
Ormai lo scontro è tra tifoserie e ciò travolge il dubbio e la ragionevolezza: s’avanza nella vita pubblica un grumo d’idee semplici, parole d’ordine ed istanze elementari. Su tale humus attecchisce il populismo, comune alla Destra come alla Sinistra, che non produce scelte per la società, lasciando così vuoti occupati da lobbies giornalistiche, sindacali e, più sottilmente, dalla parte più protagonista della magistratura. Questa, aspirando ad un ruolo, non può che contenere quello dei leader, i quali data la personalizzazione e verticalizzazione della politica,r endono facile l’operazione e vulnerabile il potere esecutivo.
Non si deve pensare a BERLUSCONI come unico soggetto passivo dell’intento sostitutivo di alcuni magistrati: si pensi alla caduta del governo Prodi conseguente all’indagine sulla signora Mastella (procedimento di cui si sono perse le tracce)o ai maldestri tentativi di un De Magistris sempre su Prodi o a quello più recente di un Ingroia sul Presidente della Repubblica. La risposta alla strisciante trasformazione della democrazia italiana non può essere costituita da un appello plebiscitario contro questo o quel tribunale o a questo o quel giudice. La risposta è la preservazione del potere esecutivo dalle incursioni, anche fondate, del potere giudiziario attraverso il rafforzamento delle guarentigie di cui all’articolo 68 della Costituzione.
La formula, sul punto, dovrebbe essere IMMUNITA’ NON IMPUNITA’, come del resto è avvenuto in Francia con Chirac ed in Germania con Khol. Vi è sempre stata distinzione tra la sfera della legalità e quella del Potere: se esse coincidono nella fonte, che è la sovranità popolare, esse rimangono autonome nelle loro competenze. in Italia va rafforzata l’autonomia di entrambe mentre non ci si può nascondere che oggi, dopo vent’anni, la spinta giustizialista è ormai un contropotere mentre la politica, debole di contenuti da un lato, e disponibile ad utilizzare lo strumento giudiziario come parte della lotta politica dall’altro, si vede subordinata al ben più forte potere della prima.
La questione è inoltre resa più complessa, da una parte, dalla formazione di circoli e gruppi giornalistici per cui il potere giudiziario è per definizione giusto ed intoccabile e, dall’altra, dall’incapacità della parte avversa di tralasciare la propria personale contingenza, certo non facile, per porre in generale al paese l’esigenza del riequilibrio tra i poteri.

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