17/12/2004
COMUNICATO STAMPA DI FULVIO MANDRIOTA
RIDATECI LA PREFERENZA.
Con la legge elettorale, approvata all’interno del nuovo Statuto della Regione Toscana, si è consumato un vero e proprio colpo di mano all’insaputa della maggior parte degli elettori. Coloro che hanno voluto tutto ciò (Ds, Forza Italia, AN e anche Margherita) hanno, così, trasformato la legge regionale da democratica in oligarchica con un’operazione che può essere definita in vari modi, ma senza cambiare la sostanza: scandalosa. I moderati parlano di “stampo conservatore”, di “democrazia mortificata”, perfino di scippo; in questo caso invece i termini appropriati da usare potrebbero essere tranquillamente più pesanti.
Nel prossimo aprile in Toscana, non sceglieremo perciò i candidati al Consiglio Regionale, bensì ci limiteremo a dare il nostro voto ad un partito e sarà come firmare una cambiale in bianco. E’ stata abolita infatti la preferenza. D’ora in poi non saranno più gli elettori a scegliersi i propri rappresentanti, saranno piuttosto gli ‘amici degli amici’ a decidere chi promuovere. Per cui i consiglieri eletti, in pratica, non risponderanno del loro operato al cittadino elettore: dovranno rispondere al capocorrente che gli ha procurato il posto. Siamo tornati anni indietro, come quando in Unione Sovietica il partito era il padrone di tutto e di tutti…
Il cerchio si è chiuso proprio in Toscana e, vista l’approvazione unanime rosso–nera–azzurra si teme, o comunque si ha la sensazione amara, che si tratti di un accordo da esportarsi presto in tutta la Penisola, per limitare il dissenso di chiunque, o quanto meno dei partiti più piccoli. Un “golpe” per spartirsi il potere derivato dalla maggioranza e anche quello assegnato alla minoranza. L’importante sarà controllare pacchetti di tessere…ed quindi voti elettorali.
Assisteremo alla promozione di coloro che non avrebbero mai potuto ambire a raggiungere il consenso attraverso il suffragio del popolo. Siederanno in Consiglio solo i ‘fidati’ – o ‘quelli più vicini’ alle segreterie. Avremo, in pratica, liste bloccate e la cosa sarà più funzionale al progetto di chi pensa i partiti come squadre di lobbysti che non hanno altro compito se non di attuare le degli iscritti in quel momento, dirige il partito. indicazioni di chi, per circostanze o per volere della maggioranza
Il tutto in barba ad una di parodia di ‘primarie’ che avverranno non si sa come il 20 febbraio. Il guaio è che non si tratterà di volontà attuate su una base ideologica, bensì su scelte spesso portatrici di “affari” (legittimi, ma sempre di interessi si parla e non più di servizio per la comunità) e favorevoli a questo o a quello, secondo le proprie convenienze. Non ci saranno più programmi di partito e gli elettori verranno sempre più allontanati dalla politica annullando ogni principio di partecipazione.
Sappiamo infatti che una legge con liste bloccate, favorirà – come reazione – la defezione dell’elettorato toscano, notoriamente sensibile ad un rappresentatività democratica (appare scontato che chi si riconosce nel partito vorrà sapere prima se colui che vota sarà una persona a lui nota o meno). Nel frattempo i deputati regionali saliranno da 50 a 65, con grave aumento di spesa: quasi un miliardo di vecchie lire solo per allargare la sala consiliare!
E’ dunque necessaria una forte reazione, che per altro non è tardata ad arrivare dalla Conferenza dei Vescovi toscani e da altre associazioni di base; ma non basta, ovviamente.
Auspichiamo che nascano spontanei comitati trasversali per la raccolta di firme per un referendum contro questa legge–truffa. La Toscana democratica dei Calamandrei, dei La Pira, degli Spadolini non vorrà abdicare a favore di un’oligarchia di uomini non più espressi da partiti popolari, bensì per volontà di “poteri forti”. Solo attraverso un referendum popolare la terra toscana respingerebbe sdegnosamente una così palese ‘conventio ad excludendum’.
Fulvio Mandriota-Lucca

Caro amico ,quello che dici succintamente ma chiaramente ,lo sto inutilmente ripetendo da quando si diffusero le prime notizie in merito alla approvazione del nuovo Statuto regionale toscano,insieme all’avvertenza che lo sbandieramento di argomenti come le nuove forme di unione familiare ed alla questione del voto agli immigrati costituivano solo un “falso scopo” idoneo a distrarre l’opinione pubblica da le vere “conquiste ” che stavano tanto a cuore ai nostri politicanti.
Ma la ” forte reazione, che per altro non è tardata ad arrivare dalla Conferenza dei Vescovi toscani e da altre associazioni di base” che tu citi ,non c’è stata .Si è trattato solo di una finta ! Ti figuri che i Vescovi toscani , le associazioni di base , i movimenti che si presentano alle elezioni regionali ,i partiti esistenti espressisi in senso contrario ,non siano insieme riusciti a “sostenere” la raccolta delle firme per il referendum ,che si è quindi fermato a 50.000 firme raccolte?
Non prendiamoci in giro ! Tutti hanno voluto l’inciucio ,tutti hanno sperato sino all’ultimo in questa operazione miserevole !
Ed hanno avuto soddisfazione ! Con più posti per tutti ,che c’è da protestare ?