E’ stato chiarissimo.
Nessuno si illude/da di abbattere la corruzione, ma solo di ridimensionarla e riportarla a livelli fisiologici. Qualcuno conosce la fisiologia corruzionale? Boh. Alla domanda gruberiana, alla quale dà occhiate suadenti, per altro ricambiate, afferma che è impossibile sorvegliare e controllare tutte le grandi opere, fare blitz a tutto spiano e a trecentosessantagradi. La domanda sorge spontanea e fa rimpiangere e spalancare gli occhi sull’iperattivismo e l’ottimismo del premier, attuale, si. Qualcuno ha detto che non si deve guardare il dito ma mirare e apprezzare la luna. Intanto si interseca la vicenda De Gennaro sulla Diaz, difeso dal Cantone che afferma, giustamente forse, che non può pagare per tutti. .
Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo, per dirla con il grande Albert. Accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle.
La vita è una processione. Chi è lento la trova troppo veloce e si fa da parte; chi è veloce la trova lenta e si fa da parte, rincalza Gibran. Per citare due personaggi agli antipodi che esprimono il medesimo concetto.
l’Italia è il paese degli eccessi, dalle babypensioni alle pensioni dopo morti (cit. Alessandra Mussolini). Siamo totalmente incapaci di lungimiranza e progetti a lungo termine. Si procede a tentoni a pannicelli caldi e a pezze tampone.
Se Monti e i suoi ministri, Fornero Padoa Schioppa e Severino con i loro choosy bamboccioni e decreti nebulosi e contorti, per citare i/le peggiori, non esistessero, bisognerebbe avere tanta fantasia e creatività per scriverci un romanzo. Le peggiori sono donne? Ebbene sì, ma non è detto che il donnismo, insieme al giovanilismo, esasperati, sia la panacea di tutti i mali.
Chiedo venia per la digressione ma dovevo togliermi il sassolino. Troppi errori ormai atavici che ora stiamo pagando tutti. Errori di vario colore. Conditi abbondantemente dalla corruzione, per tornare al tema, che ci sta fagocitando. Non è pensabile che il bel Cantone dagli occhi languidi sotto le lenti che lo costringono a guardare di sguincio, ci venga a raccontare che non ci si può illudere di abbatterla. Nessuno si aspetta miracoli, ma almeno un programma ben definito e coordinato di controlli a tappeto e non a macchia di leopardo come ci ha prospettato. Bene stare con i piedi per terra, ma partendo già con il freno a mano tirato, davvero si procede a stento. Non ci piacciono le promesse più o meno mantenute alle quali ci hanno abituato i premier di spicco dell’ultimo ventennio, ma neppure il gettare la spugna prima di combattere. Dichiara pure che “le fondazioni hanno sostituito le vecchie correnti”. Dunque dovrebbe trovare la strada spianata, con questa consapevolezza.
Se non se la sente e vede la processione troppo veloce o troppo lenta si faccia da parte e scantoni.
E poi la sparatoria al Tribunale di Milano . Per giorni ci siamo chiesti come il copilota è potuto rimanere solo in cabina e come ha potuto volare pur essendo bipolare conclamato. Ora ci si chiede come l’assassino del tribunale sia potuto entrare armato. Metal detector non funzionante? Avvocato compiacente? pass contraffatto? No comment. E Intanto il presidente ANAC sostiene, a caldo in una intervista videata, che dovrebbe essere difficile e impossibile. Si dice sconvolto. Figurati noi. Ci stracceremo le vesti e ci strapperemo i capelli per mesi chiedendoci come sia stato possibile. Dopo che i buoi sono scappati. E ora lunghe file al portone del tribunale mianese fanno comprendere quanto poco siano state osservate le misure di sicurezza. Come si diceva, l’Italia è il paese degli eccessi.
Ma la tragedia oltre la tragedia sta nel fatto che la gente, anche moderata, nel segreto del cuore quasi giustifica l’assassino…in fondo in fondo. Qualcuno dovrebbe fare il mea culpa per aver portato le persone per bene ad essere anche soltanto sfiorate dal desiderio di pensare a Giardiello come a un simbolo eroico di ribellione collettiva.. Mala mala tempora currunt.

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