statunitensi, dopo che le recenti dichiarazioni del presidente della Fed Powell hanno evidenziato segnali di un indebolimento del mercato del lavoro, portando gli investitori a scontare quasi completamente un taglio di 25 punti base questo mese, con un altro probabile a dicembre. L’oro ha ora registrato un’impennata di oltre il 60% dall’inizio dell’anno, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali, dagli afflussi di ETF e dalla forte domanda di asset sicuri.
PETROLIO, ANCORA UN CALO !
Venerdì, i future sul greggio WTI si sono attestati intorno al minimo degli ultimi cinque mesi a 57 dollari al barile, in calo per la terza settimana consecutiva, il più lungo da marzo, con gli investitori concentrati sulle prospettive di offerta in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Russia. Il Presidente Trump ha annunciato l’intenzione di incontrare il Presidente russo Putin nelle prossime settimane per discutere di una possibile risoluzione della guerra in Ucraina, alimentando le speculazioni secondo cui esiti positivi potrebbero allentare le restrizioni alla produzione di petrolio russo, contribuendo potenzialmente al surplus globale. Ad aumentare la pressione ribassista sono stati i segnali contrastanti sugli acquisti di greggio russo da parte dell’India. Le raffinerie indiane hanno dichiarato di voler ridurre, anziché interrompere, le importazioni, Nel frattempo, l’EIA statunitense ha riferito che le aziende energetiche hanno aggiunto 3,5 milioni di barili di greggio allo stoccaggio la scorsa settimana, sollevando preoccupazioni per la debolezza dei consumi e incidendo ulteriormente sulle prospettive della domanda nel contesto delle continue tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Saverio Berlinzani

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