
Clamoroso ribaltone nell’assemblea decisiva per il futuro del nuovo Monte dei Paschi di Siena: la lista del cda presentata dalla maggioranza dei soci viene battuta dalla rivale Pit Holding, con il voto decisivo di Banco Bpm e Delfin che hanno permesso all’amministratore delegato uscente Luigi Lovaglio di vincere la “partita” bancaria contro il suo presidente (anch’egli uscente) Nicola Maione.
Il 15 aprile 2026 si è svolta l’assemblea di Mps, in cui è stato scelto il nuovo Cda e indicato il nuovo Amministratore delegato. Dall’esito assembleare sono usciti sconfitti Palermo che si proponeva come ad e Maione che puntava alla riconferma nella Presidenza.
Invece, è passata passa la lista con Lovaglio “punta di diamante”. In assemblea è accaduto di tutto in una giornata di alta tensione nella sede del Monte, con i numeri alla mano che hanno visto crollare sul più bello la lista proposta dalla maggioranza dei soci. Alla fine, il “ribaltone” messo in campo da Delfin, controllata di Del Vecchio, è risultato decisivo vincendo di 10 punti sulla lista di 15 nomi del cda che avrebbe portato Palermo nuovo CEO nella stagione che porterà la banca senese al piano industriale verso il 2030 (con dentro ovviamente anche la fusione con Mediobanca).
Alla fine, come riporta il “Corriere della Sera”, la spunta la lista Plt con il 49,95% dei voti, contro il 38,79% rimasto alla lista del cda uscente: dopo aver raggiunto questo risultato importante, la lista Lovaglio potrà anche non passare al secondo giro di votazioni che sarebbe stato necessario solo in caso di nomina della lista principale del consiglio di amministrazione. Se dunque tutto verrà confermato, oltre a Lovaglio riconfermato amministratore delegato, in casa Mps il nuovo Presidente sarà Cesare Bisoni. Sono 8 i membri effettivi della lista Plt, mentre 6 sono quelli della lista del cda.
Nicola Maione, durante l’Assemblea del Mps, lasciando una presidenza durata tre anni e da nove anni membro del consiglio, ha detto: “Essendo la mia lista giunta seconda, ritiro la candidatura a Presidente: sarà dunque il nuovo consiglio di amministrazione a votare il nuovo presidente”. Esce di scena l’artefice del complesso gioco di equilibri sulla lista affossata “in extremis” da Delfin.
Il 17,5% messo in campo da Del Vecchio ha fatto la differenza, così come la mancata affluenza che avrebbe portato più voti in dote alla lista del cda (Edizione dei Benetton, ma anche gruppo Pecci e un fondo polacco). Maione celebra i risultati di questi anni, assicurando che qualsiasi nuova gestione non potrà che confermare quanto di buono emerso dopo la rinascita del Monte: la lista presentata dall’imprenditore Pierluigi Tortora, con Lovaglio come elemento di continuità, la spunta al fotofinish, vedendo tra l’altro un posto assicurato anche per Assogestioni che al terzo posto nell’assemblea ha preso “solo” il 6,94%.
Secondo quanto rileva “La Repubblica”, il nuovo cda di Mps sarà per l’appunto dominato dalla lista Plt, con Bisoni Presidente, Lovaglio CEO, e con gli altri 6 nomi che seguono: si tratta di Flavia Mazzarella, Lidia Aliberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini, Paola Leoni. Sono 6 i seggi invece ottenuti dalla seconda lista in Assemblea, ovvero quella composta da Maione con i soci fino ad oggi di maggioranza: i nomi sono quelli dello stesso Nicola Maione, Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Paolo Boccardelli, Carlo Vivaldi, Antonella Centra. Per quanto riguarda invece la lista di Assogestioni, sarà uno solo il nuovo consigliere tra i 15 totali: si tratta di Paola De Martini.
Dopo aver approvato il bilancio 2025, l’Assemblea di Mps, prima del voto sulle liste cda, ha respinto con il 94% della maggioranza le due azioni di responsabilità presentate dal socio Bluebell Partners contro il presidente e il CEO uscenti, Maione e Lovaglio: è stato così confermata la composizione a 15 del consiglio, con 2 vicepresidenti che però saranno votati dal nuovo organo sociale su proposta della presidenza. Anche per la Presidenza di Bisoni servirà l’indicazione ufficiale degli equilibri nel prossimo cda che si riunirà già nelle prossime settimane.
Questo il verdetto dell’assemblea fiume dei soci della Monte dei Paschi di Siena che vedeva contrapposte tre liste, due di maggioranza e una di minoranza, ovvero quella presentata dalle Sgr e dagli investitori istituzionali.
Subito dopo la fine dell’assemblea, Lovaglio ha detto: “Sento un grande senso di riconoscenza verso l’ingegnere Pierluigi Tortora e la sua famiglia e un altrettanto grande senso di riconoscenza verso tutti i nostri azionisti, che ancora una volta mi hanno confermato la fiducia. Questa fiducia e questo incoraggiamento aggiungono ancora più determinazione per fare quello che abbiamo in mente di fare, e non vedo l’ora di ricominciare”.
Per Lovaglio non sarà difficile lavorare con il nuovo board in quanto è “molto qualificato”, ed ha assicurato inoltre che non è mosso da alcun senso di “rivincita” ma unicamente dal “desiderio di implementare un progetto innovativo che crea molto valore per tutti gli stakeholders”.
Pierluigi Tortora, ha detto: “La lista che conteneva la candidatura di Luigi Lovaglio è stata votata da tanti azionisti perché abbiamo raggiunto un quorum elevato e dunque penso che ci abbiano dato fiducia i maggiori azionisti di riferimento ma soprattutto il mercato, per il quale oggi è un punto di partenza e non un punto d’arrivo, con Lovaglio che garantirà continuità con un progetto che porterà dei grandi risultati per il futuro”.
Salvatore Rondello

Lascia un commento