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Riflessioni politiche sul presente

Rovistando nel mio archivio ho ritrovato un vecchio articolo redazionale pubblicato dal “Messaggero Veneto” di Pordenone il 21 agosto 1999, interamente dedicato ad alcune mie dichiarazioni politiche e dal titolo virgolettato “Base per il partito democratico”.

di Luca Bagatin | 14 Maggio 2016

Allora, diciassette anni fa, il Partito Democratico centrosinistro non esisteva ancora, mentre il sottoscritto – ventenne ed iscritto al partito dei Verdi – lanciava una proposta non certo al centrosinistra (al quale non ho mai creduto, nemmeno da verde !), ma a tutte le forze laiche, socialiste, ambientaliste, liberali e antiproibizioniste che, a partire delle battaglie del Partito Radicale, portasse alla costituzione di un “partito democratico in grado di battersi contro la destra berlusconiana e corporativa ed alla sinistra istituzionale che mira alla restaurazione dell’attuale sistema economico-politico”. Un partito che, in sostanza, avrebbe dovuto parlare ai “disoccupati, emarginati, omosessuali, carcerati e giovani sfiduciati da questo sistema di potere”.

Ora, all’epoca avevo appena vent’anni ed oggi, pur avendo fatto autocritica su alcuni punti, come ad esempio il punto relativo al liberalismo economico ed economicista (allora portato molto avanti dai radicali), debbo dire che prospettai la nascita di un partito democratico sostanzialmente e giustamente opposto all’attuale Pd che, nei fatti, rappresenta la prosecuzione sia della sinistra istituzionale conservatrice, che della destra berlusconiana e corporativa di cui parlavo allora.

Un partito democratico, quello che avevo in mente, che poteva intendersi non necessariamente come partito elettoralistico, bensì come un rassemblemant di persone pensanti e di forze ideali (con particolare riferimento alla laicità, al socialismo ed all’ambientalismo) che avrebbero dovuto e potuto parlare ai ceti meno abbienti, agli emarginati, alle minoranze ed ai giovani: da sempre esclusi da ogni processo politico ed economico e che pagavano, pagano e pagheranno gli effetti del globalismo capitalista e delle politiche dissennate portate avanti da destra e sinistra, vendute al capitale ed alle logiche di Bruxelles, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.

Un partito democratico da me evocato nel 1999, dicevamo, opposto all’attuale Pd che rappresenta semplicemente l’evoluzione in chiave capitalista ed autoritaria del vecchio Pci e della vecchia sinistra Dc, i quali un tempo garantivano chi un lavoro già lo aveva (e non i meno abbienti ed i disoccupati) ed oggi garantiscono la grande impresa e l’alta finanza in cambio delle briciole di 80 euro mensili a chi già lavora e di niente a chi non lavora. Oltre, naturalmente, a politiche di privatizzazioni selvagge, flessbilità, austerità, apertura indiscriminata delle frontiere e conseguente sfruttamento della manodopera straniera a basso costo, rafforzamento delle élite a scapito della sovranità popolare e così via. E tutto ciò, peraltro, in linea con le politiche dei sedicenti partiti socialisti europei ormai venduti al capitale e fotocopia dei loro finti oppositori di destra.

E’ chiaro che, quello di oggi come quello di allora, era un semplice ragionamento politico ed intellettuale senza alcuna pretesa, in quanto conosco molto bene le logiche del potere politico e partitico e me ne sono, giustamente, progressivamente discostato al punto che non vado e non intendo più andare a votare, né occuparmi troppo delle beghe italiane, preferendo, piuttosto, osservare e studiare non solo la Storia e la filosofia, ma anche i processi politici portati avanti nel mio amato Sud America: laboratorio di movimenti partecipativi socialisti, libertari, repubblicani, laici, autenticamente democratici e non a caso nati proprio in un contesto terzomondista e sfruttato dall’Occidente falsamente democratico e civile.

Non saprei dunque come andranno le cose nel prossimo futuro, per quanto vi siano chiari segnali involutivi, che ravvisano un aumento della povertà diffusa, in particolare minorile con coseguente dispersione scolastica ed una situazione europea geopolitica ed economica che ha chiaramente dimostrato il fallimento delle politiche dittatoriali di austerità di cui hanno beneficiato unicamente talune élite finanziarie.

La democrazia, direi, è un’altra cosa. E’ governo di popolo e per il popolo, non governo di pochi politicanti ed economisti a beneficio dei pochi banchieri e capitalisti. Sarà ed è un ragionamento banale e mi stupisce che gli amici radicali – per tornare all’inizio di questo mio articolo – abbiano completamente perso di vista questo per aggregarsi al carro dell’economicismo globalista e sfruttatore. Se penso poi ai sedicenti socialisti e repubblicani italiani, stenderei un velo pietoso e come dico sempre, sono convinto che Mazzini, Garibaldi, Proudhon e compagni li avrebbero disconosciuti completamente da tanto si sono venduti al capitale ed alle élite.

Impariamo dal passato, dalla Storia, ma anche dal presente: dai movimenti di liberazione nazionale del Terzo Mondo, dai Socialisti Rivoluzionari oltre la destra e la sinistra presenti in Europa, con particolare riferimento alla Francia, che non hanno dimenticato gli insegnamenti della Prima Internazionale dei Lavoratori. Impariamo da economisti ed intellettuali quali Serge Latouche, Jean-Claude Michéa, Alain De Benoist, di cui abbiamo spesso scritto e dalle analisi del compianto Costanzo Preve. Impariamo dalle società matriarcali e dall’economia del dono e della decrescita, anziché inseguire un’illusoria, egoistica e fallimentare crescita economica.

Occorre ripensare completamente il mondo, in sostanza, senza delegare troppo ai politici ed agli economisti, ma iniziando ad agire in prima persona.

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, autocritica, banca mondiale, bruxelles, centrosinistra, costituzione, democrazia, euro, europa, fallimento, francia, futuro, garibaldi, giovani, globalismo, governo, Laici, laicità, lavoro, Liberali, mondo, partito democratico, partito radicale, pd, persone

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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