Riecco i baldanzosi franchi tiratori
100. quasi 101… poi 59. E si ricomincia da capo. E la Presidenta fa una figura di tolla con il suo problema tecnico.
Tavole rotonde convegni dibattiti commissioni lavori congressi conferenze.
Ma, appena appena alla prima votazione ecco i baldanzosi franchi tiratori. 100. quasi 101… poi 59. E si ricomincia da capo. E la Presidenta fa una figura di tolla con il suo problema tecnico.
I tavoli di trattative si susseguono a ruota libera. Ciascuno porta le proprie istanze e presenta mozioni, ma raramente le soluzioni.
Tutto per analizzare e criticare ma di rado per risovere i problemi che attanagliano questo martoriato paese.
In decenni di zuffe spesso selvagge e barbare abbiamo assistito al nulla di fatto. Quando qualcuno con programmi arditi e coraggiosi ma attuabili almeno in parte ha osato cambiamenti gli hanno tagliato le gambe prima che potesse fare i primi passi. Chi è arrivato a Palazzo Chigi ha dovuto subire angherie, le più disparate, alcune anche disperate.
E poi, diciamocelo, i no imperano. Tutti pronti alla critica senza prospettare uno straccio di alternativa.
Si dice che la gente, il popolo, ha i politici che si merita come specchio e fotocopia della società. Come contraddire.
Qui bisogna scegliere. O ci si spara in bocca o si sceglie di reagire. Nonostante non abbiamo alcuna ricaduta sulla cosa pubblica, non possiamo stare con le mani in mano a lasciarci morire d’inedia.
La saggezza che dovrebbe essere appannaggio dei vecchi sembra aver fatto capitomboli e si sia posata su giovani virgulti, ma non abbastanza. Del resto si dice che i giovani vanno più veloci ma i vecchi conoscono la strada.
Ma non sempre i vecchi riescono a mollare i loro piccoli o grandi poteri. L’emblema italiano è il nostro esimio emerito Giorgione. Che non riesce a non mettere il naso dappertutto, con viva e vibrante soddisfazione. Ma, solo per evidenziare i difetti e bacchettare gli altri per ciò che ritiene malefatte. E non per dare qualche buon consiglio. Sostiene con sussiego e arroganza vieppiù accresciuti, che nelle democrazie occidentali si va a elezioni a scadenza. Ma quando mai. E accusa di extracosituzionalità. E pensare che campa sulle e alle nostre spalle da 71 anni. Evidentemente la demenza senile lo ha attanagliato di brutto. Dato che in Italia in settantanni abbiamo avuto ben 63 governi per 17 legislature.
E, per chiarire, dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, che a detta di tanti avrebbe governato per ventanni, in realtà ha governato per 3337 giorni in 4 tranche, e il Resto del Mondo per 3059 giorni. In totale sono trascorsi 6396 giorni. Si evince quindi che Berlusconi ha rappresentato circa il 52,39% del danno provocato al nostro Paese in questi 17 anni. Per essere stato frenato ogni volta con le più svariate amenità. Ma anche no.
I Governo Berlusconi (10/05/1994 – 17/01/1995) Coalizione politica: FI – LN – AN – CCD – UDC
XII Legislatura
II Governo Berlusconi (dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005)
XIV Legislatura (30 maggio 2001 – 27 aprile 2006) elezioni politiche il 13 maggio 2001
III Governo Berlusconi (dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006)
XVI Legislatura dal 29 aprile 2008 al 23 dicembre 2012 elezioni politiche 13 e 14 aprile 2008
IV Governo Berlusconi (dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011)
Coalizione politica: PdL, Lega Nord e MpA.
Con 57 governi in prima repubblica, fino alla XI Legislatura (23 aprile 1992 – 16 gennaio 1994), politiche il 4 aprile 1992 Amato / Ciampi.
Eppure, finalmente i partitoni, quelli che in fondo democraticamente hanno convinto di più gli elettori nel bene e nel male si son messi di buzzo buono per cercare la soluzione del problema nodale della legge elettorale. Che servirà per andare a elezioni, non necessariamente anticipate.
Non si entra nel merito, il merito lo darei a coloro che almeno si sono messi in moto per navigare non proprio a vela e trovare un approdo comune, dove tutti, o almeno la maggioranza, possano iniziare a costruire il futuro dei nostri giovani. Ma, appena appena alla prima votazione ecco i baldanzosi franchi tiratori. 100. quasi 101…poi 59. E si ricomincia da capo. E la Presidenta fa una figura di tolla con il suo problema tecnico.
Già, ma dovevamo trovare la soluzione. Magari aspettiamo il dopo elezioni, ancorchè amministrative. Soluzioni alla prossima puntata. Ma c’è da auspicare che venga raccolto ciò che è sparso. E che vecchi e giovani proseguano insieme percorrendo la terza via senza troppi sgambetti.
Carla Ceretelli

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