Il circolo come una volta, centro di aggregazione socio-politico-culturale. Qui si davano appuntamento tutte quelle persone che volevano fare politica ma non solo. Era un luogo di ritrovo, alternativo al solito bar o alla solita televisione che rimbambisce. Luogo di discussione, di cultura politica. I giovani imparavano dagli anziani e le persone con più esperienza assorbivano l’entusiasmo di chi per la prima volta si affacciava alla politica. Era uno scambio culturale continuo e reciproco tra generazioni diverse. Oggi non se ne vedono più in giro, costano troppo di affitto e di soldi per la politica vera, quella fatta tra la gente, ce n’è sempre di meno. Oggi la politica la si fa sui giornali, o in televisione, vince chi si vende meglio, chi è più fotogenico, chi imbroglia meglio insomma. La politica la fa il leader, una piccola oligarchia; la base del partito conta sempre di meno ed è questa la più importante causa del decadimento della politica in generale. E’ opportuno che la nostra area, laica e liberalsocialista e repubblicana, nata con i circoli, torni a dar respiro agli stessi, si impegni affinche’ sul territorio possano rifiorire i circoli di un tempo. Forse e’ attraverso la rinascita di questi Centri politico-culturali che finalmente i giovani potrebbero riavvicinarsi alla politica sana allontanandosi un poco magari dallo snervante computer che, seppure illuminante, ricordiamoci è pur sempre uno schermo “piatto”. Questi ritrovi, da sempre simbolo di democrazia, di pluralismo, di libertà, veicolo di idee, di valori, di proposte debbono tornare ad avere diritto di cittadinanza nei nostri paesi anche e soprattutto per tornare a dare la giusta priorità alla politica sulla arida e spesso alienante logica del primato dell’economia sulla politica sempre e comunque..
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