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Riapre la sala Alfieri

Riapre completamente trasformata, ospiterà anche manifestazioni teatrali e di musica, sarà uno spazio da vivere con entusiasmo e idee innovative, quindi tutto bene e lunga vita all’Alfieri, ma ci colpisce una cosa….

di Maria Rita Monaco | 30 Settembre 2013

Alfieri_Atelier_a_FirenzeDopo anni di chiusura di quella che era stata una delle prime e poche sale d’essai di Firenze, nata proprio per la tutela e la diffusione del cinema di qualità, dopo vari tentativi di ricerca finanziamenti per la messa a norma e la trasformazione da sala cinematografica a spazio polivalente, nel 2006 chiude non solo l’Alfieri, ma un’epoca.

Riapre oggi lo spazio polivalente di via dell’Ulivo, riapre quella sala  meglio conosciuta come Alfieri Atelier e questa è una buona notizia per Firenze, per i fiorentini, per la cultura, ma sotto certi aspetti la riapertura appare un po’ anomala e, per non dimenticare e meglio capire torniamo un po’ indietro negli anni.

Era la fine degli anni ’70 e Firenze viveva un periodo di grande fervore culturale che avrebbe portato nel 1986 alla sua nomina di città europea della cultura. Erano anni in cui Assessori illuminati della cultura si adopravano perché la città fosse sempre aperta a nuove esperienze. Si promuovevano Festival, mostre, concerti. I fiorentini chiedevano di partecipare attivamente alla vita della città. A quei tempi, (era il finale del secolo scorso, ma sembra lontano anni luce) Firenze aveva teatri che richiamavano compagnie e pubblico, si riaprivano sale cinematografiche. Non erano solo gli addetti ai lavori, gli intellettuali, gli studenti e i docenti universitari che chiedevano  sale d’essai, ma anche i cittadini che si riappropriavano dei luoghi che portavano ancora le tracce dell’alluvione ed è proprio in quegli anni che nasce, per volontà di Claudio Zanchi, da sempre innamorato del cinema, la Cooperativa l’Atelier. Nello stesso periodo il Comune di Firenze rilevò una vecchia sala cinematografica l’Alfieri e ne affidò la gestione alla cooperativa fondata da Claudio Zanchi. In poco tempo, grazie alle scelte coraggiose di film di spessore culturale il cinema Alfieri diventò  il luogo preposto ad ospitare festival, anteprime, incontri con registi, attori/attrici, critici, insomma con tutti i maggiori addetti ai lavori, cinematograficamente parlando.

Ma l’Alfieri non era solo la sala cinematografica, in una delle stanze si conservavano recensioni, interviste, foto, cassette video che venivano consultate da studenti e studiosi. Eravamo tutti molto più giovani ed entusiasti e un po’ alla volta e poi sempre con maggiore frequenza anche Monica Zanchi cominciò a catalogare, cercare, archiviare tutto quello che accadeva all’Alfieri e nel mondo del cinema. Si lavorava, si studiava, si scrivevano libri (nel 1986 un volume fu dedicato al cinema nella Firenze capitale della cultura), insomma si amava, si viveva, per il cinema e la sua diffusione.

Quante edizioni del Cinema delle donne, del festival dei popoli, di France cinema sono passate dall’Alfieri!

Oggi questa sala riapre completamente trasformata, ospiterà anche manifestazioni teatrali e di musica, sarà uno spazio da vivere con entusiasmo e idee innovative, quindi tutto bene e lunga vita all’Alfieri, ma ci colpisce una cosa. Pare che nessuno delle vecchia cooperativa sia coinvolto in questa nuova avventura ; Monica, Giovanni Maria , solo per citare i più attivi soprattutto nell’ultimo periodo, pare non siano fra i nuovi gestori dello spazio, peccato si è proprio chiuso un lungo periodo di amicizie e collaborazioni.

Maria Rita Monaco

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, cinema, Cinema Alfieri Firenze, comune di firenze, concerti, Essai, fiorentini, firenze, giovani, mondo, notizia, secolo scorso, studenti

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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