Non sono un politico e seguo la politica da appassionato ma solo dai giornali. Leggo talvolta degli articoli che parlano di Renzi. Ho seguito il suo percorso da quando, per me sconosciuto , si presentò come candidato Sindaco di Firenze. Ho seguito da non addetto ai lavori tutto questo percorso e capisco coloro che lo odiano: sia chi lo odia stupidamente che chi lo odia in modo intelligente.
Capisco meno chi lo ama senza riserve. Perché avere riserve significa individuare quei confini e quelle caratteristiche che pongono chiunque all’interno di un tempo.
Renzi è il prodotto di una politica “provinciale” che, nel suo distacco dai “santuari” partitici e romani, ha mantenuto, proprio per la sua provincialità, una certa originalità politica (quando La Politica veniva pian piano uccisa dalla filosofia delle connivenze degli ultimi 30 anni).
Renzi è emerso in un momento di crisi….globale. E credo che impersonifichi giusto questo periodo fatto di incertezze e di richiesta di decisioni. In questo senso è molto vicino al Macchiavelli, forse il più vicino dei leader occidentali. Il giudicare i singoli atti del governo o di Renzi sarebbe presuntuoso per uno fuori da quei livelli di potere come sono io. Certo la sua compagine di governo è molto eterogenea ma non necessariamente negativa. Ai riconosciuti e stimati ruoli dell’Economia, degli Esteri e dei Beni Culturali, se ne abbina quello dovuto alla alleanza quale gli Interni, oltre a ministeri “onesti” anche se insufficienti di esperienza. Non demonizzerei il ruolo della Boschi come fanno molti se lo vediamo nell’ottica datagli da Renzi e cioè “tenere duro, sempre”.
Renzi è dunque un uomo , un politico “da battaglia” come oggi viene richiesto, non da tempo di pace. Quindi presenta i limiti e le incertezze del decisionismo ma indubbiamente è l’unico che garantisca sia le riforme che una nuova visibilità all’estero.
Lo stesso Cacciari, senz’altro non un tifoso di Renzi, ha sostenuto questa tesi. Se teniamo conto che dal ’90 ad oggi abbiamo prodotto una stagnazione dello stato e della società assecondando il degrado morale della classe dirigente tutta, allora anche aprire una finestra può sembrare un tifone. Non voglio entrare nel penoso comportamento delle opposizioni piuttosto mi meraviglia il corto raggio di pensiero dell’”intellighenzia” statale come Corte dei Conti, Costituzionalisti di tutti i tipi e vari altri apparati che entrano nel tecnicismo delle riforme senza capire assolutamente l’urgenza che tali riforme impongono, pena la bancarotta. Ma forse anche questi individui fanno parte di questo degrado. Per non parlare di una infinità di altre aspetti che comunque illustrano l’ignoranza profonda della classe media di questo paese cui non solo si riferiscono e fanno leva gli attuali “politici” ma ne sono essi stessi i prodotti.
Renzi: l’uomo giusto al momento giusto
Renzi è un uomo , un politico “da battaglia” come oggi viene richiesto, non da tempo di pace. Quindi presenta i limiti e le incertezze del decisionismo.

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