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Cheat Code e Ponzi Scheme

di Oscar Bartoli | 2 Settembre 2013

In Italia fa testo il proverbio secondo cui “Chi fa la spia non e’ figlio di Maria e non e’ figlio di Gesu’. Quando muore va laggiu’.”
In America e in molti altri paesi a connotazione protestante denunciare un comportamento truffaldino fa parte dei doveri-diritti di un cittadino.

cheatcodeNell’aula principale della facolta’ di business della Georgetown University a  Washington DC vi sono alcuni cartelli che ricordano agli studenti impegnati negli esami che chi viene scoperto a fare ‘cheating’ cioe’ a copiare subira’ pesanti conseguenze.
I cartelli sono stati messi ovviamente quando uno studente che stava svolgendo insieme ad altri un ‘paper’ e’ stato denunciato da un collega che lo ha scoperto mentre stava copiando da un pizzino infilato nel polsino della camicia.
Inutile dire di quale nazionalita’ fosse lo studente incriminato che, quando scoperto, e’ rimasto perplesso per la durezza della requisitoria nei suoi confronti. “Che avro’ fatto mai di tanto grave?’ si affannava a domandare.
E’ stato espulso ed il suo nome inserito nel sistema nazionale. Per cui gli sara’ stato impossibile trovare un’altra universita’ disposta a ospitarlo sia pure a caro prezzo.
L’America, secondo la tradizione collettivamente accettata, vive sul rifiuto del ‘cheating’, che significa truffare, trovare scorciatoie a danno di altri, procacciarsi un vantaggio senza rispettare le regole della gara.
Quanto alla denuncia fatta da uno studente quando si e’ accorto che l’altro stava barando fa emergere due linee di fondo tra la cultura italiana e quella anglosassone. In Italia fa testo il proverbio secondo cui “Chi fa la spia non e’ figlio di Maria e non e’ figlio di Gesu’. Quando muore va laggiu’.”
In America e in molti altri paesi a connotazione protestante denunciare un comportamento truffaldino fa parte dei doveri-diritti di un cittadino e viene insegnato dai primi anni di scuola. Il che non significa che l’America sia il migliore dei mondi possibili. Anche da noi ci sono quelli che cercano di trovare scorciatoie fregando gli altri. Al punto che quelli che hanno introdotto la ‘catena di San Antonio’, con le truffe a catena, cadono nella definizione del ‘Ponzi scheme’, anziche’ citare i nomi ebraici di cui queste storie sono piene. (Ponzi e’ un tale che nell’Ottocento ha introdotto dall’Italia questo espediente truffaldino). Comunque quando uno viene beccato con le mani nel sacco non se la cava facilmente perche’ la giustizia non guarda in faccia nessuno. Compresi i potenti di turno. Siano essi appartenenti al mondo dell’alta politica, finanza, economia, sport, media.
Molti si chiedono cosa succedera’ all’Italia nei prossimi mesi quando Berlusconi, nonostante i terminali colpi di coda, dovra’ per forza di cose e di eta’ scomparire dalla scena e gli italiani saranno chiamati di nuovo a esprimere i propri rappresentanti in Parlamento.
Gli italiani (secondo analisi domestiche pubblicate) sono un popolo che ha da tempo perduto ogni ideale in cui credere, conseguenza questa della corruzione imperante ad ogni livello nella societa’. Questo scetticismo  che sconfina nel nichilismo rende opaco ogni scenario futuro.
Il Vitello d’Oro di bliblica memoria creato da venti anni di imbonimento televisivo commerciale, ha abbassato al livello minimo la consapevolezza di un popolo che non sa piu’ quello che vuole ma lo vuole subito e crede solo nel materialismo piu’ gretto, nelle sculettate televisive, nella vendita del proprio corpo e dell’anima al migliore offerente (senza differenza di genere).
Sara’ molto difficile che un popolo largamente infettato da questi virus distruttivi, possa ritrovare la forza morale per ricostruire un percorso di pulizia e di speranza in un futuro ideale.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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