• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Restituire un senso a “destra” e “sinistra”

di Nicola Cariglia | 12 Aprile 2015

Secondo Emanuele Macaluso “il Pd è saldamente un partito di centro e così saldamente piantato su questo spazio da non consentire concorrenti di destra”.

sinistra-destra_fondo-magazineTale ormai è la confusione nelle vicende politiche sotto il cielo d’Italia che non appare esagerato chiedersi se davvero la vecchia distinzione tra destra e sinistra sia superata. Intendo anacronistica, non più necessaria. Perché la fine della demarcazione tra le due aree, nei fatti, è sin troppo evidente.

I due “statisti”, Renzi e Berlusconi, ci hanno inteso spacciare per oltre un anno il patto del Nazareno, come un accordo dal profilo alto per dotare l’Italia di una Costituzione moderna e di una legge elettorale indispensabile a fronteggiare, con atti di governo tempestivi ed efficaci, le sfide della globalizzazione. In realtà si trattava (ed è ancora) un espediente per puntellare i loro partiti, messi continuamente in discussione dalla fuga in massa degli elettori dalle urne. Premi e soglie sono stati studiati per favorire PD e Forza Italia e, a quest’ultima, consentire di guadagnare tempo per non essere spazzata via. Nel frattempo, mentre il Parlamento era impegnato a ritagliare per il Paese un abito degno di uno stato autoritario, il Governo, abusando di decreti e deleghe, varava una serie di provvedimenti, per fronteggiare la crisi, privi di efficacia e totalmente indifferenti al crescere dell’area della povertà.

Poiché, secondo il vecchio schema destra-sinistra proprio la sinistra, che è al governo, dovrebbe prendersi cura dei poveri, c’è da chiedersi cosa faccia da questo punto di vista la minoranza interna al PD. Secondo Emanuele Macaluso, dirigente storico del PCI, già migliorista e, dunque, tutt’altro che testa calda, “La minoranza interna fa opposizione sulla legge elettorale e su altre leggi ma continua a non avere un progetto diverso da quello della maggioranza, proprio sul partito”. Più esplicitamente “il Pd è saldamente un partito di centro e così saldamente piantato su questo spazio da non consentire concorrenti di destra”. Dunque, Macaluso chiede agli oppositori di Renzi: “non è forse questo il nodo fondamentale su cui un’opposizione dovrebbe fondare la sua iniziativa e la sua azione? E vuole veramente lavorare e progettare un partito di sinistra democratica ed europeista?”

Temo che Macaluso, purtroppo, vedrà le sue speranze andare deluse. Coloro che nel PD, per la loro storia, più avrebbero dovuto impegnarsi per “un partito di sinistra democratica ed europeista”, sono stati tanto ignavi da farsi persino scippare da Renzi (che proprio socialista non è e non lo pretende) la bandiera dell’adesione al partito socialista europeo. Né c’è da attendersi che cambino atteggiamento. Sono irrimediabilmente prigionieri di un passato con il quale non sono riusciti a fare i conti: la tragedia del comunismo e l’incapacità di riconoscere l’errore del rifiuto della socialdemocrazia. E, infatti, tutte le volte che pretendono di spostare il loro baricentro a sinistra lo fanno nella maniera sbagliata: predicando e praticando l’estremismo parolaio e inconcludente.

Diverso sarebbe il caso se esistesse un robusto e moderno partito liberalsocialista: non bisognoso di stare al governo per esistere, autonomo da Renzi in quanto segretario PD e in quanto capo del governo. Allora si, la vecchia distinzione tra destra e sinistra tornerebbe ad avere un senso per il Paese. E, ne sono convinto, anche per prendersi maggiormente cura di chi ha più bisogno. E Renzi avrebbe molte difficoltà in più ad occupare tutti gli spazi politici.

Pubblicato in : Editoriale

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. n.c.

    19 Aprile 2015 alle 13:48

    Caro Paolo,

    credo che la sollecitazione che poni troverà soddisfazione nell’editoriale che tra qualche ora sarà on line e che non voglio anticipare. Non parlerò direttamente dell’Expo. ma, come si dice dalle tue parti, tutto si tiene. Buona domenica

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    19 Aprile 2015 alle 11:00

    Paolo, non mi sembra ci sia molto da dire sull’Expo, auspico che sia un fallimento e che non procuri vittime quando dopo la chiusura i padiglioni raffazzonati in fretta e furia cominceranno a crollare. Sulla stragi di emigranti il mio giudizio è chiarissimo da sempre. Se venti anni fa si avesse avuto il coraggio di bombardare i punti di imbarco, poche centinaia di morti innocenti di allora avrebbero evitato le decine di migliaia che si susseguono e seguiranno. So bene che chiacchierare è facile, ma la furba ignavia cattolica ha sempre rinviato la questione ed ora non possiamo che assistere al nostro disfacimento etnico nazionale, dico etnico non razziale, con tutte le conseguenze che verranno. C’è una domanda a cui non si vuol rispondere, ma che permette di risalire al problema; chi dà a questa massa di disgraziati le migliaia di euro o dollari per compiere il viaggio? La risposta non è difficile, nell’immensa macchina finanziaria internazionale che ricicla somme stratosferico di denaro, si sono insinuate agenzie a doppia facce, quella umanitaria e quella criminale, in cui molto probabilmente sono colluse, ignare o meno, anche benemerite agenzie ONU, UNESCO, UNICEF. A ciò si aggiunga la convergenza tra l’interesse cattolico a rastrellare la disperazione planetaria per restare a galla e l’interesse del mercato a spogliare le culture per trasformarle in milioni di ventri, e così il quadro è completo. Ad hoc interviene la crisi della Grecia che spero esploda e faccia di Atene una base navale di Putin, a poche miglia dalla Sicilia, così dopo millenni si ripeterò la guerra tra Grecia e Magna Grecia. Ma i miei sono sogni Paolo, la moderazione trionferà e il gioco proseguirà in uno sfinimento più mortale della guerra.

    Rispondi
  3. paolo francia

    19 Aprile 2015 alle 10:30

    Sarebbe interessante un commento di Nicola e Marzio sull’Expo, che da manifestazione di e per tutti gli italiani, si è trasformata in una Leopoldona renziana, con la vergogna di regalare entrate a coloro che si iscrivono al PD. Interessante anche analizzare l’ipocrisia che si leverà dopo la strage del canale di Sicilia di questa notte e il probabile tonfo della Grecia senza piu liquidità.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    17 Aprile 2015 alle 11:29

    Paolo, sulla commemorazione della Resistenza ieri alla Camera è bene cali un velo pietoso. La pagliacciata rientra nel tentativo storicamente disonesto d’imparentare la commemorazione a una memorabile giornata risorgimentale. Allo scopo serviva l’anticipazione di dieci giorni sul 25 aprile, quando si scateneranno i fazzoletti rossi della sinistra. E dico si scateneranno purtroppo, e ripeto purtroppo a ragione, perché a parte cattolici, azionisti, un po’ di liberali e monarchici badogliani, è arcinoto che la Resistenza fu all’80% opera e regia dei socialcomunisti, col sogno di instaurare alla fine un’Italia sovietica. Questo è un dato storico indiscutibile. E invece in epoca renziana, sotto l’egida del trasformismo cattolico sono saltati fuori partigiani in maggioranza ottantenni, che al massimo decenni nel ’44 ascoltavano Radio Londra con mamma e babbo, e in coro si sono messi a sbraitare Bella Ciao con l’esaltazione di una nuova Giovinezza di regime, e col fazzoletto tricolore al collo, da veri emuli di Amatore Scesa più che della Brigata Garibaldi. E in mezzo a loro sbraitava da disperata la Boldrini, agitata e con l’occhio lucido per lo sconforto di non vedere il proprio nome scolpito alle Fosse Ardeatini o a S.Anna, che sarebbe il suo massimo godimento postumo. Come vedi, caro Paolo, stiamo vivendo una pochade patologica e generazionale, capace di inzozzare anche le tragedie. Mentre l’individuo di Palazzo Chigi da Washington ci annuncia sempre più garrulo che ” il futuro dell’Italia sarà più interessante del passato “, e mentre il lurido cattolicesimo sociale sottobanco distribuisce caserme e ospedali smessi alle centinaia di migliaia mandati con calcolo ad invadere l’Italia. Lo stato di diritto così vacilla per insolvenza e latitanza dei rappresentanti, di fatto svuotando e facendo decadere il giuramento di fedeltà dei vertici della magistratura e della forza armata a una repubblica che ha tradito il popolo e la sua legittimità a esistere nell’unità, i cui fondamenti stanno soprattutto nel rispetto e nella continuità della nostra storia.

    Rispondi
  5. paolo francia

    16 Aprile 2015 alle 12:05

    Non so se state vedendo la commemorazione della Resistenza su Rai2, la c’é ancora la differenza tra “destra” e “sinistra”, in aula le cariatidi mummificate (alcune pensavo fossero gia trapassate) come Cossutta, e poi quelle ancora in funzione, Mattarella, già abbigliato per la bara, la Boschi di turchino vestita accanto fa la veglia funebre, mentre i ponti si sbriciolano, le scuole, tante troppe, fatiscenti e pericolanti sono diventate nella fantasia degli esaltati renziani le “buone scuole”, mentre la dichiarazione dei redditi da normale è diventata infetta da semplificazione (mia cugina, laureata in matematica, intelligente, sui 55 anni mi ha telefonato ieri e mi ha detto che era esasperata e avvilita perché non ne cava le gambe).
    Renzi intanto Blinda la peggiore legge elettorale di tutti i tempi.
    Mattarella da un segno di vita con un rigido applauso, ma forse è un illusione ottica.

    Rispondi
  6. paolo francia

    16 Aprile 2015 alle 00:44

    Vedi Marzio, c’é sempre una Speranza…..

    Rispondi
  7. puccio cartoni

    14 Aprile 2015 alle 18:40

    “la fuga in massa degli elettori dalle urne ” credo dipenda in buona parte dall’ operato degli “addetti ai lavori ” ,i quali si sono creati delle tutele e dei conforti tali che pensare possano ancora e sinceramente attivarsi per il bene comune è veramente cosa ridicola ed assurda . Lo stesso Renzi si è creato un alone di popolarità ( con la sua rottamazione ) facendo intendere di voler cambiare un sistema diventato osceno. Purtroppo ,oggi rimane delle due l’ una : od era SOLO UN ESPEDIENTE PER CAVALCARE IL MALUMORE popolare , oppure la Kasta è riuscita a fargli capire quello che doveva capire . Ma è certo ,purtroppo, che la via parlamentare e democratica per eliminare interessi di posizione e di Kasta non può passare dai c.d. rappresentanti del popolo ( sarebbe come far organizzare al tacchino il pranzo di natale ) , come dimostrano non solo Renzi ,ma anche i Grillini , o il farfugliare di Napolitano …E non è questione di destra o sinistra ,non si tratta di guerre di posizione o della dislocazione degli scranni parlamentari : basta trovare un sistema per togliere ai “rappresentanti” tutti quei vantaggi non correlati alla funzione (indennità ,vitalizi , gratuità ) che costituiscono un incentivo in sé , e che distrae ( con forza ) dalla finalità istituzionale della tutela della pòlis (politica) …facile ,no ?

    Rispondi
  8. marzio siracusa

    14 Aprile 2015 alle 17:13

    Paolo, hai ragione, sommergere i politici di denaro per garantirne l’incorruttibilità è una vecchia strategia ottocentesca ormai ampiamente contraddetta dal rapporto, ma direi dall’identità tra affari e politica. Non solo le prebende dei politici dovrebbero essere ridotte al minimo, ma dovrebbe esistere un codice penale a se stante per chi si dedica alla cosa pubblica. Comunque ringraziamo iddio, oggi per conservare l’aura del suo intervento salvifico il giullare di Palazzo Chigi ci annuncia che presto l’Italia sarà salva!!

    Rispondi
  9. paolo francia

    14 Aprile 2015 alle 16:18

    Marzio, cosa vuoi aspettarti? Ormai il pensiero va di moda, se c’é, in 3 parole mal scritte su Twitter o facebook, facile come i riassunti del Bignami.
    Proponi a Renzi un salario come politico uguale a ZERO e vedrai che la musica cambia. La realtà è che i politici dovrebbero dedicarsi alla cosa pubblica senza ALCUNA remunerazione, o giusto un minimo per le spese correnti, basta! Chi ha gia una professione, puo’ benissimo se eletto metterla da parte (a patto che poi sia ripreso ovviamente) e didicarsi allo Stato senza trarne profitti.
    Anche solo per questo, che non è un dettaglio, Berlusconi gia enormemente ricco di suo risultava piu simpatico del Renzi campagnolo.

    Rispondi
  10. marzio siracusa

    14 Aprile 2015 alle 14:58

    Certo Nicola, che altri valori dovrebbero fare la differenza. Ma il fatto che su Pensalibero si sia rimasti in tre a ragionare, la dice lunga sui valori dominanti: poche chiacchiere, concrete e veloci! Poi c’è il conto in banca.

    Rispondi
  11. n.c.

    14 Aprile 2015 alle 12:05

    Cari Paolo e Marzio,

    infatti, il titolo dell’articolo è: Restituire un senso a “destra” e “sinistra”. E declinare le due categorie non solo basandosi su economia e reddito. Ci sono anche altri valori che dovrebbero fare la differenza….

    Rispondi
  12. paolo francia

    14 Aprile 2015 alle 11:36

    Quello che vorrei cercare di far capire è che questo degrado di cui Nicola parla non è venuto la per caso, ma è stato creato dai politici in ogni minimo dettaglio per impossessarsi del potere senza che ci siano piu reali possibilità di cambiamento, e le elezioni hanno quindi perso ogni valenza e credibilità e al contrario di quello che vogliono farci credere, il popolo non conta piu un cazzo. Ormai il potere e la stima non si guadagnano sul campo, ma seguendo le irreali e fasulle mode che la tecnologia offre. Per cui il duello tra Grillo e Renzi non si fa in Parlamento e neppure nelle urne, ma su twitter. Qunati cinguettii ha il primo? Qunati il secondo? La domanda è, si potrà con questo cancro in metastasi di un progresso fasulllo tornare a concertti come destra e sinistra? Si smetterà di fare dei politici delle star super pagate? Ora per mesi e mesi dovremo sopportare il teatrino delle elezioni Usa, con la Hillary super miliardaria che come una Meryli Streep qualunque scende in campo nelle vesti e nel ruolo di quello che non è, cioé di una semplice cittadina. Questo è ormai la politica, Marzio e Nicola, è un puro teatro e i politici attori, a volte bravi, a volte scadenti come Renzi.

    Rispondi
  13. marzio siracusa

    14 Aprile 2015 alle 09:56

    E’ chiaro che al secondo rigo si deve leggere: riscriviamo il profilo dei dominati e dei dominanti….

    Rispondi
  14. marzio siracusa

    14 Aprile 2015 alle 09:53

    La distinzione destra sinistra è caduta perché i suoi attorti sociali non sono rappresentati. Riscriviamo il profilo dei dominanti e dei dominanti, smettiamo di credere alla loro facile osmosi grazie al cinguettio informatico, ridiamo loro rappresentanza vera e la distinzione destra sinistra ritornerà a galla da sé. Dopo mezzo secolo in cui la sinistra ha operato solo il proprio arricchimento attraverso un cattolicesimo sociale oggi sempre più equivoco, come la stucchevole Toscana docet, è logico che quella distinzione sia caduta. In poche parole chi aveva un povero nonno di sinistra e si ritrova invece ad essere un nipote benestante, al massimo non può che appartenere alla sinistra ipocrita del politically correct, creando uno scompenso tra memoria individuale e collettiva dove si insinua l’opinione banderuola che accresce le ondate ondivaghe dell’elettorato. Il ciarliero Napolitano, non pago di quasi dieci anni al Quirinale dovrebbe pensarci prima di sputare sentenze sulla legge elettorale che privilegia sempre i nominati. Poi ben si innesta in tale disfacimento l’interesse del mercato a vietare la distinzione destra sinistra, avanzando l’illusione che attraverso il censo si possa facilmente cambiare casacca tra dominati e dominanti, e dando a intendere che quel cambiamento si chiami libertà. È questa truffa ideologica che innesca e potenzia la criminalità spicciola e organizzata destinata a crescere in tutto il mondo.

    Rispondi
  15. n.c.

    13 Aprile 2015 alle 21:21

    Il fatto che oggi nessuno riesca più a distinguere tra destra e sinistra è una ulteriore dimostrazione del degrado. E, dunque, il fatto che sia difficile individuare differenze, e che i protagonisti attuali della politica italiana non facciano differenza tra sinistra e destra, è, per me, prova bastante che meglio sarebbe tornare a valorizzarla questa differenza.

    Rispondi
  16. paolo francia

    13 Aprile 2015 alle 21:16

    Marzio ha ancora una volta ragione, e si puo’ andare ben oltre….destra e sinistra sono superati come democrazia e dittatura, visto che le due si mescolano e confondono le idee da troppo tempo.
    Renzi ha preso il potere ignorando il voto, ha messo in sesto questa sceneggiata taroOrmaiccata delle primarie, si è messo la da solo e poco a poco ha fatto da asso pigliatutto.
    Complice il “progresso” tecnologico, non estraneo a questi fatti, per cui i paramentri di una volta non servono piu a nulla e non rappresentano piu niente.
    Ormai, dopo il solco tracciato da Berlusconi, vince solo il culto della personalità e la capacità di rimbecillire il popolo con l’azione che non produce tanto per far vedere che agisocno.
    Tutto ormai è twitter, facebook, cazzate e parole messe li a casaccio, slogan inutili e fasulli, come la “buona scuola” o “job act”. Responsabili tutti, quelle che ancora chiamate dstra e sinistra.
    Un uomo solo al comando, quello sbagliato.

    Rispondi
  17. marzio siracusa

    13 Aprile 2015 alle 08:36

    Macaluso scopre l’acqua calda. Continuo a non capire perché non si facciano i conti col trasloco della vecchia DC nel PD, o meglio il processo di trasformismo è stato talmente enorme e coinvolgente archetipi del sentire collettivo che si preferisce rimuoverlo perché politicamente e socialmente inspiegabile. Che poi un partito socialdemocratico sia la condizione per ripristinare la distinzione destra sinistra mi sembra opinabile. La distinzione destra sinistra si ripristina riscoprendo chi sono i veri padroni e chi i veri sudditi, ossia assumendo a parametro della distinzione non più il reddito ma il diritto a decidere che questa attualità debba essere troncata.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti