
Tra pochissime settimane il sito di Malagrotta, dove vengono scaricati i rifiuti della capitale (circa 4 mila tonnellate al giorno), sarà chiuso ma non si intravedono altri siti per la ‘monnezza’.
Mentre vanno avanti carte da bollo da una parte e dall’altra con magistrati impegnati a studiare le carte e prendere decisioni la situazione si sta incancrenendo e si ha ragione di ritenere che con troppa faciloneria i massimi responsabili del governo della regione e del comune abbiano affrontato il problema del dopo Malagrotta.
I due siti scelti e cioè quelli di Riano e Corcolle non sarebbero idonei per varie ragioni anche diverse tra loro e non si è dato ascolto a quanti avevano prospettato altre soluzioni.
A parte le contestazioni degli abitanti della cittadina sulla Flaminia e la presa di posizione di autorevole esponenti del mondo della cultura per quello sulla Tiburtina, i lavori preparatori delle discariche delle due zone non sono neanche iniziati. Per trasformare le attuali cave in discariche ci vorrebbe almeno un anno per allestire il tutto
A marzo Malagrotta verrà chiusa ma già da gennaio, come è emerso nel corso delle audizioni alla commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, diventerà difficile scaricare qualche chilo nella discarica perché stracolma.
E’ fantascienza – come ha rilevato recentemente il presidente della commissione Gaetano Pecorella dopo un sopralluogo ai due siti – l’ipotesi di discariche provvisorie all’inizio del prossimo anno. Si procederà allora alla spedizione dei rifiuti in paesi europei o in altre zone del paese con grande aggravio per le spesse regionali e quindi dei cittadini che pagano già tasse per lo smaltimento rifiuti molto care a fronte di un costo di esercizio verso le discariche basso.?
Quanto delineato dimostra che si sono fatte scelte sbagliate e ora la commissione bicamerale intenderebbe risentire il prefetto Giuseppe Pecoraro, il commissario per i rifiuti voluto dalla Polverini e avallato da Alemanno evidentemente per togliersi dalle mani una patata bollente.
A molti osservatori è sembrato che il problema dei rifiuti sia stato preso sottogamba dai vertici istituzionali del Lazio e della capitale e che Roma potrebbe nei primi mesi dell’anno prossimo andare in emergenza rifiuti facendo concorrenza alla situazione napoletana.
(agenziafuoritutto)

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