Ero riuscito ad evitare accuratamente le ultime performances tv di Matteo Renzi, saltando a pié pari persino le prime amplificazioni sui megafoni a lui amici, quando d’improvviso sono stato attirato nel gorgo del vecchio vizio, come capita agli alcolisti appena redenti nel passare davanti a un bar. Irresistibile l’annuncio radiofonico del punto focale espresso da Renzi durante la Messa di Porta a Porta , poi ritrovato sui giornali e in tv: “Io ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo”.
Quanti richiami… In poche parole un fortissimo e concentrato cocktail, al limite della sopravvivenza, se ingurgitato, per chi credeva di potersi disintossicare. La prima immagine, subito affiorata alla mente, quella del pensatoio da cui emergeva, e il considerevole numero degli spin-doctors attorno a Matteo. Ci giurerei che la prima idea proposta da un volontario di seconda fila è stata: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”; ma sono insorti in molti. La maggioranza dicendo che da Cesare si sarebbe arrivati al pugnalatore Bruto, poi di dittatore in dittatore, a Napoleone, fino a Mussolini e Hitler, e anche Renzi, sempre sensibile al sentiment popolare avrebbe chiosato in un empito di modestia: “Non scomodiamo Dio, potrebbero offendersi contemporaneamente Scalfari e Papa Francesco”. Allora qualcuno avrebbe suggerito che nella frase da incoronare occorresse il verbo “giurare”, che già tanto aveva funzionato con Berlusconi, e forse un altro ha lanciato lì: “Io ho giurato sulla Repubblica, e non sulla Bibbia”, subito bocciato da Sensi e da Jim Messina in coppia. Il primo confutando: “No.. no.. coì pensano subito alla Repubblica di De Benedetti e Calabresi..”. Il secondo, per spirito campanilistico:” Da noi, in America, è d’obbligo giurare sulla Bibbia…non si può celiare in merito…”.
E , a questo punto, pare sia intervenuto il decisionista Renzi a sentenziare: “Che cosa ci interessa più di ogni altra cosa ? Il referendum di ottobre. E su cosa ho messo in palio la mia testa ? Sulla mia Costituzione ! Su quella ho giurato, una notte, assieme a Napolitano…”.
Approvato all’unanimità l’editto, con il suggerimento di abolire la parola “mia”. “Lasciamo credere che tu conserverai il resto di quella Carta ormai inutile e decrepita…Potresti aggregare qualche luccio disposto a credere che, vincendo, non modificherai nient’altro…”, avrebbe detto il più cinico di tutti. Ma uno dei quattro collaboratori portati da Jim Messina, quello con il maggiore spirito pratico, dicono che si sia anche raccomandato:” Manca la seconda parte, il raffronto, il non giuramento”. E qui il più ambizioso tra i partecipanti al consesso è spuntato fuori con la proposta:”Va bene, niente Bibbia, ma il Vangelo sì… Collegato al tuo nome funzionerà come un messaggio subliminale tipo: “Matteo rottama anche il Vangelo..”. E chi lo ferma più ?”. Jim Messina, alla parola “subliminale” di sicuro sarà andato in solluchero, e i convenuti la hanno letta ad alta voce in coro, chinando la testa in segno di generale assenso.
Adesso mi aspetto che, da un giorno all’altro, i più potenti organi di informazione comincino a titolare in prima pagina: “Via la Costituzione.. Via il Vangelo.. Ci basta il NUOVO CHE AVANZA”. Ma , da “fonti certe, certissime anzi probabili”, risulta che lo slogan sia in standby fino a dopo il referendum.

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