
Mi offre l’opportunità di parlarne, la sua mostra personale che si è appena conclusa alla sala del GRUPPO DONATELLO di Firenze (dal 30 novembre al 12 dicembre 2005) dal titolo “brani d’affresco, pixel ed altro ancora: linguaggi e metalinguaggi pittorici”.
Nell’ambito della stessa mostra, giovedì 8 dicembre scorso il maestro Riccardo Saldarelli ha tenuto un incontro molto interessante sul tema della “riproduzione digitale ad alta definizione di opere pittoriche originali: aspetti tecnici e prospettive di diffusione multipla”.
Il progetto del maestro Riccardo Saldarelli, in realtà, riprende e prosegue il percorso già avviato nella seconda metà degli anni settanta del secolo scorso e si caratterizza come ricerca artistica di nuove forme espressive mediante l’impiego della tecnologia digitale.
I suoi antecedenti testimoniano in modo inequivocabile il percorso artistico del maestro Riccardo Saldarelli iniziato con la mostra personale “dai deserti al computer”, svoltasi nel 1982 presso il Palazzo Strozzi di Firenze, proseguito con la successiva mostra personale “Computer art”, svoltasi nel 1988 presso il Palazzo Novellucci di Prato, la creazione del sito web Bottega2000, fino alla mostra odierna in cui viene sviluppato, in linea di continuità, il nuovo capitolo dell’uso innovativo della tecnologia digitale per l’acqusizione e la riproduzione ad alta risoluzione di opere pittoriche originali.
L’avvento del computer ha influenzato la produzione artistica modificandone lo stesso mercato di riferimento.
Così come la nascita della stampa ha consentito la produzione in serie di opere letterarie ed artistiche, fino ad allora privilegio di ristretti gruppi di persone, favorendone la diffusione ad un pubblico più vasto, il computer, grazie alle sue elevate prestazioni e alla sua duttilità, permette all’artista la diffusione multipla delle opere d’arte, ad alta definizione, usufruibili da molti direttamente da casa propria.
È’ vero, il computer non sostituisce le tecniche tradizionali di pittura.
Il pennello, i colori, la tela o altri materiali saranno sempre necessari per dipingere.
il computer ha un linguaggio proprio,
una forma espressiva autonoma;
il computer può essere un ottimo ausilio per l’attività artistica,
per l’analisi delle opere d’arte,
per il loro restauro,
per la loro catalogazione,
e, più in generale, per l’attività didattica stessa;
il computer è un ottimo complemento per l’attività artistica a patto che si sappia coniugare il suo linguaggio con gli obiettivi perseguiti.
Ecco, allora, l’accostamento dell’affresco, straordinaria tecnica pittorica diventata famosa nel mondo per opera di Giotto e della sua scuola, al computer: ciò, a prima vista può sembrare paradossale, al contrario entrambi sono accomunati, seppur in contesti storici diversi, dall’essere importanti strumenti per la produzione artistica e per la comunicazione.
Laddove l’affresco, costituiva il principale mezzo di storicizzazione e narrazione di fatti ad uso di un ristretto numero di persone, il computer consente, oggi, di ottenere una riproduzione in serie di opere d’arte, ad altissima definizione e di condividerle con una vasta platea, anche se solo a livello cognitivo.
L’antichissima tecnica “a fresco” e il computer appartengono a due mondi e modi di pensare diversi: essi rappresentano, rispettivamente, il sacro e il materiale, la tradizione e la contemporaneità, il passato e il presente.
Eppure, in questo rapporto di diversità, è possibile trovare momenti di unione che valorizzano le loro peculiarità apparentemente contrapposte dando vita ad un prodotto che esalta le bellezze dell’affresco utilizzando le potenzialità della riproduzione digitale ad alta definizione del computer.
In questo senso, Riccardo Saldarelli, recuperando il grande lavoro in affresco della “Via Crucis”, realizzata nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nel Comune di Caprese Michelangelo (prov. di Arezzo), rielabora ad alta definizione le immagini stesse con l’aiuto del computer per trarne, in modo molto efficace, brani, che estrapolati dal contesto in cui sono collocati diventano opere d’arte a se stanti, conservando tutti i tratti caratteristici dell’opera originale.
Questo processo, non è semplicemente la riproduzione asettica di una immagine pittorica fotografata ad alta definizione.
È invece arte; è, cioè, l’insieme di emozioni, di sensazioni, di valori, di ricordi, di memorie, di scelta di colori, di immagini e di personaggi.
In questo modo, l’artista opera comunque e sempre delle scelte e la sua opera d’arte diventa, così, un formidabile veicolo per la comunicazione.
È’ l’ “arte della comunicazione”.
di Picche

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