
La seconda cosa da fare è aggiornare e definire temporalmente il programma di governo, nella direzione di almeno quattro interventi: uso del patrimonio pubblico (da quotare in Borsa con il concorso obbligatorio del patrimonio privato) al fine di ridurre il debito sotto il 100% del pil, di finanziare un grande piano di investimenti pubblici e di tagliare le tasse su imprese e lavoro; risanamento della sanità pubblica, togliendone la competenza alle regioni e riaccentrandola nelle mani dello Stato; snellimento dell’inefficiente e iper-costoso apparato istituzionale e burocratico, e in particolare quello del decentramento (sette regioni con compiti solo amministrativi e non politici, no province, no comuni sotto i 5 mila abitanti, no enti inutili come comunità montane o enti di bacino); riforma della giustizia civile e penale. Troppo ambizioso? Sì, ma qui entra in gioco la terza e ultima cosa che bisogna fare subito: definire il ruolo della prossima legislatura, che per essere utile deve rappresentare il primo atto della Terza Repubblica. Obiettivo che non può essere lasciato alla mercé dell’indeterminatezza che regna nella politica italiana, resa ancor più acuta dal travaglio europeo. Personalmente, non è un mistero, vedo il protrarsi della necessità di riforme strutturali che possono essere fatte solo in un clima di coesione politica, e dunque attraverso un organico governo di unità nazionale. Allora si prepari il terreno, e per meglio dissodarlo si predisponga un ambizioso programma che riguardi sia il fine legislatura che i cinque anni successivi. Senza tutto questo, sarà un’Italia allo sbando quella che affronterà una stagione che, secondo Nouriel Roubini, sarà contrassegnata da una “tempesta perfetta” per i mercati globali, preceduta dall’uscita di alcuni paesi (Grecia e Portogallo, ma anche Spagna?) dall’area euro. Altro che aggrapparsi alla (infondata) convinzione che il peggio sia passato.

Caro Direttore, sono in leggero disaccordo con lei sul fatto della volontà degli USA di distruggere l’Europa. Sono stato per 30 anni dipendente e dirigente di una multinazionale americana, della silicon valley. Ho girato il mondo per il 40% del mio tempo per lavoro.
Gli stati uniti hanno un sistema monetario dagli inglesi considerato una truffa, ma loro e solo loro possono tenerlo vivo: Hanno materie prime a josa e stampano danaro come vogliono. Lei sa benissimo che in un simile sistema, le tasse sono bassissime ed il danaro pubblico c’è perche si stampa a volontà. Essendo il paese più importante del mondo, almeno per ora, chi può avere paura non sono loro ma i loro creditori che hanno tutto l’interesse a tenerlo in vita.
L’Europa, povera in tutto, ha esacerbato e peggiorato molto il loro sistema monetario, rendendolo ingiusto e soprattutto di parte.
In tutto il mondo del lavoro, sono stato accolto come un sottosviluppato, ma quando ho dimostrato le mie esperienze, mi sono fatto amici sinceri e collaborativi.
Quando si parlò di Europa, si lamentavano con noi poichè volevamo più di loro, la “povera” europa voleva vivere agiatamente senza lavorare, e questo non lo accettavano.
Da noi, prima dell’entrata nell’Euro, negli anni fine 60, sinistra e cattocomunisti hanno “abolito il lavoro”, alzando stipendi e privilegi, e facendo aumentare considerevolmente il costo della vita. Complici i sindacati, si è voluto spartire una torta prime di farla, anzi distruggendo il suo inizio.
L’Italia, specie dai paesi nordici, è sempre stato considerato come il paese più ignorante e meno sociale del mondo. Negli anni 70 mi arrabbiavo, adesso lo dice anche la nostra TV di stato.
Adesso siamo con l’acqua alla gola e non sappiamo come tornare indietro. Se fossi giovane, come molti dei miei colleghi, andrei in USA ma ad 80 anni con una famiglia è difficile.
Nel suo giornale si parla sempre di possibile unione di laici, socialisti e liberali. Come fa un paese ad avere un governo laico quando il 93 percento degli italiani si dichiara credente cristiano ?
Anticipo la sua risposta: Gran parte sono falsi cristiani ! E’ vero, questo è il problema. La Chiesa, quella vera, andrebbe d’accordo con Socialisti e Liberali: Il fascismo era un Nazional Socialismo e d’accordo con la Chiesa ha fatto grandi cose, Dio ci ha fatto liberi, ma pochi di noi hanno “libero arbitrio”.
Massimo Cacciari, uomo di sinistra, che conobbi in una conferenza religiosa, a Torino, disse: La mondializzazione è un disastro universale e la crisi rende a qualcuno perciò ci sarà sempre perchè frutta a qualcuno !
Sono parole anche di Jaques Attalì, l’ex consigliere di Mitterand; l’unica speranza che abbiamo, dicono tutti e due, sarebbe quella che i Cristiani tornassero a fare quello che Cristo ci ha comandato; non pretendendo quello che non siamo capaci di creare, ma amandoci gli uni gli altri ed aiutandoci a vicenda !
Sono poche parole scritte per l’unico giornale che considero sincero e veritiero, molti vostri articoli sono sul mio profilo Facebook.
Sono anche io contro la chiesa di oggi, ma si potrebbe tentare di riportarla a quella che per secoli ha guidato il mondo.
Sergio Centroni
Gli Stati Uniti d’Europa sono esattamente ciò che gli States perseguono almeno dalla guerra ispano-americana, per distruggere il vecchio continente e farne una fossa comune mercantile, uristica e atlantica. Spero che ciò non avvenga mai, costi quel che costi. Quanto al rimpasto di governo lo vedrei come la fase due del golpe strisciante inaugurato da Napolitano, perché non ci si libererebbe più di un Monti politicizzato. Giusto poi abbassarre il sipario sugli enti territoriali inutili, ma le centinaia di migliaia di famiglie che ci vivono grazie al parassitismo di padre o madre, e spesso di entrambi, chi le mentiene? Infine che la prossima legislatura debba fondare la terza repubblica, mi sembra velleità a ruota libera, visto che ancora non si capisce bene se la prima sia viva o morta. Le cinque repubbliche francesi furono tutte distinte da gravi traumi storici, guerre, guerre civili, sconfitte e vittorie. Ma in Italia? Le repubbliche si snocciolano al cambiare della legge elettorale, o per qualche timida riforma costituzionale? Siamo nella pochade, l’eterna pochade italiana. Infine Giuliano Ferrara. Un tempo gli davo credito, poi ho visto che dietro la sua saggezza mediana fatta di pause e allusioni ironiche che dovrebbero assicurarci su una vasta comprensione dell’argomento, sta la logica gesuitica del verchio arnese del PCI, esperto nel teatrino generazionale delle passioni politiche dove si dice tutto e il contrario di tutto, pur di dirlo bene per barare bene. Vedo un solo problema oggi, salvare la politica dalle passioni politiche, urlate o serene che siano.