• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Riforme necessarie ma mancano i riformisti

Il Terzo Polo si perde nella psicanalisi e i vincitori interni delle primarie interne Pd sono ancora ipnotizzati dalle votazioni decisive degli esterni pro Schlein. Altri riformisti in giro non si vedono

di Beppe Facchetti | 29 Maggio 2023

Dalla fine del ciclo berlusconiano (2011, governo Monti) all’inizio (2022), forse, di un ciclo meloniano, c’è un cambio di parametro della politica italiana che tocca il tema delle riforme. Oggi più che mai necessarie, anzi obbligatorie per il Pnrr. Ma sembrano paralizzati i riformisti che dovrebbero sostenerle.

Le date chiave sono il 2016, con la bocciatura referendaria, e il 2018, l’anno del trionfo grillino.

Con il referendum che non ha convalidato modifiche costituzionali drastiche (alcune essenziali, altre populiste, come la fantasiosa riforma del Senato) si è bloccata la stagione riformista (Letta, Renzi, Gentiloni) con un colpo di coda finale (Draghi) apprezzato a parole ma alla fine caduto sotto i colpi persino di Forza Italia.

In realtà, già dal 2018, era emersa, per volontà elettorale, la scelta di abbandonare un metodo (riforme + aggancio tenace all’Europa), ma di “provare” un modello alternativo. Il riformismo non scalda i cuori e gli elettori hanno scelto per due volte il pacco sorpresa completo. E abbiamo avuto così prima il modello Casaleggio e poi quello old style della tradizione di destra italiana.

Entrambi di contenuto, intendiamoci, persino quello utopico del sognatore grillino. Non facciamoci fuorviare dalla sua applicazione folcloristica, contraddittoria, persino volgare. Casaleggio aveva in mente la  decrescita felice, con al centro il reddito di cittadinanza. Niente  Europa, G7, geopolitica, cioè le cose rese poi inesorabili da pandemia e guerra. Meglio una comunità di figli dei fiori, che si accontentano di poco, con redditi piatti e quindi beatamente egualitaria, un ambiente presuntivamente rispettato dal negato sviluppo industriale e tecnologico. Gli elettori  magari hanno visto 730 euro e non tutto il resto, e infatti il sogno di Casaleggio era già sfiorito prima della sua morte, e non poteva essere un comico milionario a proseguirlo.

Il fallimento ha avuto almeno il pregio di essere molto rapido e il finale farsesco del Di Maio diplomatico mediorientale, del Bonafede lottizzato dalla Meloni, della corsa alle poltrone e della fine dell’”honestà-honestà” è oggi melanconicamente rappresentata solo dall’enfasi tardo progressista di Giuseppe Conte.

Ma anche Giorgia Meloni ha proposto un modello e ha vinto con quello le elezioni. Il fai da te di destra non è quello di un sognatore. È concreto e solido, del resto da sempre, fin dai tempi di Tambroni, quando Giorgia non era ancora nata. Uno stato forte, centralista, ministeriale, il divieto di chiamare Paese la Nazione, patriottismo, sovranismo e alleanze (ben poco convenienti) con altri sovranisti.

C’è, è vero, da tenere conto del modellino pseudo federalista dell’alleato leghista  inquieto perché perdente e infatti sarà forse la conciliazione impossibile tra l’autonomia differenziata e il nazionalismo che diventerà prima o poi la prova vera di maggioranza.

Ma per il momento va bene così, e se il modello vincente del 2022 scontenta qualcuno quando Giorgia fa l’europeista  zelante fin quasi alla piaggeria, pazienza. I seguaci vengono tacitati con una  lottizzazione senza remore e poi c’è sempre qualche polemica sul fascismo che distrae chi guarda la tv la sera.

È chiaro che il modello Meloni non farà la fine di quello patetico dei grillini, e la premier fa davvero di tutto per essere ben accetta e apprezzata nei circoli internazionali che contano. È filo Nato da sempre, perché Nato significava anche anticomunismo. Qualche volta le scappa la frizione ma basta non andar più ai congressi di Vox e usare abilmente le indubbie capacità politiche per conquistarsi visibilmente un ruolo di affidabilità.  Utile all’Italia, per ora. Ma non quando tenterà il rovesciamento della maggioranza europea.

Il problema sono le riforme, per tornare al punto, e questa modesta classe dirigente, eccezion fatta forse per Fitto, vecchia volpe Dc, sta per perdere la prossima rata di finanziamenti europei.

Ma per le riforme occorrono appunto i riformisti. Il Terzo Polo si perde nella psicanalisi e i vincitori interni delle primarie interne Pd sono ancora ipnotizzati dalle votazioni decisive degli esterni pro Schlein. Altri riformisti in giro non si vedono.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : Apertura, EditorialeTag: 2011, classe dirigente, draghi, elezioni, euro, europa, fallimento, fascismo, governo, governo monti, italia, la nazione, meloni, monti, nato, nazione, pd, politica italiana, primarie, referendum, renzi, riforme, riformismo, sviluppo, terzo polo

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti