Jamala la bella cantante tartara vince l’Eurovison, festival della musica pop europea, davanti a quotatissimi paesi. Il racconto della deportazione di un popolo, quello ucraino e tartaro che ancora oggi subisce le prepotenze della Russia, è cantata da questa giovane artista tartara che ha partecipato per l’Ucraina alla rappresentazione canora. La canzone racconta di una nonna che era stata deportata dai sovietici nel 1944. Una storia antica, già vissuta ai tempi dello zar, ma che Lien e Stalin sistematicamente applicarono in forma di genocidio attraverso tre carestie provocate dai bolscevichi con dieci milioni di morti e deportazioni d’interi paesi. Oggi, ancora, gli effetti di queste violenze passate si riflettono sulla guerra ancora viva tra Russia ed Ucraina, dove in Crimea i tartari subiscono l’oppressione di Putin. La vittoria in Eurovision, di questa canzone che ricorda la deportazione in Siberia d’interi paesi, ha l’effetto propositivo di ricordare che la libertà di un popolo è sacra e ha il valore del profumo e della gioia di vivere in pace, con meno sofferenze possibili. Ricorda un poco in il nostro passato quando era Verdi a infiammare l’Italia e l’Europa col suo Nabucco, con le grandi arie delle romanze verdiane, mentre ancora oggi chi bussa alla porta d’Europa, non sa che essa fa fatica a essere unita, immemore dei tempi di Roma antica.
Eurovision: vince l’Ucraina !
Jamala si è affermata al festival della musica pop europea cantando la deportazione del popolo tartaro e ucraino in Siberia.

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